
Davanti alle crisi sociali ed ecclesiali, si rischia la tentazione di ridurre la spiritualità a una versione privata e intimista, dove il credente si preoccupa soltanto del suo dialogo con Dio e del suo camminare verso il cielo, di salvare se stesso e i propri cari. Ma il Vangelo è anche chiamata a cambiare il mondo con la forza dell’amore di Cristo: è così che si esprime Dio quando parla nella Bibbia del suo "regno". Un regno che nel 2025 ricorda pure il centenario della liturgia di Cristo Re. Esplorando la categoria della sovranità divina, si apre una porta di magnanimità sociale per i contemporanei colpiti da una crisi antropologica, che intrappola nell’isolamento e nell’assenza di speranza.
Dal 1384 i Francescani di Terra Santa, custodi della Basilica della Natività in Betlemme, realizzano e conducono una processione - scandita da soste, canti e preghiere - che ha il suo fulcro nella venerazione della santa Grotta, ove Cristo nacque da Maria Vergine. In una delle tappe principali della processione (col tempo divenuta quotidiana) si cantano le parole di un inno composto dal poeta cristiano Sedulio, vissuto nel V sec. Partendo da tali presupposti, l'autore si interroga sui motivi che abbiano spinto i Figli di san Francesco ad adottare le parole di tale antico e ignoto poeta all'interno dell'ordo. Nei tre capitoli che lo compongono, lo studio si sofferma dapprima su Sedulio. Ne tratteggia l'identità storica e ne analizza la produzione poetica, dalla quale emerge una solida ortodossia nicena, che ha meritato a Sedulio l'elogio di «evangelista del verso», «poeta verax» e «scrittore cattolico». Il secondo capitolo ricostruisce in sei tappe le intricate vicende storiche che hanno caratterizzato l'arrivo e la permanenza dei Francescani in Betlemme, influenzando così il percorso della processione votiva e plasmandone l'ordo. Il terzo capitolo è dedicato all'inno seduliano A solis ortus cardine, da cui i Francescani hanno tratto le parole ancor oggi cantate quotidianamente presso l'altare dei Magi, una delle tre tappe eminenti - e per questo vincolate dallo Statu quo - all'interno della santa Grotta della Natività. Ne è conseguito un viaggio affascinante, che si snoda lungo un arco cronologico di oltre sei secoli. Uno scavo accurato, ricco di scoperte e colpi di scena. Da Virgilio a Lutero; dalla pietas alla dulcedo; dalle Crociate ai giorni nostri: questo e molto altro è rintracciabile nei versi di Sedulio, confluiti in quel «sismografo» che è la processione quotidiana a Betlemme. Storia e teologia - come pure letteratura e filologia - armonicamente intrecciate, rendono il testo chiaro nelle premesse, solido nelle argomentazioni e convincente nelle conclusioni.
I contributi racchiusi nel volume non sono soltanto un segno di omaggio all’Amico, al Collega, al Maestro, al Vescovo ma anche un modo per mettere a fuoco una varietà di elementi che si intrecciano con quei saperi che hanno permesso alla Chiesa del Vaticano II di fare un passo avanti importante nella propria autocomprensione e nel dialogo con le realtà in cui è chiamata a vivere offrendo la propria luce. Cultura Teologia Storia: tre termini che denotano altrettanti orizzonti dove trovano spazio i numerosi studi. Il Lettore che scorre l’ampio Indice dell’opera ha la possibilità di cogliere - soprattutto attraverso l’articolazione dei sottotitoli - l’ampiezza e la varietà delle singole ricerche. Nel loro insieme queste costituiscono anche un invito a sviluppare il rapporto che i tre ambiti hanno tra di loro. Se il legame tra teologia e storia unisce strettamente gli sviluppi e gli approfondimenti delle rispettive ricerche, è poi il termine "cultura" che può assemblare ogni risultato in vista di orizzonti sempre nuovi che permettano di dare un volto di richiamo a quel desiderio di incontro con le più diverse realtà proprio di ogni persona. Per conoscere a fondo il profilo e gli interessi culturali del Festeggiato il Lettore può percorrere la parte introduttiva dove ha modo di essere informato sull’attività scientifica il cui esito è presente in numerose opere, in pubblicazioni e in articoli che nel loro insieme denotano una molteplicità di interessi, sempre comunque accomunati dall’intento di elaborare cultura. L’esemplarità di un’opera come questa si presenta come un invito a chiunque opera nell’ambito della formazione e dell’educazione in ogni ramo della scienza, a portare avanti con serietà e impegno tutto ciò che può illuminare il cammino dell’umanità. «Veritatem inquirere…» è il titolo che caratterizza la presente collana di studi; un’espressione che è già un programma eloquente; e le opere finora apparse ne sono un segno tangibile; un segno che - guidato dagli orizzonti culturali di due Università (in Italia e in Polonia) - si pone come incoraggiamento per chiunque si trovi a dover rispondere ad una vocazione eccezionale quel è quella dell’impegno nei più diversi ambiti della scienza e della ricerca, in una parola: della cultura. Presentazione di Alberto Melloni.
Viviamo in un tempo in cui il desiderio, forza profonda dell’essere umano, è al centro di nuove sfide. La tecnologia, i social network e le dinamiche del consumo ne amplificano la potenza ma spesso ne distorcono il senso. Questo volume, frutto del lavoro dell’Interdisciplinary Forum on Anthropology (IFA), raccoglie contributi che esplorano il desiderio nelle sue molteplici dimensioni: educativa, etica, estetica, tecnologica e relazionale, per restituirgli il suo significato più autentico, quello di apertura all’altro e alla trascendenza. Nel dedalo del desiderio invita a ritrovare, tra le trame della contemporaneità, la direzione che conduce dal bisogno alla libertà, dal possesso alla comunione.
L’intento di questo libro è mettere in luce il valore essenziale della libertà in ogni ambito dell’esistenza umana. La libertà si presenta come un bene unico nella sua irripetibile singolarità, un bene inestimabile per il quale innumerevoli uomini e popoli hanno affrontato — e continuano ad affrontare — ogni rischio pur di difenderla. Lo studio si sviluppa secondo una prospettiva interdisciplinare che intreccia la riflessione filosofica, teologica, giuridico-politica ed ecclesiologica. Tale approccio si rivela necessario perché ogni concezione della libertà umana racchiude, in fondo, una determinata idea della libertà divina, e dunque dell’uomo e di Dio stessi. Inoltre, la libertà si esercita in larga misura entro la vita sociale e politica, e — per chi crede — anche all’interno della comunità ecclesiale. Da qui l’esigenza di un’analisi che includa le dimensioni giuridiche ed ecclesiologiche della libertà. Particolare attenzione è dedicata alla concezione della libertà come autonomia radicale: una forma di autonomia che pretende di assumere un carattere ontologico, considerando il fondo della realtà come pura e semplice volontà. È una visione largamente diffusa, forse il cuore stesso della modernità filosofica, ma che, in modo paradossale, può condurre a esiti profondamente liberticidi.
Lessico delle Religioni, a cura del Comitato "Giornalismo & Tradizioni religiose" in collaborazione con la Pontificia Università della Santa Croce e l'Associazione ISCOM, offre nel suo primo volume una lettura di alcune categorie antropologiche legate all'esperienza religiosa, dal punto di vista della tradizione ebraica, cristiana, musulmana, induista, sulla base di sei parole ritenute cruciali per tutto il pensiero umano: Persona, Vita, Giustizia, Libertà, Amore, Mondo.
Progetto ideato da Claudia Caneva, coordinato da Manuel Sánchez e Marta Brancatisano, curato editorialmente da Antonio Piccione.
Contributi: Noemi Di Segni, Sira Fatucci, Roberto Della Rocca, Daria Carmi, Michael Ascoli, David Gianfranco Di Segni, Giorgio Faro, Pedro Gil, Gianfranco Longo, Vasco Fronzoni, Gabriele Tecchiato, Khalid Jamal, Karamy Singateh Queral, Svamini Hamsananda Ghiri, Svamini Shuddhananda Ghiri.

