
L’autore presenta, in passaggi successivi, lo specifico proprio della morale cristiana. Quest’ultima è fortemente centrata sul Cristo risorto, dal quale emerge un’antropologia dai tratti nettamente filiali: non a caso il primo dei titoli cristologici è quello di Figlio. L’antropologia filiale diviene matrice dell’agire morale.
Da qui il tratto di una esigenza elevatissima, espressa in modo diretto nel sottotitolo del volume. L’eccesso di amore degli ultimi avvenimenti della vita terrena di Gesù determina la morale che ne deriva: è anch’essa eccessiva, perché il martirio è il punto culminante verso il quale si orienta la vita morale autentica.
La riflessione si allarga poi ai sacramenti, quali atti del Crocifisso risuscitato che condivide la sua vita con i credenti (battesimo) fino a diventare una sola carne con loro (eucaristia).
Sommario
Presentazione. I. Quadro metodologico. II. Il Cristo, libertà piena e accesso al divino. III. L’uomo filializzato. IV. Sacramenti e vita morale. V. L’eccellenza della vita filiale. VI. Morale ed evangelizzazione. Indici.
Note sull'autore
Réal Tremblay è ordinario di teologia morale fondamentale all’Accademia alfonsiana e incaricato alla Pontificia Università Lateranense (specializzazione dogmatica, indirizzo cristologico). Nato in Canada, redentorista dal 1960, sacerdote dal 1966, ha conseguito il dottorato a Regensburg (1975) sotto la direzione dell’allora prof. J. Ratzinger. Ha pubblicato: Cristo e la morale in alcuni documenti del Magistero (Edizioni Dehoniane, Roma 1996); Radicati e fondati nel Figlio. Contributi per una morale filiale (Edizioni Dehoniane, Roma 1997); La manifestation et la vision de Dieu selon s. Irénée de Lyon (Münster 1978); Irénée de Lyon. «L’empreinte des doigts de Dieu» (Roma 1979); L’«Homme» qui divinise. Pour une interprétation christocentrique de l’existence (Montréal-Paris 1993); Voi, luce del mondo... La vita morale dei cristiani: Dio fra gli uomini (EDB, Bologna 2003).
A tre anni di distanza dalla morte dell’autore, vede la luce il secondo dei volumi da lui programmati sotto il titolo comune di Cristo Signore Risorto, amato e celebrato. Nella Prefazione al primo tomo della serie, edito nel 2001 dall’Eparchia di Piana degli Albanesi, egli così si esprimeva: l’opera «si propone 1) come avvio al contatto e alla frequenza della lettura motivata del formidabile complesso formato dai testi biblici e liturgici della Chiesa celebrante; a offrire più contenuti alla vita di preghiera; alla lectio divina personale da condurre sul Testo biblico; 2) come sussidio: per l’omelia mistagogica celebrativa; per la mistagogia ai fedeli, in specie nella ‘scuola di preghiera’ parrocchiale, dove esiste».
Con le espressioni «scuola di preghiera» e «mistagogia», egli propone una catechesi che ha per oggetto il rito/liturgia (parole e gesti), una catechesi da intendere non solo come istruzione, ma anche come preghiera. Per Federici la Chiesa esiste solo in quanto diocesi e parrocchia e in quanto celebrazione, il vescovo deve essere anzitutto un catecheta/pastore e parimenti il parroco; ogni parrocchia deve avere la scuola della preghiera come luogo permanente di formazione alla fede, per tutti. Chi ha conosciuto Tommaso Federici ne ritrova nel volume il ritratto umano e spirituale: persona dalla fede intensa e dal sentire forte, dal pensare in due direzioni – Bibbia e Chiesa delle origini – con accostamenti improvvisi, amori ed esclusioni nette.
Sommario
Avvertenza. Presentazione (mons. V. Apicella). 1. Cristo Signore risorto nello Spirito Santo, l’orante e il maestro. 2. Lineamenti della «scuola dell’amore di Dio» o «di preghiera» della diocesi e della parrocchia. 3. Realtà della preghiera. 4. Cristo Signore risorto, il contenuto unico della preghiera e della lettura continue. 5. Forme della preghiera della Chiesa. 6. La lectio divina dei fedeli. 7. La preghiera nelle occasioni dell’esistenza. 8. La divinizzazione dei fedeli. Conclusione. Indici.
Note sull'autore
Tommaso Federici (1927-2002), laureatosi in lettere orientali antiche, è stato il primo interprete delle iscrizioni accadiche delle tavolette conservate al Museo Barracco di Roma. Dopo la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico e il diploma di paleografia presso l’Archivio di Stato si laureò in giurisprudenza all’Università di Sassari, per affiancare il padre notaio. Determinanti gli incontri, al Pontificio Ateneo S. Anselmo, con p. Vagaggini e p. Marsili, con i quali portò a termine il dottorato in teologia con una tesi dal titolo: “La Liturgia, dono divino della libertà”. Insieme a studiosi come E. Lanne, M. Lohrer, B. Neunhauser e A. Nocent fu tra i fondatori del Pontificio Istituto Liturgico. Docente di teologia biblica alla Pontificia Università Urbaniana fu consultore delle Congregazioni per il Culto Divino e per le Chiese Orientali, e degli allora Segretariati per i non credenti e per l’unità dei cristiani, in particolare nella sezione per il dialogo con l’ebraismo. Ricoprì, inoltre, l’incarico di pro-segretario della Pontificia commissione per la neo-Vulgata.
Nel nome di Tommaso Federici si è costituita una Fondazione per curare «la conservazione, la sistemazione e la prosecuzione dell’opera culturale e teologica del suo titolare, la pubblicazione degli inediti» ed eventuali riedizioni.
Oggetto dell’indagine degli autori è la rilevanza della Sacra Scrittura nella relazione tra agire umano e agire divino. Non quindi l’etica nella Scrittura, ma l’etica indotta dalla frequentazione della Scrittura. La domanda di fronte a cui essi si pongono è la seguente: come l’agire di Dio operante nella Bibbia suscita l’agire morale dell’uomo? L’oggetto dell’etica biblica è quindi una sorta di nodo che vede indissolubilmente intrecciati tre fili: quello teologico, che rappresenta la concezione della rivelazione di Dio in Cristo; quello etico, ovvero il modo di concepire l’agire morale dell’uomo; quello ermeneutico, cioè il modo di interpretare la Sacra Scrittura. A seconda della configurazione dell’intreccio si avrà una diversa soluzione al quesito.
La riflessione proposta si articola in due momenti, cui sono dedicate la prima e la seconda parte del volume: la poetica biblica, che dischiude il mondo del testo biblico; l’etica biblica, che considera l’incidenza e gli effetti della Sacra Scrittura su chi la frequenta.
Sommario
Nota introduttiva. 1. Modelli di rapporto tra Sacra Scrittura ed etica. 2. Sacra Scrittura come poetica biblica. I. «Poetica» biblica. 1. Il vertice attrattivo della poetica biblica. 2. Il movimento unitario della poetica biblica. 3. La gradualità della poetica biblica. 4. Sguardo prospettico sulla poetica biblica. Primo «atto di lettura»: la pasqua di Gesù Cristo. Secondo «atto di lettura»: l’Antico Testamento. Terzo «atto di lettura»: i vangeli. Quarto «atto di lettura»: gli scritti protocristiani. Conclusione. II. Etica biblica. 1. Identità morale biblica. 2. Formazione dell’identità morale biblica. Nota conclusiva.. Bibliografia. Indici.
Note sugli autori
Aristide Fumagalli (1962) ha conseguito la licenza in morale e il dottorato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana; è direttore di sezione della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale nel Seminario arcivescovile di Milano e docente di etica teologica presso il medesimo Seminario (sede di Venegono Inferiore - VA) e presso l’Istituto superiore di scienze religiose di Milano. Dirige la rivista teologica del Seminario di Milano La Scuola Cattolica. Fra le sue pubblicazioni: Il peso delle azioni. Agire morale e opzione fondamentale secondo L’Action (1893) di M. Blondel, Glossa, Milano 1997; Azione e tempo. Il dinamismo dell’agire morale alla luce di Tommaso d’Aquino, Cittadella, Assisi 2002; L’amore al tempo del fidanzamento. Nuove prospettive sull’etica prematrimoniale, San Paolo, Cinisello Balsamo 2003.
Franco Manzi (1966) ha conseguito licenza e dottorato in scienze bibliche al Pontificio Istituto Biblico e dottorato in teologia alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma, nonché il titolo di élève titulaire de l’École Biblique et Archéologique Française de Jérusalem. Docente di Nuovo Testamento e di lingua ebraica al Seminario arcivescovile di Milano e di Antico e Nuovo Testamento alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, collabora con varie riviste di esegesi biblica, di teologia, di liturgia e di pastorale. Fra le sue pubblicazioni: Melchisedek e l’angelologia nell’Epistola agli Ebrei e a Qumran (Analecta Biblica 136), Roma, Editrice Pontificio Istituto Biblico, 1997; Lettera agli Ebrei (Nuovo Testamento. Commento esegetico e spirituale), Roma, Città Nuova, 2001; Lettera agli Ebrei. Un’omelia per cristiani adulti (Dabar - Logos - Parola. Lectio Divina Popolare), Padova, Messaggero, 2001; Il pastore dell’essere. Fenomenologia dello sguardo del Figlio (Studi Cristologici), Assisi, Cittadella, 2001 (in collaborazione con Giovanni Cesare Pagazzi); Seconda Lettera ai Corinzi (I Libri Biblici. Nuovo Testamento 9), Milano, Paoline, 2002.
Il volume propone i testi di un corso di esercizi spirituali tenuto per i vescovi della Lombardia. Il tema unificante delle riflessioni che costituiscono i vari capitoli del libro è l’esercizio del ministero episcopale in una società in forte trasformazione, nella quale non sono più i ministri della Chiesa a essere ‘portati’ dall’istituzione, ma viceversa devono essere gli uomini di Chiesa a dare autorevolezza e credibilità all’istituzione di cui sono espressione. Le analisi dell’autore sono sorrette dal ricorso ai padri della Chiesa e attente ai processi di ridefinizione sociale della religione oggi in atto nel mondo secolarizzato dell’Europa postmoderna.
Per l’attenzione che costantemente rivolge alla missionarietà come cifra costitutiva dell’identità cristiana, il testo offre spunti di riflessione significativi per chiunque nella Chiesa svolga funzioni pastorali e operi in contesti culturali non necessariamente credenti.
Sommario
Introduzione: la missione pastorale in un mondo che cambia. Ministri della Parola e del Sacramento in una società postmoderna. Non padroni della fede, ma cooperatori della gioia (2Cor 1,23): alle radici del servizio pastorale. Maestro di preghiera perché uomo di preghiera. Il fondamento cristologico dell’annuncio morale. Guidare un popolo di pellegrini in un mondo di turisti: dare un senso alla mobilità odierna. Animare comunità in una società d’individui. «Cristo è la nostra pace»: promuovere riconciliazione e pace tra i conflitti di oggi. L’annuncio di Gesù Cristo in una società globalizzata: le provocazioni del pluralismo e dell’indifferentismo religioso. Profeti, testimoni e servi della speranza.
Note sull'autore
Luigi Padovese, nato a Milano nel 1947, religioso cappuccino, professore ordinario di patristica, insegna all’Istituto Francescano di Spiritualità del Pontificio Ateneo Antonianum dove è stato preside, alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Turchia. I luoghi delle origini cristiane, Piemme 1987; Il problema della politica nelle prime comunità cristiane, Piemme 1998; Cercatori di Dio: sulle tracce dell’ascetismo pagano, ebraico e cristiano dei primi secoli (Uomini e Religioni), Mondadori 2002. Ha inoltre curato le seguenti edizioni: Massimo di Torino, Sermoni, Piemme 1989; Agostino di Ippona, Sermoni per i tempi liturgici, Paoline 1994. Con le EDB ha pubblicato: Lo scandalo della croce. La polemica anticristiana nei primi secoli, 2004, nonché curato il volume Pellegrini e forestieri. L’itineranza francescana, 2004.
Nel 2004 è stato nominato Vicario Apostolico dell’Anatolia (Turchia), Vescovo titolare di Monteverde.
Dalla quarta di copertina:
Come può la Chiesa, in quanto Sposa del Signore, rappresentare il medium intrinseco dell’evento salvifico di Gesù Cristo all’uomo di ogni tempo e luogo sempre radicato in una comunità? O, in altri termini, in che modo la Chiesa può rendere Gesù Cristo effettivamente contemporaneo alla libertà del singolo? Per rispondere a queste domande un’ecclesiologia adeguata urge, oggi più che mai, una doppia “concentrazione”: l’una in chiave antropologica, l’altra in chiave sacramentale. L’espressione “concentrazione” suggerisce il tentativo metodologico di attraversare tutti i contenuti dell’ecclesiologia secondo una prospettiva sintetica che conservi al mistero della Chiesa il suo insostituibile carattere dinamico di evento salvifico e al “trattato” la sua natura intrinsecamente “pastorale”.
Indagando la propria indole “pastorale” la Chiesa testimonia la sua sollecitudine per il singolo uomo con le sue relazioni costitutive e la sua capacità di interazione con il cosmo. Essa può allora affrontare, tra gli altri, sia i temi scottanti della partecipazione e della rappresentanza, sia quelli della natura e delle condizioni per l’esercizio del ministero ordinato. Un’ecclesiologia così rinnovata potrà inoltre consentire la piena assunzione dell’urgenza ecumenica e del dialogo interreligioso come dimensioni intrinseche e non puramente contingenti dell’atto di fede.
Recensioni:
[...] L’attenzione posta dall’A, sull’aspetto metodologico ci sembra lodevole; altrettanto positiva è quella dedicata alla concentrazione dei temi ecclesiologici sulla doppia dimensione sacramentale e antropologica. Essa costituisce, insieme ad altri elementi ricorrenti – fondamentale è la fondazione cristologica della riflessione sulla natura e sulla missione della chiesa –, il fil rouge che attraversa, a partire dalla prima parte dell’opera, anche le altre due. [...]
S. Mazzolini, in La civiltà cattolica 157 (4/2006) 410s.
Questo libro scaturisce da anni di pratica pastorale in diversi luoghi d’Europa e altrettanti anni di studio e di insegnamento della teologia. L’esperienza diretta con le persone ha aumentato l’esigenza di accogliere l’ispirazione per operare delle scelte anche in teologia, soprattutto in ordine al metodo con cui farla, insieme alla necessità dell’incontro tra le tradizioni cristiane presenti nel continente europeo.
Oggi constatiamo l’urgente bisogno di un ripensamento globale del metodo della teologia. È necessaria una visione organica, dove il teologare non significhi chiudersi in un linguaggio ermetico, in metodologie improprie, producendo cosí una serie di teologie delle quali la piú popolare, la piú divulgativa, sarebbe quella pastorale. La frantumazione, caratteristica di tutto il sapere, qui diventa fatale.
Questo libro vorrebbe essere il tentativo di una ricerca teologica che assume responsabilmente la propria visione organica – che passa dalla Bibbia, alla liturgia, alla riflessione, al dogma, alla vita spirituale – e che per la sua stessa natura è missionaria e dialogica, dunque capace di creare i linguaggi per un incontro interculturale.
Indice: La lettura spirituale della realtà * L'uomo, persona agapica * Risvolti per la teologia e l'azione pastorale.
Lo scopo di questo ampio lavoro è introdurre a comprendere "ciò di cui si tratta": chiarendo l'attuale status quaestionis, precisando il modo con il quale si è costituito, evidenziando le linee più significative di riflessione a proposito del mistero di Cristo, indicando le vie per un ulteriore approfondimento. L'auspicio è quello di aiutare il lettore a compiere un pur piccolo passo sulla via di una maggiore comprensione di quale sia "l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità del mistero di Cristo".
Nell'ultima Sessione di formazione ecumenica del S.A.E. (Segretariato Attività Ecumeniche) è stato affrontato il tema della speranza. Ne hanno discusso in modo approfondito rappresentanti autorevoli delle principali confessioni cristiane, e delle comunità ebraica e musulmana in Italia. Questo libro raccoglie quanto emerso da questo confronto.
Nuova edizione di uno dei principali libri di Ratzinger, ove l'autore teologo, già prefetto della Congregazione per la fede, ora papa Benedetto XVI - esprime le sue riflessioni sulla fede, il battesimo, l'eucarestia, la salvezza, il sacerdozio.
Lo studio segue con attenzione, percorrendone il corpus delle opere, il modo in cui si sviluppa la posizione teologica di Hans Küng in merito al tema cruciale della teologia delle religioni, in un dialogo fitto con le posizioni teologiche altrui: da quelle più schiettamente esclusiviste di Karl Barth a quelle radicalmente pluraliste di Paul F. Knitter, dai primi anni Sessanta fino al Progetto per un’etica mondiale, ultimo cerchio concentrico nel quale le religioni si fanno strumento di pace in maniera nuova, critica e costruttiva, attraverso le deliberazioni del Parlamento delle religioni, delle Nazioni Unite e di altri organismi internazionali.
La tematica affrontata dal saggio rappresenta un aspetto di primo piano della teologia contemporanea, proprio per la sua attuale problematicità.
Sommario
Premessa. Introduzione (A. Melloni). 1. Il problema della salvezza dei non cristiani. 2. I cristiani nel mondo secolare e il dialogo con le religioni. 3. Il Progetto per un’etica mondiale. Conclusioni. Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
Gianmaria Zamagni (Rimini, 1974) è dottore di ricerca in Studi religiosi. Ha svolto periodi di studio presso la Facoltà di teologia cattolica e la Fondazione per l’etica mondiale di Tubinga, e successivamente presso l’Institut d’Histoire de la Réformation di Ginevra. Dal 2005, è borsista post-doc presso la Fondazione per gli studi religiosi Giovanni XXIII di Bologna, dove continua a dedicare le proprie ricerche alle connessioni fra teologia e pensiero politico.

