
Il 75° Calendario di Frate Indovino, dal titolo paradigmatico “Fatti a sua immagine”, ci spinge ad interrogarci sulla natura dell’uomo come essere unico, irripetibile ma nel contempo sociale, custode del Creato.
Uomo interdipendente dagli altri, a iniziare dalla famiglia, dove l’individuo cresce e si forma nell’amore e nel rispetto reciproco: insieme siamo tanti io destinati a realizzarci nel noi. “Dio creò l’uomo a sua immagine”, a immagine di un Dio che è Amore: è questa la scoperta della grande verità coincidente con il senso ultimo e più profondo dell’esistenza umana.
Ed è questo il messaggio che vogliamo rinnovare: la soluzione dei grandi problemi del mondo di oggi non è da ricercarsi nella direzione dell’io ma nella direzione del noi, non nell’alzare muri ma nel gettare ponti.
L’erboristeria, come la intendiamo nei nostri Conventi, è più di una disciplina, diremmo quasi l’applicazione del rispetto verso il Creato dal quale, nell’arco di diversi secoli, abbiamo appreso a raccogliere, conservare e utilizzare le piante per la salvaguardia del nostro corpo e della nostra salute. Quindi una guida redatta con esperienza ultracentenaria che spiega le proprietà terapeutiche di erbe e piante officinali (finanche ortaggi) e indica in modo semplice ed efficace come sfruttarle al meglio per il nostro benessere fisico e mentale. La descrizione di ciascun soggetto è accompagnata da un disegno artistico con il quale si impara a distinguerne le caratteristiche.
Oltre 500 pagine stampate a colori, rilegate in cartonato ricoperto in Imitlin verde inglese e sovraimpressioni in oro.
Sulle numerose sfaccettature dell’amicizia, tema di per sé complesso, l’Autore ha preferito far parlare direttamente i vari filosofi e letterati a partire dal VI secolo a.C. fino ai giorni nostri. Queste 1350 “pillole di saggezza”, cercate e raccolte a 360 gradi senza limiti di tradizioni culturali e letterarie, non costituiscono un trattato sull’amicizia, come unico ponte per uscire dalla solitudine, ma intendono offrire una panoramica, stimolante e a tratti provocatoria, che si estende dall’esperienza all’indagine filosofica, teologica e psicologica, per poter poi tornare con serenità e fiducia alla vita di tutti i giorni.
L’importanza di questa vita è indiscutibile, sia per la sede in cui essa è tramandata, ossia la copia destinata al papa per poter istruire il procedimento canonico affinché Rosa fosse canonizzata, sia perché essa fu il punto di riferimento per tutte le vite che hanno circolato a partire dal XVI secolo: è questa la fonte che fornisce una ricostruzione completa, per quanto agiografica, della vicenda storica della santa bambina viterbese.
“I santi non sono diversi da noi, non sono dei privilegiati che hanno avuto la strada spianata per diventare quello per cui oggi li ricordiamo. Hanno avuto i nostri stessi strumenti, le nostre stesse gioie, paure, affanni, dubbi…; hanno combattuto come combatte ogni giorno ciascuno di noi. Essi sono posti in cielo come stelle, luci che rischiarano il nostro cammino, speranze che incoraggiano ad andare avanti. […] Sapere che anche la nostra patrona Rosa era fragile come noi è molto rassicurante, ci infonde speranza e ci sprona a credere in noi stessi, a non arrenderci e a mettere i nostri passi sulle orme da lei già impresse” (dal Prologo).
«È un libro da aprire e leggere dove capita: è infinito.
La presentazione grafica e le illustrazioni sono
adeguate al contenuto ed è anche questo un godimento
dello spirito».
Ecco a Voi questo nuovo Calendario “Frate Indovino 2018” dal titolo “A VOI NONNI. Grazie di Cuore”, che è espressamente dedicato alla figura dei nonni. Persone meravigliose che non si risparmiano nell’accudire figli e nipoti soprattutto in questi periodi di grossa difficoltà sociale. Nonni a loro volta cresciuti in tempi diversi, dove si avevano ben altri esempi nell'aiuto al prossimo. Offrirsi era quasi un atto istintivo, condiviso da molti se non da tutti. Per questo, nello scegliere testi ed immagini abbiamo volutamente deciso di volgere lo sguardo a questo tipo di passato dove si era tutti un po’ attenti e sensibili. I giovani di quei tempi formano la schiera degli attuali nonni, validi, pronti ad assumersi le proprie responsabilità. La formazione avuta in quegli anni sta riempiendo spazi imprevisti che si aprono in una società “supertecnicizzata”, ma in crisi profonda di valori, di formazione e di autorevolezza, senza punti di riferimento e impegnata in una corsa forsennata su strade che non permettono di vedere alcun futuro. Proprio questi nonni sono la storia vivente della famiglia, trasmettitori di tradizioni, di memorie, di valori di appartenenza; sono ponte tra le generazioni e filo diretto con le radici, faro orientativo nelle dinamiche intergenerazionali e punto fermo nell’odierna instabilità coniugale…
Proprio grazie a tutti costoro, riusciamo a percepire una “speranza” sia per la nostra civiltà, sia negli occhi dei nostri Assistititi, con i primi sorrisi che accompagnano i loro progetti basati su possibili prospettive per il futuro.
Ma è proprio impossibile rendere "quotidiano" il Natale? Non impossibile, ma certamente non facile, soprattutto perché, soffocati da mille preoccupazioni, non facciamo maturare i semi di bontà che lungo il nostro cammino via via sono stati depositati nel cuore dalle persone care con cui siamo cresciuti e da tante persone incontrate nelle più svariate circostanze...
Ecco a Voi questo nuovo Calendario “Frate Indovino 2017” dal titolo “I Mestieri di un tempo”, che è espressamente dedicato al grande tema del lavoro umano, definito da san Francesco “grazia”, cioè “dono”. Questo perché, se svolto nel rispetto delle capacità e delle prerogative della persona umana, il lavoro è tra le componenti più importanti per la crescita e la maturazione di ogni singolo individuo.
Proprio in tale chiave ho voluto richiamare le professioni dei nostri nonni, quelle attività, cioè, che essi hanno praticato e sono divenute i loro “mestieri”. Ho voluto riproporli, nonostante siano quasi tutti in estinzione, perché hanno costituito la spina dorsale dell’economia per migliaia di anni ed hanno permesso alle precedenti generazioni, non solo di sussistere, ma di diventare nostre maestre di vita. Ricordando cosa facevano i nostri predecessori, rafforziamo quei legami con le nostre radici così da non smarrire mai la “verità di noi stessi”.
Ci sono molte strade del cammino che porta a capire, respirare e compiere la Misericordia, crocevia fondamentale non solo per chi crede. Le frecce segnaletiche sono 14, sette orizzontali e sette verticali. Le prime sono dell’uomo per l’uomo, le altre si indirizzano al cielo. Si chiamano opere di Misericordia corporale e spirituale, l’applicazione del Discorso della Montagna. Sono le 14 tappe di un cammino che non ha un punto di arrivo: momenti di un itinerario che ciascuno deciderà. L’uomo è un fare e un farsi continuo, è il più grande segno di Dio. La Misericordia è l’identità privilegiata per raffigurare Dio, ma anche la via maestra per arrivare al Padre, nella scia del Vangelo. Il vero progresso si raggiunge solamente se sappiamo crescere in umanità. Turoldo diceva che «non è neppure Dio a salvarci, ma il Padre». «Convinti di averne bisogno, rimettiamoci alla scuola del Vangelo», esorta il Vescovo Cancian, il quale indica le opere di Misericordia come prove del passaggio dall’egoismo all’amore. Queste pagine vogliono abbracciare, come un caldo saluto, la Misericordia, un amore che trabocca, capace di donare, di accogliere, di perdonare, di comprendere, di voler ancora più bene, come un padre sa fare e come il Padre del Figliol Prodigo insegna. Ognuno di noi è chiamato a essere un riverbero della bontà paterna. Il Vescovo Cancian accompagna sui sentieri di Dio.

