
Un libro che punta all’essenziale, su un tema che sta sempre – e da sempre – al di là di ogni narrazione e argomentazione.
Un saggio su Dio scritto con umorismo e saggezza, senza tecnicismi filosofici e teologici, per raggiungere ogni lettore e lettrice di oggi.
Dalla quarta di copertina:
Di rado si è scritto su Dio in maniera tanto intensa, con umorismo e saggezza, con uno stile tanto avvincente eppure tanto rispettoso del più Grande!
Sotto la penna di Manfred Lütz, autore di bestseller, la questione di Dio si trasforma in lettura piacevole ed emozionante, che arricchisce e al tempo stesso rende più saggi tanto gli scettici quanto i credenti.
«Il libro propone “una piccola storia”, nonostante sia storia di secoli e millenni, non solo perché intende andare all’essenziale, ma anche per sottolineare che il tema proposto sta sempre al di là di ogni narrazione e argomentazione, in quanto propone la storia “del più Grande”, che si può assumere come un altro nome di Dio, meno connotato sotto il profilo filosofico e teologico. In questa sfumatura si evidenzia lo sforzo dell’Autore di raggiungere ogni lettore e lettrice».
Dalla Introduzione alla edizione italiana di Rosino Gibellini.
Parlare di "missione" nell'Antico Testamento può sembrare improprio, perché in esso non viene sviluppato esplicitamente il tema della "missio ad gentes" e neppure si individua la volontà di fare proselitismo. Spesso ci si rivolge all'Antico Testamento, allora, andando alla ricerca di brani o figure (Abramo, il Deutero Isaia, Giona, alcuni Salmi, ecc.) che sembrano anticipare la prospettiva missionaria del Nuovo Testamento. È però importante cogliere qual è il contributo specifico che l'Antico Testamento può fornire al tema della missione senza forzare i dati biblici.
L'ipotesi sviluppata in questo volume è che la missione di Israele consiste nel rendere testimonianza al Signore attraverso tutta la vita del popolo, assumendo quindi la sua elezione come una responsabilità da vivere in rapporto agli altri. II particolare "servizio" che il popolo offre al suo Dio è analizzato a partire da alcuni esempi emblematici (la creazione, la liturgia, il culto, ecc.) che consentono di individuare e apprezzare la novità che scaturisce dalla rivelazione.
Alla luce di alcune pagine bibliche, del percorso pastorale diocesano famiglia diventa anima del mondo, i giovani sono invitati a risalire alle origini della loro fede. Il sussidio intende offrire ai giovani spunti per la meditazione, domande per la riflessione personale e lo scambio all'interno del gruppo, partendo dal loro punto di vista e cercando di intercettare i bisogni e i desideri dei giovani nella loro crescita umana e cristiana.
Il testo vuole offrire ai giovani un luogo e un tempo per l'incontro con la persona di Gesù nell'Eucaristia. Questa preghiera silenziosa permette di assimilare, con l'intelligenza e con il cuore la Parola, aiuta a meditare ed esprimere l'amore verso il Signore, riflettendo sulle scelte della propria vita. I testi del sussidio riprendono il Vangelo di Giovanni.
Avere il senso dell’eucaristia,
è sapere che la vita
è più forte di tutto,
che l’amore ha sempre l’ultima parola.
Ogni nostra eucaristia svela, al cuore dell'universo e dell’umanità, la resurrezione di Cristo e annuncia la sua azione salvifica per ogni uomo. L’eucaristia diviene centro di resurrezione perché in essa è vissuta e attualizzata la novità radicale della Pasqua: tutti gli elementi della morte sono trasformati in vita, amore, fiducia, gioia. Celebrata e vissuta in verità, l’eucaristia diviene così dinamismo e potenza di resurrezione che rende ciascuno di noi un essere pasquale, cioè uomini e donne capaci di aprirsi a cammini di speranza, di libertà e di vita, e capaci di comunicare questa speranza a tutta l’umanità, con gesti di condivisione che dicono l’amore folle di Cristo per ogni essere umano. In questi testi l’autore non raccoglie solo i risultati di una riflessione teologica ma ci comunica anche un’esperienza di fede, per suscitare in ciascuno di noi il desiderio di cibarci del Pane di vita.
I filosofi, nell'età moderna, hanno abbozzato le loro teorie eucaristiche sullo sfondo delle controversie teologiche e delle eresie: da Descartes a Pascal, da Leibniz all'idealismo tedesco, fino a Blondel, Simone Weil, Teilhard de Chardin e altri protagonisti del XX secolo. La sorte filosofica del Cristo eucaristico è identica a quella del Cristo tout-court: in gioco è l'attitudine di un pensiero o di un sistema a innalzarsi alla comprensione del mistero rivelato. Nelle diatribe sul "pane eucaristico" - sulla presenza reale o simbolica di Cristo - si è disegnato un capitolo importante della filosofia per lo più non indagato, e che queste pagine riportano alla luce. Un capitolo che completa l'indagine di cristologia ed ecclesiologia filosofica di Xavier Tilliette, confermando come in lui l'originalità storiografica faccia tutt'uno con l'acutezza speculativa.
Mentre si moltiplicano le pubblicazioni volte a dimostrare l'inesistenza o la contraddittorietà di Dio, la cultura del Dio limitante - ostacolo alla libertà, all'autonomia, alla felicità dell'uomo - è penetrata fin nel popolo cristiano. E sta proprio qui, nel mostrare quanto tale idea sia fuorviante, la sfida per la Chiesa di oggi, una sfida della massima importanza che è insieme pastorale e culturale. La ricerca dell'autore si colloca sul piano della riflessione teologica, ma mantiene lo sguardo fisso sulla spiritualità e sull'azione pastorale.
I nodi centrali dell'attuale dibattito ecumenico
Il confronto tra protestantesimo e cattolicesimo romano
Il confronto tra le diverse denominazioni protestanti
Ferrario ripercorre i principali nodi del dibattito ecumenico concentrandosi sul confronto tra protestantesimo e cattolicesimo romano da un lato e tra le diverse espressioni del mondo evangelico dall'altro.
Ne emerge un movimento ecumenico che, pur costretto a lasciarsi alle spalle gli entusiasmi iniziali, non rinuncia a sperare.
Dalla quarta di copertina
In questo volume, Fulvio Ferrario ripercorre alcuni nodi chiave dell'attuale dibattito ecumenico concentrando l'attenzione intorno a due punti focali: il confronto tra protestantesimo e cattolicesimo romano da un lato, e quello tra le diverse espressioni del mondo evangelico dall'altro.
Oltre ai tradizionali temi di discussione (la visione della chiesa, dei sacramenti, della salvezza), Ferrario affronta il dibattito tra fede e ragione, la recente politica ecumenica del Vaticano, il rapporto tra le chiese e la crisi del processo di unificazione europea.
Ne emerge l'immagine di un movimento ecumenico che ha dovuto lasciarsi alle spalle, spesso non senza dolore, gli entusiasmi giovanili, ma che, a dispetto di ogni difficoltà, non vuole rinunciare a sperare.
Finita l'epoca in cui la natura era pensata come l'immutabile; finita l'epoca in cui l'uomo poteva concepire la tecnica come mezzo per agevolare il suo dominio sulla natura, oggi siamo nell'epoca in cui la tecnica guarda sia l'uomo sia la natura come semplice materia su cui compiere la sua sperimentazione. L'uomo postmoderno non vuole accettare i limiti della natura umana e tenta di creare nuovi modelli di esistenza, determinati non dalla "sacralità" della vita ma dalla "qualità" della medesima. L'avvento delle correnti del post-umanesimo e del trans-umanesimo nel mondo della bioetica e dell'ingegneria genetica rende più difficile la ricerca delle tracce di Dio nella vita, perché la traccia divina più eloquente è l'uomo stesso, sia perché egli è stato creato a immagine di Dio, sia, soprattutto, perché Dio stesso è diventato uomo. Questo volume nella prima parte prende in esame alcuni aspetti di questa complessa questione antropologica, a cominciare da un esame approfondito delle emergenze umanistiche. Gli studi della seconda parte esaminano la specificità del radicalismo evangelico e del martirio cristiano, il concetto di laicità con la descrizione dei confini della tolleranza e l'esercizio della libertà, l'unità della fede e l'universalismo cristiano.
Questo libro raccoglie contributi di rappresentanti autorevoli delle principali confessioni cristiane, e delle comunita' ebraica e musulmana in Italia.
La nuova edizione dell'opera di Karl Rahner, Sulla teologia della morte, uscita in prima edizione tedesca nel 1958, ripropone quello che rimane un classico della teologia e della filosofia contemporanea. Le tematiche in esso affrontate, a partire dai due postulati fondamentali del pensiero teologico di Rahner - l'orientamento antropologico e il metodo trascendentale -, sono di straordinaria ricchezza e intensità teoretiche. Rahner, rileggendo la morte nella sua realtà dialettica e nella sua natura "velata", pone radicalmente in discussione la definizione usuale della morte come "separazione dell'anima dal corpo" e, per superarne l'inaccettabile dualismo, propone la tesi della "pancosmicità dell'anima". Originali sono le sue considerazioni sull'aspetto personale della morte come fine dello "status viatoris", come unità dialettica di azione e passione, come realtà che pone in relazione tempo ed eternità. Per finire con riflessioni di sorprendente finezza sul rapporto tra morte e peccato e sulla possibilità del "con-morire con Cristo".

