
A seguito della riforma legislativa sui lavori pubblici (L. 109/1994 e D.p.r. 554/1999) sono sostanzialmente mutate le responsabilità dei tecnici liberi professionisti e dipendenti pubblici che vanno dalla programmazione dell'opera da realizzare fino al suo collaudo. Il volume, aggiornato e corredato da un CD-ROM con i testi delle leggi e dei decreti emessi dallo Stato e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, intende essere quindi uno strumento utile per il tecnico all'interno e all'esterno del cantiere, definendo le peculiarità dei nuovi incarichi (responsabili del procedimento e coordinatori per la sicurezza) e i nuovi oneri di progettisti, direttori dei lavori, direttori di cantiere e collaudatori
La vita sociale ed economica dei comuni del Regno d'Italia ebbe un decisivo sviluppo tra il 1861 e la prima guerra mondiale, quando anche il Comune di Udine sostenne la realizzazione di importanti opere pubbliche e favorì iniziative imprenditoriali che contribuirono alla crescita della città e della provincia intera. Di particolare rilievo fu la strategia che permise all'ente di superare le difficoltà finanziarie in cui versava a causa dell'elevato indebitamento raggiunto nel 1866. Il volume si sofferma sui cambiamenti avvenuti in quegli anni cruciali, illustrando il sistema tributario locale, con speciale riguardo alla distribuzione tra imposte dirette e indirette, e l'attività di primo piano svolta dal Comune nell'ambito della pubblica beneficenza.
Il mondo dei servizi pubblici ha conosciuto nell'ultimo ventennio importanti trasformazioni sotto l'insegna della liberalizzazione e più in generale della ricerca di un più proficuo rapporto pubblico-privato. Sono cambiate le logiche di erogazione dei servizi, sempre più assimilabili a beni di mercato, quindi anche le strategie degli enti locali, che da erogatori-produttori si sono trasformati in acquirenti di attività svolte da imprese industriali. Il presente lavoro, frutto di studi condotti sulla realtà del Friuli Venezia Giulia nell'ultimo quinquennio, intende offrire un contributo al dibattito che si è acceso anche nella nostra regione sugli assetti proprietari e la regolazione delle "public utilities" locali, sulle strategie di ristrutturazione di importanti settori industriali (dall'acqua ai rifiuti, dai trasporti all'energia), sulle scelte in materia di nuove infrastrutture e sui modelli di governance sviluppati in campi particolari come la sanità e la cultura.
I beni comunali, vale a dire le terre di uso collettivo, hanno storicamente costituito un elemento decisivo nella vita delle comunità rurali del Friuli. Questo patrimonio fondiario, rappresentato da boschi, prati stabili, pascoli e paludi, ha consentito un vitale supplemento di risorse per le masse diseredate delle campagne fino alla prima metà del XIX secolo, ed è stato, assieme alla chiesa locale, un potente fattore di radicamento e di identificazione territoriale che ha regolato le relazioni intra-comunitarie e quelle di vicinato e ha garantito la sopravvivenza e la conservazione del modello socio-economico che si era consolidato nel tempo. Il volume riporta la trascrizione dei "Privilegi', ovvero degli atti di concessione dei beni comunali in epoca veneta alle ville e ai borghi compresi entro il territorio di Udine e dei comuni ad esso circostanti, offrendo molteplici informazioni e indizi sulla vita quotidiana delle antiche comunità rurali.

