
Un racconto senza tempo: il Natale visto attraverso gli occhi innocenti di un bambino che diventa il primo testimone del miracolo. In questo racconto del Natale, il protagonista in cui i piccoli potranno identificarsi è il piccolo pastorello Simone, che dopo aver gioito per un agnello ritrovato, vive la magia della Natività in prima persona, aiutando Maria e Giuseppe a trovare rifugio in una stalla. È stato il primo di tutti i bambini a vedere la luce della Notte Santa, la luce del mondo e ha offerto al Bambino Gesù la sua sciarpa e il suo flauto, diventando protagonista di un gesto di generosità pura che rende la notte di Natale un ricordo indelebile e luminoso per tutta la sua vita. Una tenera storia di Natale illustrata, che annuncia ai più piccoli il lieto messaggio. Età di lettura: da 4 anni.
Un'amicizia incisa nella neve e nel sangue: l'eco di un legame tra un fante sardo e un alpino veneto che attraversa un secolo di storia. Nato da un reale patto di fratellanza storica, questo romanzo racconta l'incontro tra Bastianeddu, giovane fante della Barbagia, e Mario, alpino della pedemontana veneta. Le loro vite si incrociano nel fango e nel gelo delle trincee dell'Altopiano di Asiago, durante la drammatica Battaglia dei Tre Monti del 1918. Quella di Bastianeddu e Mario non è una celebrazione dell'eroismo, ma un inno all'umanità: un legame profondo nato dalla condivisione della solitudine, della fatica e della nostalgia, sussurrato sulle note della canzone natalizia "Ciara stela". Un'eco che, partendo dal fragore della Grande Guerra, viaggia per oltre cent'anni fino a bussare alla porta dei loro discendenti oggi, chiamando due comunità così lontane a riannodare un filo spezzato dal tempo. Roberta Frameglia scrive una storia che è specchio della sua stessa vita, un incontro meraviglioso tra l'anima veneta di nascita e quella sarda d'adozione. Con estrema cura storica, l'autrice innesta una narrazione di finzione su un terreno documentale autentico, rendendo omaggio alla leggendaria Brigata Sassari - i "Dimonios" - e alla tenacia dei reparti Alpini. Il testo si ispira a giganti della letteratura e della storia come Emilio Lussu e Mario Rigoni Stern, unendo la precisione della ricerca alla sensibilità del racconto familiare.
L'Alba degli Angeli è la cronaca di un riscatto possibile, un viaggio dal buio della marginalità dove la salvezza non arriva da un miracolo, ma dal coraggio di guardarsi di nuovo allo specchio e accettare una mano tesa. L'ex professore Enea, precipitato nella marginalità urbana, incontra Mario, fondatore dei City Angels. Tra i due nasce una sfida brutale per la dignità: un viaggio nei gironi della disperazione cittadina alla ricerca di un riscatto possibile. Sarà in una scintilla di cultura condivisa che si aprirà, inaspettata, la porta della speranza. Milano, Stazione Centrale, notte di Natale. Mentre la città corre frenetica verso i festeggiamenti, tra i marmi gelidi di Piazza Duca d'Aosta si consuma la deriva di Enea. Un tempo stimato professore universitario, custode di cultura e certezze, Enea è oggi un "naufrago urbano" che ha perso tutto: la cattedra, la moglie e la propria identità. Tutto ciò che gli resta è il fondo di una bottiglia e un loden liso che profuma di fumo e sconfitta e un carrello pieno di libri. La sua solitudine viene squarciata dall'incontro con Mario, fondatore dei City Angels. Non è il solito approccio tra chi aiuta e chi è aiutato: è uno scontro frontale tra mondi opposti. Al nichilismo schopenhaueriano di Enea - che accusa ferocemente i volontari di agire per mera autogratificazione - Mario risponde con una scommessa: un patto che non offre solo un letto e un caffè, ma la sfida brutale di ritrovare la dignità smarrita tra i carrelli della spesa e i cartoni usati come materassi. Inizia così un viaggio attraverso i gironi della disperazione. Lungo i binari e sotto i portici, nell'arco di una sola notte, Enea è costretto a guardare negli occhi gli abissi degli altri - storie di abbandono, miseria e solitudine che specchiano crudelmente la sua stessa caduta. Eppure, proprio quando il gelo sembra aver pietrificato ogni residuo di umanità, il racconto vira verso un finale spiazzante e inaspettato che svelerà il vincitore della scommessa.
Una testimonianza potente di fede e speranza nel cuore di un conflitto che non ha fine. Pagine di vita dalla Città che non ha mai avuto pace, ma custodisce la promessa di Dio. Nonostante il paradosso di una città che, pur portando un nome di pace, è costantemente insanguinata dall'odio e dalla violenza, Gerusalemme rimane il luogo in cui Dio ha scelto di far germogliare la speranza. L'anno trascorso dall'autore ha coinciso con una fase molto dura della guerra e con la totale assenza di pellegrini in Terra Santa. In questa terra privilegiata don Luigi Milani ci invita a camminare con lui. Attraverso le sue pagine, l'autore intreccia le piccole storie degli abitanti di Israele con la Grande Storia della salvezza, dimostrando che il Cristo continua a camminare tra le vie pericolose, i bombardamenti e l'angoscia. Questo non è solo un resoconto, ma un profondo invito a leggere le vite dei popoli e dell'umanità intera alla luce della Parola. Un testo che sfida a credere nella "storia santa" che Dio continua a scrivere, animato dalla speranza che la Gerusalemme terrena possa finalmente riflettere la pace di quella celeste. Un libro essenziale per chi cerca un messaggio di fede incrollabile dove tutto sembra perduto.
Un dialogo intimo e trasformativo con l'Apostolo Giacomo lungo le tappe del Cammino di Santiago diventa un profondo itinerario di rigenerazione spirituale interiore. Percorrere il Cammino di Santiago significa intraprendere un viaggio spirituale che offre la possibilità di riflessione, purificazione e crescita interiore. Qui si può alimentare la propria spiritualità e riscoprire se stessi, anche se alcuni si dichiarano non credenti. Il significato religioso di questo percorso trascende il semplice atto di raggiungere una meta fisica: è un viaggio che spinge a confrontarsi con le proprie credenze, ad abbandonare il superfluo e a cercare una connessione profonda con la divinità o con ciò che si reputa essenziale, fondamentale per la propria esistenza. E quale compagno migliore per affrontare il Cammino se non Santiago in persona? L'unico in grado di raccontare ogni storia o leggenda racchiusa tra le tappe, di spiegare l'arte, richiamare la Parola di Dio, porre le giuste domande, talvolta punzecchiare, per ricondurre ogni passo a Gesù, il centro e la guida del percorso interiore che da Saint-Jean-Pied-de-Port conduce alla tomba dell'apostolo.
Attraverso le immagini realizzate da Silvia Gastaldi con tecniche pittoriche diverse e i testi di Cristina Arcidiacono e Lidia Maggi, questo volume fa rivivere alcune figure femminili citate nella Bibbia, dalle più note a quelle senza nome. Ritratti indimenticabili che testimoniano l’importanza delle donne nelle Scritture e la considerazione che Gesù aveva per loro. Un ruolo spesso dimenticato e sottovalutato che le autrici ci invitano a riscoprire attraverso l’arte, presentandoci tipologie femminili con cui confrontarsi e riflettere, raggruppate per affinità biologica (madri, sorelle) o per condizione sociale (schiave, profetesse, prostitute) oppure per carattere (le furbe, le cattivissime). Scorrendo le pagine del libro, "gioiremo con le sterili che diventano madri, ci indigneremo con le vittime, sorrideremo con le furbe…" e scopriremo che ogni figura - da Sara a Betsabea, dalla donna di Sunem alla figlia di Iefte - è molto più della categoria in cui viene inserita. L’inquadramento generale offerto da Lidia Maggi nella sua Prefazione e i commenti teologici di Cristina Arcidiacono alle varie sezioni ci accompagnano in un percorso emotivo e al contempo intellettuale che, a partire dal racconto biblico, offre nuovi spunti e chiavi di lettura.
Al confine tra Lugano e Paradiso, Casa Santa Birgitta è stata fin dalla fondazione, nel lontano ottobre 1924, luogo di accoglienza sia per coloro che venivano da lontano in cerca di un tranquillo e accogliente rifugio dove soggiornare, sia per gli abitanti del quartiere che vi trovavano un sicuro punto di riferimento. In seguito, l'ospitalità e l'accoglienza delle Suore Brigidine si sono coniugate con la loro vocazione all'ecumenismo. Un legame tra passato e futuro, nella fedeltà al carisma ecumenico e missionario della fondatrice, secondo lo spirito di santa Brigida. A noi resta il compito di attingere da questi cento anni di storia i valori e gli ideali, gli stimoli e i talenti da far fruttare perché questa presenza nel cuore del Ticino e della diocesi di Lugano continui a essere testimonianza di fede e di impegno nella carità e nel dono di sé.
«Quando si parla con gentilezza, quando si tende la mano, la pace non è più lontana.» Un albo illustrato per raccontare ai più piccoli il valore fondamentale della pace tra i popoli attraverso la voce di un Leone Bianco, raffigurazione di papa Leone XIV, portavoce sin dal primo istante di un messaggio di pace. Una pace che parte dall’ascolto, dalle parole gentili, dal dialogo, da una tavola cui siedono indistintamente ricchi e poveri, "grandi" della Terra e piccoli, per costruire un ponte tra i cuori di persone lontane per cultura e appartenenza. Pace e amore cominciano dal basso, dal quotidiano: da un gesto gentile, da una mano tesa, da una parola buona… per poi stringere in un unico abbraccio i confini della Terra. «Se disarmiamo le parole, contribuiremo a disarmare la Terra.» Età di lettura: da 4 anni.
In un tempo in cui è sempre più raro leggere belle storie, capaci di rincuorare e aprire orizzonti di speranza, Filantropia Attiva Italiana desidera dar voce alle diverse realtà sociali incontrate in sei anni di vita. E lo fa direttamente lasciando la parola ai protagonisti: presidenti, fondatrici, veri e propri imprenditori che con coraggio scelgono ogni giorno di valorizzare persone e territori, a vantaggio di chi è più vulnerabile. Perché è possibile fare impresa in modo etico, sostenibile, rispettoso. Che si tratti di una cooperativa sociale o di un’associazione, di una fondazione o di un’impresa sociale, la ricchezza di queste storie è il crocevia senza il quale FAI non sarebbe ciò che è oggi. Grazie alla testimonianza delle persone che, in varie situazioni di disagio, hanno ritrovato la strada del riscatto, il racconto assume i lineamenti dei volti incontrati, carichi di emozioni e soddisfazione per un futuro ritrovato. Insieme. «Un’associazione dedita alla salute dei bambini, una cooperativa sociale per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettive, una realtà a servizio dei rifugiati, un fondo di impact investing, un’impresa sociale che forma e dà lavoro a giovani artigiani, una sartoria sociale per donne in situazioni di vulnerabilità, una scuola professionale nel territorio napoletano, un progetto per l’inserimento lavorativo di persone detenute. Tutte storie affascinanti e in continuo divenire. Perché non raccontarle? Sono attività d’importanza fondamentale per andare incontro alle necessità di persone fragili, per favorire una società più inclusiva e, non da ultimo, per promuovere una migliore tenuta sociale del nostro Paese.» (Giulio Litta Modignani, fondatore e presidente di Filantropia Attiva Italiana)
Avanzi del giorno prima, cibi in scadenza, frutta e verdure troppo mature... Come evitare gli sprechi alimentari? La soluzione ai problemi del nostro frigorifero arriva da un libro di ricette assai originale, perché nato dall'esperienza del Refettorio Ambrosiano di Milano, realizzato da Caritas Ambrosiana durante Expo 2015.Un luogo "bello e buono", dove ogni giorno si cucinano per i poveri le eccedenze di cibo della grande distribuzione, di mense e aziende alimentari, seguendo le ricette insegnate dai grandi chef che si sono alternati ai fornelli del Refettorio nei sei mesi di Expo.Il libro unisce dunque tre finalità: insegna ricette buone e semplici per non buttare via niente; sostiene l'impegno di solidarietà della Caritas; alimenta una cultura contro lo spreco e contro l'esclusione sociale.La nuova edizione, rivisitata e ampliata, ospita anche una sezione dedicata alle ricette di Enrico Reina, da tutti conosciuto come "maestro Enrico", a memoria di un talento investito nella cucina del Refettorio Ambrosiano, a servizio degli ultimi.Gli chef che hanno collaborato: MASSIMO BOTTURA chef e proprietario dell'Osteria Francescana a Modena; ANDREA APREA chef del ristorante Andrea Aprea a Milano; EMILIO BARBIERI chef del ristorante Strada facendo di Modena; MATTEO BARONETTO chef del panorama torinese; GIOVANNI CUOCCI chef e proprietario dell'osteria La Lanterna di Diogenea Solara di Bomporto (Modena); GIORGIO DAMINI chef della Macelleria Damini&affini di Arzignano (Vicenza); RINO DUCA chef dell'osteria Il grano di pepe di Ravarino (Modena); ROBERTO PETZA chef del panorama sardo; NICOLA PORTINARI chef del ristorante La Peca di Lonigo (Vicenza); LUCIANO TONA direttore d'Elsa Accademia Bocuse d'Or Italia.

