
In occasione del cinquantesimo anniversario della morte del cardinale Charles Journet (1891-1975), studioso che consacrò l'intera esistenza alla ricerca della verità, la Facoltà di Teologia di Lugano - su iniziativa dell'Istituto di Storia della Teologia - ha voluto rendere omaggio alla sua memoria con un convegno internazionale. Gli atti qui raccolti sono il frutto delle giornate di studio: le relazioni presentate in quella sede sono ora arricchite da ulteriori contributi che concorrono a delineare in maniera ampia e articolata il profilo intellettuale del teologo svizzero. I saggi offrono uno sguardo penetrante su alcuni dei nuclei portanti del suo pensiero, lasciando emergere la profondità di una teologia che continua a interpellare anche il nostro tempo.
L'enciclica di Pio XI "Quas Primas" compie cento anni, essendo stata pubblicata l'11 dicembre 1925. In essa viene definita la dottrina della regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e fissata la festa liturgica di Cristo Re. Contrapponendosi al laicismo, visto come figlio del naturalismo, l'enciclica insegna che la regalità di Cristo riguarda non solo i cuori ma l'intera "società civile", comprese le istituzioni politiche, e non solo i credenti bensì anche tutti gli uomini. Pio XI spiegava questa dottrina dal punto di vista teologico, liturgico e pastorale. Essa è il fondamento della dottrina sociale della Chiesa circa il rapporto tra religione cattolica e società politica. Nei decenni successivi la dottrina della regalità è stata rivista e, soprattutto con il Concilio e il post Concilio, modificata. Su queste variazioni rispetto alla tesi di partenza il confronto è tuttora aperto. Questo libro ripropone il testo della Quas Primas in italiano e latino a fronte, con due commenti introduttivi di Serafino M. Lanzetta e Stefano Fontana, nonché un'ampia bibliografia selezionata a cura di Guido Vignelli.
Il libro, prendendo spunto dagli insegnamenti che l'autore ha offerto nel 2025 durante il corso di formazione monastica che l'ordine cistercense ogni anno tiene ai giovani monaci e monache del mondo intero, cistercensi e benedettini, prende in esame il rapporto tra Dio e l'uomo. l'autore, conosciuto e apprezzato per la sua capacità di affrontare ogni tema in modo concreto, attinge dalla inesauribile ricchezza della tradizione monastica per inoltrarsi nel mistero del rapporto tra dio e l'uomo. Il mistero dell'esistenza umana, il significato della vita, l'amore di Dio e quello dell'uomo nei confronti di Dio, l'inevitabile attrazione e fascino che suscita la persona di Gesù, il perdono, questi e altri temi sono affrontati da mauro lepori con un linguaggio semplice e non astratto. Il libro è adatto sia per i religiosi che per i laici che intendono prendere seriamente in considerazione la domanda "chi è l'uomo e perché te ne curi?"
Il tema del futuro sta diventando sempre più oggetto di una riflessione teologica sulla fede perché non è affatto certo che l'uomo continuerà a credere in Dio. La preoccupazione di Ratzinger, espressa in questo straordinario saggio, non si limita però solo al futuro della fede ma anche all'incertezza e alla confusione che regna sul mondo, cause del venire meno della speranza e di timore. La questione del futuro non è quindi solo limitata ai credenti. Lo sviluppo storico, che ha subito negli ultimi anni una incredibile accelerazione, ha messo l'umanità di fronte a possibilità estreme, ma anche a pericoli estremi. Il futuro non è più atteso con speranza ma con preoccupazione, è diventato persino un incubo. La fede ha ancora un ruolo nella costruzione del mondo futuro? La chiesa continuerà ad esistere? Sotto la spinta degli sconvolgimenti sociali della fine degli anni sessanta, Joseph Ratzinger pubblicò per la prima volta questo libro, le cui tesi oggi sono più che mai attuali. Chiunque oggi legga questi i testi sarà sorpreso dalle profezie di Ratzinger su l'attuale situazione della Chiesa e del Cristianesimo, e ancor più dalle conclusioni dolorose e coraggiose che egli trae. Egli vede il futuro in una chiesa piccola, semplice e interiorizzata. La chiesa perderà molto ed arriverà quasi ad estinguersi, ma guadagnerà molto nella sua capacità di testimoniare una verità che ormai non sarà più riconosciuta. Prefazione del cardinale Pietro Parolin.
L’inferno esiste davvero? O forse è solo un espediente per incutere timore? La misericordia di Dio va intesa come un liberi tutti? La libertà umana è fare ciò che si vuole? Oppure è, piuttosto, un orientarsi verso il bene? A queste e tante altre domande risponde mons. Antonio Suetta, invitandoci a una riflessione sul delicato equilibrio tra giustizia e misericordia e sul ruolo centrale della libertà umana, nel tentativo - perché no! - di riportare un po’ di sano e sacro timore nelle nostre coscienze. La paura previene tanti mali. Non dovrebbe essere così anche per la nostra anima?
Il volume propone un'analisi approfondita del Cantico dei Cantici, ponendo attenzione alla sua dimensione simbolica ed esistenziale. L'autore parte dall'idea che il Cantico sia stato spesso travisato, o ridotto a una semplice allegoria dell'amore tra Dio e il suo popolo; al contrario, esso celebra l'amore del Signore per la sua sposa, la Chiesa, in termini umani in tutte le sue sfaccettature, inclusa la dimensione erotica. L'eros, infatti, parte dell'esperienza umana, è considerato un riflesso dell'amore divino. Nell'essere umano, concepito come unità di corpo, anima e spirito, non è concepibile la separazione tra il divino e il carnale se non come una distorsione in conseguenza del peccato. L'esperienza amorosa espressa nel Cantico sarebbe, pertanto, un'ombra dell'intimità dell'anima con Dio.
28 agosto 1944. Ottantuno anni fa si compiva il martirio della principessa Mafalda di Savoia. La figlia di Vittorio Emanuele III, nonché moglie di Filippo, langravio d’Assia, moriva nel campo di concentramento di Buchenwald, dopo una serie di vicende crudelmente incredibili ed incredibilmente crudeli, conseguenti ai macroeventi storici dell’estate del 1943. Con un certosino lavoro di indagine archivistica, riflessione critica e contestualizzazione storiografica, Gian Luca Barneschi ricostruisce in queste pagine l’ultimo anno di vita di Mafalda di Savoia, gettando nuova luce, grazie alla scoperta di molti inediti, sui presupposti geopolitici e bellici e sui comportamenti incomprensibili, illogici e crudeli di chi è stato attore del martirio di Mafalda di Savoia: una principessa italiana uccisa molte volte e da molte persone. Il perverso accanirsi di eventi storici, criminalità, vigliaccheria ed egoismo sono le cause che hanno determinato lo sviluppo e la conclusione tragica della morte di Mafalda. Una tragedia nel cui svolgimento la realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione.
Un'analisi sulle origini concettuali e l'ambiente in cui nacque "La colonna e il fondamento della verità", l'opera principale di Pavel Florenskij, uno dei più grandi teologi del XX secolo; seguendolo, Paolo Polesana ci guida verso quella "concezione globale del mondo" che Florenskij, alla vigilia della rivoluzione russa, aveva intuito come la grande sfida gettata al pensiero e agli uomini del suo tempo, una sfida che resta aperta anche oggi nel nostro mondo privo di unità. Con acume critico e metodologia (utilizzando materiali d'archivio e sfruttando una bibliografia imponente), l'autore ci introduce in un mondo nel quale la ricerca della verità era questione di vita, da affrontare con rigore assoluto, senza dimenticare però le urgenze del mondo; così, accanto all'approfondimento di un ambiente in cui le ricerche teoretiche diventavano ogni giorno più ricche e complesse (fino ad aprire una stagione intellettuale che tuttora richiama l'attenzione di filosofi e teologi), siamo posti di fronte a un pensatore che non si sottraeva all'impegno civile (fino ad assumere posizioni di netta condanna del regime zarista) e iniziava anche un'attività di paternità spirituale preziosa, travolta poi dalle persecuzioni sovietiche.
Hans Urs von Balthasar è solitamente letto come un teologo, tuttavia la sua vasta produzione non è circoscritta solamente all'ambito teologico ma è tanto ampia da abbracciare anche la filosofia, la letteratura, l'arte. Inoltre tutta la sua produzione teologica e, in particolare, l'imponente trilogia (Gloria, Teodrammatica, Teologica) si articola a partire dalla relazione profonda tra l'essere divino e quello mondano e, dunque, dalla interconnessione feconda fra teologia e filosofia, tanto che è possibile affermare che «senza filosofia nessuna teologia». Per poter conoscere von Balthasar non si può dunque prescindere dalla comprensione della sua riflessione filosofica. Il presente volume - che raccoglie una serie di contributi sulla filosofia balthasariana, riletta a partire da Verità del mondo e dal rapporto di von Balthasar con i Padri della Chiesa - intende misurarsi con questa premessa metodologica. Prefazione di André-Marie Jerumanis.
Nel settembre 2020, la facoltà di teologia di Lugano (Svizzera) ha ospitato un simposio internazionale in occasione del centesimo anniversario della nascita di Leo Scheffczyk (1920-2005), nominato cardinale da san Giovanni Paolo II per i suoi meriti teologici. Scheffczyk ha sviluppato una profonda sintesi della fede cattolica. Allo stesso tempo, era aperto alle molteplici esperienze che possono avvicinarci al mistero di Dio. Dopo una discussione sistematica del tema della "esperienza" (tra scienze naturali, filosofia e teologia), il volume offre vari contributi al dialogo del cardinale con teologi contemporanei, partendo dal Concilio Vaticano II (tra i quali Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Leonardo Boff, Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar). La parte seguente si dedica all'importanza e all'esperienza della grazia. Altri temi riguardano il realismo salvifico, lo sviluppo dei dogmi, il principio di 'et-et' e l'essere cattolico nel contesto della globalizzazione.

