
Studi
Entrare nella vita con mani e piedi (pag. 4)
Franca Feliziani-Kannheiser
I sensi e la fede (pag. 8)
Ezio Prato
I riti e il vero (pag. 13)
Vito Mignozzi
Catechesi e liturgia nell’infosfera (pag. 18)
Pier Cesare Rivoltella
Lo sguardo all’invisibile
Educazione e ritualità in età prescolare (pag. 23)
Anna Morena Baldacci, Anna Peiretti
I bambini ci insegnano i riti
Educazione e ritualità nella prima età scolare (pag. 29)
Alessandra Baldi, Francesco Silipo
I survivers dell’iniziazione cristiana
Educazione e ritualità nell’adolescenza (pag. 35)
Manuel Belli
Esercizi rituali
Formazione liturgica con gli adulti (pag. 43)
Annamaria Marchi, Andrea Sech
Formazione
Ars celebrandi: celebrare con cordialità
3. Gratuità (pag. 48)
Luca Palazzi, Luca Balugani
Una Chiesa, molti doni e ministeri
3. Lettori e accoliti: il rito di istituzione (pag. 53)
Nadia Toschi
I mestieri della liturgia
3. Lo psicoterapeuta (pag. 58)
Gianfrancesco Gervasoni
La Liturgia delle Ore: preghiera della Chiesa
3. La preghiera di tutti i battezzati (pag. 61)
Arnaud Join-Lambert
Asterischi
Il Lezionario
3. Dare «voce» alla Parola (pag. 65)
Daniele Piazzi
Sulle spalle dei giganti
3. Jean Daniélou (pag. 68)
Marco Gallo, Gabriele Tornambé
Il vangelo secondo marco: venga il tuo Regno
Il ritorno in Galilea e le prime parole di Gesù:
Mc 1, 14-15, il programma del vangelo (pag. 4)
Giulio Michelini
«Satana ha fine» (Mc 3,26):
esorcismi e regno di Dio (pag. 9)
Francesco Filannino
«Fa udire i sordi e fa parlare i muti».
Guarigioni e prodigi in Marco alla luce del regno (pag. 15)
Giacomo Violi
«Guardate quello che ascoltate» (Mc 4,24) (pag. 21)
Roberto Pasolini
«Ma voi, chi dite che io sia?»
Le domande di Gesù nel vangelo secondo Marco (pag. 27)
Stefano Zeni
L’ingresso a Gerusalemme: un figlio di Davide che non realizza i desideri del popolo (pag. 32)
Alessandro Pilo
Venga il tuo Regno! (pag. 36)
Marco Cassuto Morselli
Segni del Regno.
I «miracoli» tra salute e salvezza (pag. 41)
Duilio Albarello
Rubriche Bibbia e scuola
Il regno di Dio nelle parabole di Gesù (pag. 46)
Marco Tibaldi
Per saperne di più
Luogo e destinatari (pag. 50)
Annalisa Guida
Riletture
Arte contemporanea (pag. 52)
Valeria Poletti
Apostolato biblico
Come leggere la Bibbia? (pag. 54)
Paolo De Martino
Lettori istituiti
Parola, liturgia, vita (pag. 55)
Alberto Dal Maso
Arte
Cittadina del regno di Dio:
la Guarigione dell’emorroissa di Paolo Veronese (pag. 59)
Marcello Panzanini
Inserto staccabile Incontro biblico per catechisti
Uno sguardo che libera
Alessandro Pilo
Che cosa dice veramente il racconto su Adamo, Eva, il serpente e il frutto proibito? Per secoli è stato una pietra angolare per la dottrina cristiana del "peccato originale". Negli ultimi anni molti studiosi hanno però contestato questa interpretazione abituale, perché in Genesi 3 non si parla di peccato, trasgressione, disobbedienza o punizione, ma si delineano i tratti della condizione umana - nel bene e nel male. Eppure il quadro è troppo complesso e strutturato per essere liquidato in maniera così semplice. Smith analizza magistralmente sia il racconto biblico che la storia della sua ricezione; esamina il controverso concetto di "caduta", presente nella tradizione ebraica e sviluppato nei primi secoli dal cristianesimo; dimostra che il racconto del "paradiso terrestre" costituisce un'esplorazione del desiderio e della bontà, del peccato e del male negli esseri umani, posti in relazione a Dio. Sicché lo specialista americano stimola a comprendere il concetto di peccato originale a partire dalla Bibbia, andando oltre le interpretazioni tradizionali o quelle moderne. E da una lettura attenta e ben informata deduce che è meglio parlare di "ricaduta", piuttosto che di "caduta". «Questo libro suscita più domande di quanto non dia risposte; e non potrebbe essere altrimenti. Ma a coloro che sono interessati a ulteriori esplorazioni, esso offre anche una enorme ricchezza di risorse» (Christopher B. Hays). Un'analisi esegetica stimolante, proposta con una scrittura fluida e incisiva.
La Chiesa, che tanto spesso invoca un Dio di amore e di giustizia, ha servito veramente la libertà delle persone nel corso della storia? Sesboüé non teme di affrontare qui l'argomento spinoso, con franchezza e coraggio, facendo entrare in risonanza prospettiva teologica e prospettiva storica. La libertà è una rivelazione fondamentale della Scrittura. Appartiene alla vocazione degli esseri umani, in virtù della creazione ricevuta in dono dalle mani di Dio. Dunque è perfettamente legittimo interrogare la responsabilità della Chiesa in quest'ambito: come spiegare certe tragiche zone d'ombra? Quelle, per esempio, costituite dalla schiavitù e dalla tratta dei neri o dalla persecuzione degli "eretici" nell'Inquisizione, le cui procedure furono spesso ingiuste, crudeli e per nulla rispettose della dignità delle persone. Perché uno scarto di tale portata rispetto all'ideale evangelico? Un passato scomodo, con gli abusi che la storia ha registrato, continua a interpellare noi e la nostra fede, esigendo una seria rilettura. «Finché continuerà il nostro tempo, dovremo sempre convertirci di nuovo al vangelo. La presenza dello Spirito nella chiesa esiste proprio a questo scopo: darle i mezzi per convertirsi» (Bernard Sesboüé). Una sana e onesta riflessione, in chiave storico-teologica, sulle responsabilità della chiesa.
Esiste un "umorismo" da parte di Gesù? Certo: il Nazareno vi ricorre in modo mirato per accentuare il suo messaggio in modo memorabile. Assurdità, provocazioni, contrasti, esagerazioni, contraddizioni, sproporzioni, scherno divengono strumento di critica profetica: se Gesù esagera, è perché si possa riconoscere la verità; se distorce le cose, è perché si impari a vedere bene; se inverte grande e piccolo, è per indicare le giuste priorità. Attendo osservatore della vita di ogni giorno, Gesù avrà senz'altro riso (ne parlano i vangeli apocrifi), ma soprattutto ha indotto gli altri al riso, per trarli in salvo dal labirinto in cui si erano smarriti. da questa risata liberatoria deriva per Berger un approccio speciale e straordinario a Gesù. Il suo umorismo stimola l'immaginazione e mostra benevolenza verso gli animali; a volte è grottesco, ma mai offensivo, a volte è beffardo, ma non irrispettoso; sempre risulta illuminante. Perché lo humor è la fonte di tutta la saggezza di Gesù. Berger ritorna su Gesù: il Gesù che rivela le nostre contraddizioni, smaschera la nostra ipocrisia e svela le proporzioni del regno di Dio. Perché, in ultima analisi, la religione non è pericolosa, in sé; pericolosa lo è solo la religione senza umorismo.
Che cosa porta di nuovo Amoris laetitia rispetto al magistero tradizionale della chiesa? In questo suo commento all'Esortazione apostolica di papa Francesco, Brambilla mostra che il documento getta uno sguardo nuovo sulla vita di coppia e della famiglia: introduce uno stile, un linguaggio e un'attenzione particolare all'esistenza concreta delle famiglie, alla fenomenologia della coppia e alla storia della trasmissione fra le generazioni.
Il dibattito suscitato dall’Esortazione papale sull’amore nella famiglia non tiene sufficientemente conto che ogni atto di magistero è una ripartenza dall'inizio, per fare un ulteriore passo avanti, no è la prima volta e non sarà neanche l'ultima. E' l'atto dell "traditia tradens"che non si limita a trasmettere dottrina e morale, ma cerca di interrogarle sempre da capo, ritornando alla freschezza della sorgente e al gesto di mettere il lievito del Vangelo nella pasta del vissuto umano. In cinque percorsi pastorali di introduzione al matrimonio cristiano, così ci viene dato di sperimentare che dono del Vangelo e vita della coppia possono rinascere e rinascere insieme.
Franco Giutio Brambilla, già ordinario di cristologia e di antropologia teologica alla Facoltà teologica dell'Iltalia settentrionale (e preside della stessa dal 2006 al 2012), nel 2012 è diventato vescovo dl Novara. Presso l'Editrice Queriniana ha pubblicato: Il Crocifisso risorto (2021); Antropologia teologica (2014); Liber pastoralis (2018); Praticare e raccontare i “santi segni” (2020).
Lassù in cielo è prevista l'esistenza di un giardino zoologico? Gli animali, gli alberi o anche i sassi ci vanno, in paradiso? A Dio preme almeno un po' la salvezza eterna di quelle sue creature che non sono esseri umani? Per Franck Dubois bestie e piante attendono di essere salvate. Ma non dipende dalla mucca avere accesso al cielo. La mucca non "risuscita" in senso proprio, ma viene associata al mistero della risurrezione degli uomini. Sono costoro che hanno la responsabilità della sua salvezza. L'intera creazione è chiamata a transitare in Dio. Il creato non è un insignificante fondale "usa e getta" di cartapesta, destinato a scomparire alla fine della storia, ma una realtà la quale fare i conti (anche) nell'aldilà. Questa comunità di destino fra tutti gli elementi del mondo chiama ciascuno di noi alla vigilanza. Ecco il messaggio alla base di questo libro di inaudita originalità: Dio è presente al cuore di ogni realtà materiale, agisce tanto sulle anime quanto sui corpi, non si disinteressa del mondo fisico. Anzi, l'ha creato perché rimanga per sempre e si perfezioni. In paradiso ci imbatteremo in leoni diventati vegani? Lassù il calvo recupererà i capelli che aveva in gioventù? Il mio pesciolino rosso potrà finalmente parlare? Una cosa è certa: ci sarà una bella ressa al momento di salire sull'"ascensore" che porta in cielo!
Il discernimento morale costituisce la modalità ordinaria attraverso cui la persona, obbedendo alla propria coscienza, realizza il bene particolare a cui è chiamata. Saper discernere permette di superare i rischi della paralisi (la paura di sbagliare) e del relativismo (l'indifferenza ai valori). Ora, soprattutto davanti ai dilemmi più acuti e talvolta drammatici della vita - per esempio in campo bioetico - la tradizione cristiana ha elaborato una serie di strumenti operativi al servizio del discernimento morale. Si tratta di "principi pratici" come quello che verifica la liceità della cooperazione al male, come il duplice effetto, il male minore, la ragione proporzionata, o come la casistica e il probabilismo. Dopo aver presentato la natura del discernimento morale, il volume di Zuccaro studia uno a uno questi principi pratici, ponendo particolare attenzione alla loro genesi storica e al loro sviluppo. E mostra la loro indubbia utilità strumentale. Non solo, ma svela anche come essi richiamino una concezione della teologia morale più umile e più attenta alla concretezza delle situazioni particolari. «Provo a raccogliere un ventaglio di strumenti operativi perché, in mezzo ad una pluralità di valori umani, ciascuno possa orientarsi e percorrere il suo sentiero di vita, realizzando quel particolare bene morale cui è chiamato» (Cataldo Zuccaro).

