
A sessant'anni da Dei Verbum è possibile individuare alcune delle tappe più significative del cammino che la Chiesa ha compiuto esortando sé stessa a porre nel suo cuore la Parola di Dio, Gesù Cristo, e stabilendo i criteri metodologici fondamentali per indagare la Sacra Scrittura, cui ha assegnato un ruolo precipuo nella formazione alla Vita Presbiterale, alla Vita Consacrata, alla Missione Ecclesiale. Il volume indica alcuni degli orientamenti teologici e formativi che la Chiesa dona a sé stessa per navigare nel mare della storia restando fedele alla Parola di Cristo Gesù, evitando così di insabbiarsi in secche pericolose.
Potrebbe sembrare romantico parlare di "cuore" in un contesto culturale dominato dall'efficienza e oggi anche dall'intelligenza artificiale, in cui ogni decisione sembra nascere dalla capacità analitica o dall'immediatezza di un clic. Eppure, fin dall'antichità, il cuore è stato considerato il luogo dell'intuizione e della saggezza. Nel cuore si incontrano ragione e sentimento, logica e creatività, calcolo e sensazione intrecciati in un dialogo armonico che dà forma alle nostre scelte. Siamo spinti a fare ciò che riteniamo buono non solo perché lo "sappiamo" in termini razionali ma anche perché il nostro cuore ci guida, facendocene "sentire" la bontà e la bellezza.
Questo volume è un viaggio tra le pieghe delle relazioni fraterne, spesso segnate da conflitto, gelosia e incomprensione. Dai primi fratelli della Genesi ai racconti del Vangelo, emergono storie che riflettono la fatica dell'incontro con l'altro. Solo il riconoscimento di un Padre comune può rendere possibile la "fraternità" e trasforma il prossimo da rivale in compagno di cammino. Un intreccio di vicende umane e relazionali che interrogano ancora oggi la nostra capacità di poter riconoscere nell'Altro l'altro come fratello e prossimo, poiché fuori da un tale orizzonte l'altro è nemico, il mio nemico.
Benché costituisca un tema cruciale dal punto di vista esistenziale, culturale e teologico, la relazione tra fede e dubbio è stata raramente oggetto precipuo e diretto di indagine. Partendo dall'esplorazione dei termini generali con i quali si presenta la questione, il volume di Raffaele Maiolini precisa cosa si intende con dubbio (dal punto di vista linguistico, filosofico, culturale, psicoanalitico, scritturistico e teologico) e con fede alla luce della rivelazione di Dio in Gesù. Da qui prende le mosse un prezioso viaggio intorno all'uomo (quale ruolo della fiducia e del dubbio per l'umanità dell'uomo?), alla conoscenza (quale ruolo della fiducia e del dubbio nel processo di accertamento?) e alla relazione con Dio (quale ruolo della fede e del dubbio nella riflessione e nell'esperienza credenti?).
Cosa ci raccontano i primi undici capitoli della Genesi? Il Sogno di Dio per un mondo bello e buono e la realtà delle nostre ombre. Attraverso il linguaggio simbolico della Scrittura e le moderne scoperte sui sistemi motivazionali, questo libro ci aiuta a riflettere sulla competizione per imparare ad abbracciare una via alternativa: quella della collaborazione. Non si tratta di negare il caos, ma di scoprire come Dio, paziente alleato dell'uomo, agisca con discrezione, per ri-creare la vita, di principio in principio, e orientarci verso la pienezza che cerchiamo: la felicità in un compimento!
La Speranza non si coniuga con l'attesa passiva ma con il lavoro e con l'impegno; non racconta una situazione di stasi ma di dinamismo; non indossa le pantofole ma le scarpe da tennis. La Speranza è figlia del desiderio e del sogno ed è frutto dell'inquietudine di dentro: racconta un "non ancora" da realizzare a fronte di un "già" esistente. Per questo la Politica è una grande testimonianza di Speranza: perché è l'impegno finalizzato a costruire un futuro più bello rispetto al presente da migliorare. Il libro di Giovanni Liviano affronta questi nodi tematici intrecciando l'esperienza concreta con una riflessione profonda, ricordandoci che l'impegno pubblico, nella sua accezione più alta, non è soltanto un mezzo per amministrare ma un'opportunità per trasformare il mondo in uno spazio di giustizia, solidarietà e umanità condivisa.
«Il testo di don Daniele ed Elena racconta il desiderio di Dio presente nell'uomo, ma anche lo "accompagna" verso quella che è la maturità del sentimento religioso, il quale si esprime in una religiosità che non rimane astratta, ideale, disincarnata, individuale, ma richiede una partecipazione attiva, garantita dalla viva adesione ad una esperienza di fede comunitaria, alla sua espressione attraverso le preghiere condivise e i riti. Potrei dire che sebbene il testo tratti perlopiù della preistoria e delle prime fasi della storia (indagando con minuzia di dettagli la nascita e gli sviluppi della scrittura) credo che abbia molto da insegnare all'uomo di oggi, che sempre più considera il fatto religioso come una questione privata, slegata da un sentire comune e affidata solo alla sua individuale esperienza» (dalla Prefazione del Cardinale Edoardo Menichelli).
Trascorriamo metà della nostra esistenza circondati dal buio. La notte, citata più di centossessanta volte nella Bibbia, evoca aspetti diversi e contrapposti, ma tutti importanti per la nostra esistenza: riposo e inquietudine, abbandono e lotta, desolazione e speranza, solitudine e amore, sofferenza e fiducia in una vita piena. Il succedersi delle ore aiuta a cogliere il movimento della storia globale e personale.
Partendo da personaggi ed episodi biblici, questo libro propone un'originale lettura delle varie tematiche suggerite dalla notte, nella certezza che ogni notte non è che un passaggio verso la luce... fino alla meta a cui tutti aneliamo: il giorno senza tramonto!
L'autore, ripercorrendo la formazione e lo sviluppo dell'etica sessuale cattolica a partire dall'insegnamento dell'apostolo Paolo fino al nostro tempo, mette in luce come la fedeltà a tale insegnamento può assumere oggi modalità diverse da quelle indicate materialmente da Paolo, sempre tuttavia in obbedienza allo stesso principio di realtà che guidava l'apostolo. In modo particolare si può oggi affermare che la moralità dell'agire sessuale non è in radice stabilita dalla configurazione giuridica della relazione tra le persone ma dalla forma esistenziale di tale relazione prima e indipendentemente dalla configurazione giuridica.

