
Le riflessioni che l'autore ci offre in questo libretto come introduzione ai singoli misteri del Rosario, secondo un triplice schema, intendono aiutare la contemplazione e farci avvicinare di più a Dio nella preghiera. Il Rosario è scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell'Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta" (Benedetto XVI). "
L’esegesi del testo, la riflessione sulle singole parole, la sottolineatura dei piccoli gesti e immagini, hanno messo tutti noi, che abbiamo assistito alla presentazione di queste meditazioni, sullo stesso livello degli ascoltatori attenti e bisognosi del tempo di Gesù e di tutti i tempi. In questo secondo volume di Meditazioni raccogliamo il frutto di tre anni di «lectio divina» svoltisi nella Pontificia Università Gregoriana, organizzati dal Servizio di Pastorale Universitaria, con la collaborazione insostituibile del corpo docente dello stesso ateneo. La presente opera non è frutto di un lavoro accademico ma fondamentalmente di esperienze spirituali personali. L’itinerario di preghiera inizia dal Padre nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato. Poi, ci siamo avvicinati a Gesù attraverso diversi personaggi che troviamo nel Vangelo per concludere il percorso centrando la nostra attenzione su alcuni segni e gesti che l’incontro con Gesù porta a realizzare indicando anche un cambiamento interiore nella persona che li compie. (dall'Introduzione)
María del Carmen Aparicio Valls, nata in Spagna nel 1954. Appartiene all’Istituzione Teresiana. Ha ottenuto il suo Dottorato in Teologia nella Pontificia Università Gregoriana dove attualmente insegna nella Facoltà di Teologia e dirige il dipartimento di Teologia fondamentale. Come parte della sua attività universitaria collabora nella organizzazione del Servizio di Pastorale Universitaria come membro del Consiglio di Pastorale.
P. Damián Guillermo Astigueta S.I., nato in Argentina nel 1957. Dopo gli studi nel suo paese ha ottenuto il Dottorato in Diritto Canonico nella Pontificia Università Gregoriana dove attualmente insegna nella Facoltà di Diritto Canonico. Dall’anno 2000 collabora nel Servizio della Pastorale Universitaria e dall’anno 2004 è il responsabile della organizzazione generale dell’attività della Cappella e come membro del Consiglio di Pastorale.
Dodici meditazioni di eminenti biblisti, teologi, maestri di spiritualità inquadrate in un itinerario pedagogicamente assistito per vivere al meglio l’Anno Sacerdotale Straordinario. Un agile sussidio dedicato in primo luogo ai sacerdoti ma prezioso anche per religiosi, religiose e laici. Un altro contributo originale e tempestivo delle Edizioni AdP.
P. Max Taggi S.I. è nato a Livorno. Dopo gli studi secondari nel locale istituto dei Gesuiti, è entrato nella Compagnia di Gesù dove ha percorso l’itinerario di formazione a Roma e nel Galles del Nord. È stato, fra l’altro, cappellano dei funzionari delle Comunità Europee (l’attuale UE) a Bruxelles. Ha lavorato per molti anni nell’animazione comunitaria a livello internazionale, animando corsi di Costruzione della comunità e facilitando processi di Programmazione pastorale per congregazioni religiose ed altri organismi ecclesiali e laici. Accompagna persone e gruppi nell’EVO (Esercizi spirituali ignaziani nella vita ordinaria) ed in altri percorsi formativi.
In un mondo che cambia rapidamente, come oggi avviene, ci sono alcune cose che restano e mostrano la loro perenne validità proprio perché, pur nella fedeltà alla tradizione, continuano a manifestarsi in forme sempre nuove ed attuali. Fra di esse occupa un posto particolare la devozione a Maria, che è profondamente radicata nel cuore del popolo di Dio e di ogni credente. Proponiamo una serie di preghiere mariane, alcune di antica origine, altre più recenti, alcune di origine popolare, altre di grandi autori spirituali antichi e moderni, tratte da una raccolta pubblicata nel 1988 dal p. Insolera S.I. per le edizioni CVX, con il titolo Parlare a Maria.
Ci sono soltanto pochi passi in cui i Vangeli parlano di Maria.
Ma ciò che essi dicono su Dio e sul suo agire in Maria, e su di lei e su suo Figlio è di un’incalcolabile ricchezza ed è continuo motivo di gioia. Se noi facciamo parte di coloro che percepiscono con il cuore ciò che di grande Dio ha fatto in Maria, allora faremo parte anche di coloro che per mezzo di Maria ricevono la gioia e si considerano beati.
Se cerchiamo modelli per la nostra preghiera, non possiamo certamente trovarne uno più perfetto di Gesù stesso. La preghiera cristiana deve essere la preghiera del Cristo in noi e, perché possa esserlo, dobbiamo contemplare a lungo Gesù in preghiera, in modo da poter assumere gli stessi atteggiamenti davanti al Padre celeste e avere in noi «gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù» (Fil 2,5). In questo scritto il card. Albert Vanhoye ci presenta la preghiera di Gesù nel periodo della sua vita pubblica e, in particolare, nell’istituzione dell’Eucaristia.
Se, dopo aver letto le lettere di san Paolo, passiamo alla Lettera agli Ebrei, avvertiamo subito un grande cambiamento di stile. Lo stile di san Paolo è vivo, diretto, molto personale e spesso impulsivo, mentre l’autore della Lettera agli Ebrei non parla di se stesso, non esprime le proprie reazioni, scompare dietro la sua opera, tutta tesa a esprimere bene la dottrina e a incoraggiare i fedeli nella loro vita cristiana. La stessa differenza la si nota a proposito della preghiera: san Paolo comincia le sue lettere con una preghiera di rendimento di grazie o di lode, mentre l’autore della Lettera agli Ebrei non fa mai allusione alla sua preghiera personale.
Questo libretto è nato per far conoscere meglio Maria ai bambini, attraverso gli episodi evangelici che la riguardano.
I bambini sono aiutati a scoprire i fiori che Maria ha coltivato nel suo cuore e sono invitati ad imitarla coltivando le stesse piantine, approfittando delle piccole croci che incontrano nelle loro giornate e affidandosi all’aiuto di Gesù.
Nel suo cammino lungo la via dolorosa Gesù incontra una folla che gli manifesta odio e disprezzo ma anche chi gli esprime sentimenti di pietà
e compassione compiendo un qualche gesto d’amore per lui. In quella folla ci siamo anche noi. Ognuno è spinto a chiedersi in quale categoria di persone egli incontra il Cristo sofferente: tra coloro che si limitano
ad uno sterile sentimento di compassione, superficiale e passeggero,
oppure con gli Apostoli, fuggiti per paura di compromettersi?
Tra i carnefici che si accaniscono contro di lui, oppure con Maria
e Giovanni o con le pie donne, affezionate e fedeli?
Insomma qual è il nostro ruolo nella Passione di Cristo?
Un testo sul Regolamento dell'Apostolato della Preghiera in italia.

