
È il 30 marzo 2006. Per le strade dell'Eur un'auto investe, uccidendolo, un uomo a bordo di uno scooter. Quell'uomo è Peppe Dimitri. La notizia sembra passare quasi inosservata, ma il suo funerale, due giorni dopo, richiama una folla di ministri, parlamentari, ex terroristi, giovani militanti, ultrà da stadio e gente comune, riuniti per salutare quello che, per molti, e il simbolo di un'idea: mantenere in vita il fascismo dopo la fine del regime. In questo libro, Nicola Rao ha ascoltato decine di testimoni, raccolto le voci dei protagonisti, per ricostruire la storia completa di questa idea, sorta dalle ceneri del dopoguerra e sopravvissuta alla "svolta di Fiuggi".
La psicoanalisi ha modificato in maniera permanente il modo in cui in tutto il mondo gli uomini e le donne interpretano se stessi e gli altri. Una storia della psicoanalisi non può accontentarsi della biografia di Freud o della storia della psichiatria o della cultura viennese, ma deve spiegare, innanzitutto, l'intensità dell'attrazione esercitata e l'ampiezza della sua influenza. Zaretsky indaga gli effetti della psicoanalisi sui modi di concepirsi degli individui che le si rivolgono o ne intercettano gli strumenti o, ancora, ne accolgono e ne ricavano, in un'eco magari lontana, un certo "stile" di approccio a se stessi e al mondo. La psicoanalisi è "la prima grande teoria e pratica della vita personale": un'esperienza di singolarità e di interiorità collocabile in uno specifico momento storico e fondata nei moderni processi di industrializzazione e urbanizzazione, oltre che nella storia della famiglia. Zaretsky non manca di interrogarsi sul "dopo", sul destino della psicoanalisi oggi e ancor più sul destino di quelle forme di esistenza individuale che essa aveva accompagnato, talvolta creato.
Questo breve testo di V. Albisetti si sofferma sulla necessità di conoscere se stessi, il proprio mondo interiore, e di accogliersi, volersi bene. Soltanto così, accogliendo e amando se stessi, si è capaci di accogliere e amare gli altri e avviare un processo liberante della propria personalità dai vari condizionamenti che, la cultura, l'educazione hanno depositato nel nostro io più profondo. E poiché la vita è un viaggio, bisogna essere attenti al come si viaggia, quali riflessi di bontà si riesce a irradiare attorno a sé.
La mattina del 30 gennaio 2002 Annamaria Franzoni entra nella sua casa di Cogne, nella sua camera da letto, e trova il figlio Samuele, di tre anni, agonizzante a causa di profonde ferite alla testa. Samuele morirà pochi minuti dopo, sull'elicottero che lo sta portando all'ospedale. Cominciano le indagini, i sopralluoghi, le polemiche. L'assassina è la madre. Per forza. In questo libro, Annamaria Franzoni ricostruisce in prima persona la sua drammatica vicenda, che ha suscitato l'attenzione morbosa dei media e ha lacerato l'opinione pubblica: l'atroce storia di una donna, di una madre, cui viene strappato il figlio nel modo più crudele, e che deve affrontare la terribile accusa di averlo ucciso lei.
Mentre l'espansione globale dell'economia è ormai irreversibile, la globalizzazione del diritto è, invece, precaria. Più aumenta il peso del diritto universale, più frequentemente ci si chiede a chi rispondano i legislatori internazionali. Come si può regolamentare un fenomeno che sfugge al controllo dei singoli Stati?
Con Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi lo scrittore Giosuè Carducci (1835-1907) fu il Maestro della Terza Italia dal Risorgimento alla prima guerra mondiale. Insegnò ad amare lo studio e l'impegno politico quale dovere del cittadino. La sua vita fu costellata di tragedie: la morte del fratello e dei due figli maschi, passioni amare, polemiche politiche, scandali, un'aggressione all'Università di Bologna in cui insegnava da quando aveva 25 anni. Chi fu Carducci? "Garibaldino" cantò la regina, repubblicano fu senatore del regno: un vero statista. Nel 1906 ebbe il premio Nobel per la letteratura perché dette voce a un ideale di validità universale: saldare la classicità greco-latina con l'Europa contemporanea. Qui se ne propone un ritratto a tutto tondo.
Descrizione dell'opera
Le religioni del mondo sono tra loro differenti nei contenuti della fede, ma ancor di più nelle modalità di vivere l’esperienza religiosa. L’autore muove la sua analisi a partire dal convincimento che la consapevolezza delle diverse premesse psicologiche, e quindi delle diverse forme della religiosità, possa aiutare la comprensione e l’accettazione dei punti di vista diversi fino a consentire un effettivo e fruttuoso dialogo. Nel suo studio egli si propone dunque di esplorare – alla luce di due delle maggiori concettualizzazioni della psicologia analitica junghiana – tali forme della religiosità, allo scopo di individuare da un lato una fondamentale tipologia psicologica religiosa ed esplicitare dall’altro le dinamiche psichiche sottese al percorso che conduce verso la maturazione religiosa.
Accanto alla finalità di conoscenza e approfondimento della tematica, il volume persegue quindi anche l’obiettivo pratico di favorire il dialogo tra gli individui e tra le religioni.
Sommario
Introduzione. Le ipotesi di lavoro. Una premessa metodologica. I. Le dinamiche psicologiche della maturità religiosa. Il processo di individuazione. 1. Caratteri generali del processo di individuazione. 2. La prima metà della vita e l’insorgere della crisi. 3. L’incontro/scontro con l’ombra. 4. L’integrazione di Anima/Animus. 5. La nascita del Sé. 6. Santità come integrazione del Sé. 7. Individuazione e simbolismo cristiano. 8. Un supporto filosofico all’individuazione: Kierkegaard e gli stadi dell’esistenza. II. Le forme della religiosità. La tipologia psicologica. 1. Elementi generali della teoria. 2. Descrizione generale dei tipi. III. Le quattro funzioni psichiche. Amplificazioni. 1. Funzioni psichiche, forme della disperazione e forme della malattia. 2. Le funzioni psichiche e i quattro elementi. Epilogo. Bibliografia..
Note sull'autore
Massimo Diana, laureato in filosofia e scienze dell’educazione, è cultore di psicologia della religione presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia e segretario della Società italiana di psicologia della religione. Ha pubblicato in riviste specializzate diversi contributi sul tema dei rapporti tra la psicologia, la filosofia e la teologia e, nel 2002, il volume Angoscia e libertà. Psicologia del profondo e religione nell’opera di Eugen Drewermann, Torino, Centro Scientifico editore. Presso le EDB ha pubblicato: Ciclo di vita ed esperienza religiosa. Aspetti psicologici e psicodinamici (2004) e, con P. Ciotti, Psicologia e religione. Modelli problemi prospettive (2005).
La Psicologia Generale è quella disciplina scientifica che si occupa di spiegare gli aspetti della mente che appaiono comuni a tutti gli individui. Si fonda quindi sull'idea, ampiamente condivisa, che le persone, come hanno un corpo che funziona in modo simile, hanno anche una mente che funziona per tutti in maniera analoga e che si basa sugli stessi processi. Quest'idea è cosi radicata da costituire il fondamento di tutte le nostre interazioni, anche se non implica, si badi bene, una rinunzia all'unicità dei singoli, né tanto meno un ridimensionamento delle differenze che esistono tra gli individui.
La Psicologia Generale sta dunque alla base di tutte quelle psicologie speciali, come la Psicologia Clinica e la Psicologia del Lavoro, che compongono l'intera Psicologia e che nella maggior parte dei casi si concentrano sullo studio dì specifiche categorie di individui o delle persone in particolari contesti e situazioni. A titolo di esempio, sarà indispensabile avere una conoscenza dei processi di memoria per comprendere cosa sia un'amnesia, cosa la determini e come possa essere trattata. Lo stesso principio varrà per i disturbi d'ansia; difficilmente possiamo pensare di comprendere cosa siano e come si possano curare se non conosciamo le funzioni e i meccanismi che regolano le emozioni e le motivazioni.
Quest'opera ha appunto lo scopo di avvicinare il lettore ai diversi ambiti di indagine della Psicologia Generale (percezione, memoria, apprendimento, attenzione, coscienza, linguaggio, pensiero, emozioni e motivazioni), di offrirne una visione il più aggiornata possibile e di farne comprendere la rilevanza per altre discipline, psicologiche e non. A tal fine, per ogni settore vengono prese in considerazione le maggiori problematiche affrontate dalla ricerca, le prospettive teoriche, i metodi di indagine e i principali studi empirici presenti nella letteratura di riferimento. Per favorire la comprensibilità del tutto, ogni materia è trattata con l'ausilio di figure, grafici e tabelle. Inoltre, per la maggior parte degli argomenti, alcune schede affrontano temi specifici che mettono in evidenza l'intima relazione tra la Psicologia Generale e altre discipline, sia di base sia applicate.
Al di là dei contenuti, è importante considerare alcune caratteristiche centrali di questa disciplina. Primo, la Psicologia Generale è una disciplina prettamente sperimentale: ciò, se da una parte favorisce la spiegazione causale dei fenomeni mentali, dall'altra evidenzia la scarsa formalizzazione delle conoscenze finora acquisite. Secondo, abbiamo a che fare con quella branca della psicologia che più risente dei diversi orientamenti teorici e delle diverse correnti che ne hanno segnato la storia. Terzo, la Psicologia Generale, essendo il principale ponte con le neuroscienze, è al centro della questione, sempre attuale, della relazione tra mente e corpo. Per tutti questi motivi, l'opera comprende una prima parte che tratta dello sviluppo storico e dei metodi di studio della Psicologia, nonché delle basi biologiche della mente.
Cinque analisti, un biologo molecolare e uno storico delle religioni, esprimono in questo libro idee a volte convergenti, a volte distanti sulla omosessualita. ...Si potrebbe dire che se da una parte l'assimilazione dell'omosessualita nella cultura occidentale l'ha resa piu vivibile e comunicativa, restituendole il suo ruolo di parte integrante della sessualita, d'altra parte questa integrazione tende ad attutire la consapevolezza della sua intrinseca - e in un certo senso ineludibile - problematicita... Il libro si fa carico proprio di questo...Ipotesi, quindi, per riconoscere il carattere insaturo e problematico di qualsiasi riflessione sull'omosessualita; gay, per segnalare l'esigenza di guardare con piu sincerita e responsabilita, rifiutando i pregiudizi e superando gli steccati. "
Semplicità equivale a buon senso, a equilibrio: questo l'insegnamento che sembriamo trarre sempre di più dalla vita di tutti i giorni. Ci ribelliamo contro la tecnologia, sempre più complicata e contorta, contro i lettori DVD in cui ormai non si contano menu e funzioni o, ancora, contro i software che immancabilmente si accompagnano a veri e propri manuali di istruzioni. L'iPod e il suo straordinario successo lo dimostrano: la semplicità, specie nell'era digitale, è la carta vincente. Uno studioso del MIT ha fatto di questo affascinante tema l'oggetto delle sue incessanti ricerche e ci propone qui un semplicissimo e tuttavia denso trattatello sulla semplicità, scritto per permettere ai lettori di comprenderne i fondamenti e di esplorarne i legami con il design, la tecnologia e la vita in generale. Concepito secondo lo stesso criterio di semplicità, il libro di Maeda illustra le dieci leggi fondamentali di questo concetto, dalla più semplice ("Riduci") alla più complessa ("Semplicità significa sottrarre l'ovvio e aggiungere il significativo"): dieci leggi concentrate in poco più di cento pagine, di modo che anche la lettura e il tempo necessario a compierla siano all'insegna della semplicità e diano modo a chiunque di far proprie le linee guida di questa affascinante teoria anche durante la pausa pranzo o un volo di breve durata.

