
Giudicata per decenni unicamente fenomeno religioso deviante, la Riforma protestante si impone a poco a poco come fenomeno fondamentale della cultura moderna. Pur concentrandosi sui temi essenziali della fede cristiana e sforzandosi di ripensarli in termini nuovi alla luce della scienza umanistica del XVI secolo, i riformatori introdussero nell'Europa cristiana una serie di elementi innovatori che produssero una profonda rivoluzione nella coscienza dei paesi toccati dal movimento riformatore. Ripercorrere le vicende e i dibattiti che hanno accompagnato il cammino di questa rivoluzione significa riscoprire le istanze fondamentali della nostra coscienza di cittadini in nazioni democratiche.
L'Italia non ha avuto la Riforma perché gli italiani erano refrattari alle dottrine protestanti, o perché la situazione politica e la reazione inquisitoriale non lo hanno consentito, malgrado una vasta adesione? Come in un mosaico perduto, le poche tessere ricollocate a posto ci consentono ora (dopo un secolo di ricerche e di scoperte) d'intravvedere almeno le grandi linee di una diffusa adesione alla Riforma in quasi tutte le regioni d'Italia e in ogni ceto sociale, dai montanari ai mercanti, agli ecclesiastici, ai nobili. Questo libro si limita ad esporre i fatti accertati, per fornire un quadro della reale evoluzione della Riforma in Italia.

