
Questa ricerca si svolge attorno a due nuclei: il significato ecclesiologico del Concilio Vaticano II e il principio teologico della comunione nella Chiesa. Inoltre questa tesi dottorale attesta l'originalità e la preziosità del contributo di Paolo VI all'elaborazione e alla formulazione dell'ecclesiologia di comunione, dimostrando che per il pontefice l'evento conciliare ha manifestato la realtà comunionale della Chiesa.
Il libro contiene una certa polemica antiempiricista ed una forte polemica contro Umberto Eco, senza voler minimamente negare il suo acume ed i suoi meriti nel campo ristretto della semantica. Mi sento più vicino non soltanto alla filosofia trascendentale del soggetto, ma anche al Sofiste di Platone e ad Heidegger.
I due volumi in cui l'opera si divide mostrano l'importanza fondamentale del riferimento alla Realtà Ultima come elemento strutturante che unifica donazione di senso e di prassi salvifica delle tipologie dell'insieme. Il volume inizia con un capitolo sulla natura analogica del fenomeno religioso e chiarifica poi comparativamente il termine generale di "teismo" che nell'uso scientifico diventa concetto analogo comprendendo le religioni aventi unità dal riferimento ad una Realtà Ultima o Divino personale oppure ad un Divino impersonale (panteismo e monoismo religiosi ).

