
Edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia
Uno strumento fondamentale per lo studio delle origini cristiane. L’Autore analizza il Nuovo Testamento per svelare le strategie messe in atto onde illustrare il mistero di Cristo sfuggendo al pensiero gnostico. E fa luce su alcuni aspetti del pensiero di Paolo e Giovanni che, in qualche misura, hanno subito l’influsso del linguaggio e dell’immaginario gnostici.
Dalla quarta di copertina:
Il dibattito sul rapporto tra il Nuovo Testamento e la gnosi, intesa come movimento o come sistema concettuale, anima da tempo la ricerca sulle origini e sullo sviluppo della teologia cristiana. Dibattito reso ancor più intenso con le scoperte di Nag Hammadi che hanno permesso di accedere a testi gnostici ebraici e cristiani.
Con un contributo documentato e ampio, il lavoro di Schmithals – qui presentato in edizione italiana, che aggiorna quella tedesca – aiuta a definire i termini del problema, le sue radici storiche e soprattutto illumina circa i risultati della ricerca contemporanea.
Il lettore è invitato a percorrere il Nuovo Testamento scoprendo le strategie messe in atto dai suoi autori per illustrare il mistero di Cristo. Pur dimostrando che il Nuovo Testamento non include alcuno scritto gnostico, Schmithals riesce in modo convincente a scoprire tra gli avversari di Paolo esponenti di tale dottrina allo stato nascente, facendo luce inoltre su aspetti del pensiero paolino e giovanneo che, in misura maggiore o minore, hanno subito l’influsso del linguaggio e dell’immaginario gnostici.
Uno strumento fondamentale per lo studio delle origini cristiane.
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno di Studio promosso dalla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale nel febbraio 2008 e dedicato al tema della polarità maschile-femminile. Come è noto, la questione sessuale assume rilievo crescente nelle società avanzate, nelle parole e nei fatti. Per le parole si pensi per es., ai dibattiti pubblici suscitati dal necessario aggiornamento delle leggi, come anche alla filosofia pubblica intitolata esclusivamente alla libertà del singolo. Quanto ai fatti basti richiamare la crescente diffusione di incertezze nei processi di identificazione dei minori (e non solo), anche per ciò che si riferisce all’identità di genere (gender). Sullo sfondo di tali problemi la dottrina della Chiesa richiama il necessario riferimento alla legge della natura. Senza indulgere peraltro con i luoghi comuni della cultura ambiente, i saggi biblici, filosofici e teologici raccolti in questo volume intendono precisamente correggere un difetto del pensiero convenzionale (anche cattolico) circa la legge naturale, mettendo a tema della riflessione il rapporto tra natura e cultura.
Contiene nutrite informazioni che riguardano il periodo in cui Fabro frequentò il Pontificio Istituto Internazionale Angelicum a Roma (1931-1937) per lo studio della teologia: la vita all'Angelicum, le attività accademiche, i suoi famosi professori (Cordovani, Merkelbach, Garrigou-Lagrange, Simonin, Walz, Ceuppens, ecc.) i corsi, le excercitationes, i voti, gli esami di licenza e di dottorato del giovane studente stimmatino. Dalla documentazione e dalle recensioni riportate, si può percepire, inoltre, lo stupore che provocò in Italia e all'estero la pubblicazione della tesi, avvenuta nel 1939.
Se oggi si parla di crisi del modello culturale occidentale, le radici di questa crisi vanno rintracciate nella storia delle idee degli ultimi due secoli. È in particolare nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale che si assiste a una chiara presa di coscienza di questa crisi. Come sosteneva lo storico inglese Arnold Toynbee, una cultura decadente e in crisi può ancora avere un futuro grazie all'opera di minoranze creative e personalità eccezionali. L'autore vede proprio in quei pensatori cristiani tra le due guerre, oggetto del presente studio, quella minoranza creativa e quelle personalità eccezionali che, avendo coscienza della crisi, si adoperarono a trovare possibili soluzioni. Si tratta ovviamente di posizioni e punti di vista assai diversi tra loro, ma tutti con il comune denominatore di individuare il superamento della crisi nell'abbandono del modello antropologico della modernità e nel recupero delle radici cristiane della cultura. Lo sforzo di questi pensatori appare oggi più che mai attuale. Il recupero delle radici cristiane dell'Europa, come ha sostenuto a più riprese anche papa Benedetto XVI, sembra sempre più l'unica via d'uscita dallo stato di apatia e di perdita di identità in cui è caduta la cultura occidentale.
Un affascinante viaggio di Riccardo Chiaberge in compagnia di due grandi scienziati: il cattolico George Coyne, gesuita e astronomo di papa Wojtyla, e il laico Arno Penzias, ebreo tedesco scampato ai lager e premio Nobel della fisica per la scoperta della radiazione cosmica di fondo. Quali sono le radici del secolare conflitto tra Chiesa e scienza? Può uno scienziato essere credente? È davvero chiuso il caso Galileo? E che argomenti hanno i nemici di Darwin? Sul filo conduttore di un appassionato scambio di idee, il libro racconta fatti, luoghi e personaggi simbolo alle frontiere tra ragione e religione: la Specola vaticana, la storia di Niels Stensen, il genio dell’anatomia fatto beato da Giovanni Paolo II, il bizzarro museo dei creazionisti americani, le speranze del Concilio e il richiamo all’ordine di Benedetto XVI.
I compagni di viaggio di Chiaberge divergono su molte cose: il Nobel non crede nell’esistenza di Dio e dell’anima, il gesuita considera il lavoro scientifico inseparabile dalla preghiera e dal rapporto col Creatore. Ma almeno su un punto Coyne e Penzias concordano: l’urgenza di un dialogo che superi fondamentalismo e ateismo dogmatico.
UN BRANO
"Come regista dell’incontro mi aspettavo un compito arduo, dover dirigere un duetto di voci stridenti: lo scettico razionalista contro il teologo, l’eloquio accidentato, ellittico e folgorante di Penzias contro quello suadente e morbido, da predicatore, di padre Coyne. Eppure, quasi per incanto, dopo un primo rapido scambio di battute, i due ragazzi del '33 avevano già trovato l’intonazione giusta, recitavano ciascuno a meraviglia la propria parte. E, nonostante la diversità delle loro storie e del background culturale e religioso, in quasi otto ore di conversazione non c’è stato un solo momento di frizione o di ostilità. Dissensi, molti, divergenze di punti di vista, continue, ma sempre rimarcate senza alzare la voce e senza pronunciare condanne, anatemi o parole aspre l’uno verso l’altro. Tutto i’opposto di quel clima di crociata e di muro contro muro che sembra dominare da qualche anno intorno a questi temi."<br/
DESCRIZIONE: Dalla teologia liberale alla rottura rappresentata dalla teologia dialettica; dalla demitizzazione alla teologia della storia, per giungere alle teologie extra europee (latino americana, africana, asiatica) e di nuovo genere (femminista, ecologista). Una ricostruzione chiara ed essenziale del pensiero cristiano nei suoi molteplici volti, attenta a far emergere le continuità di lungo periodo e le fratture che ne hanno segnato la storia novecentesca. Ad emergere sono quattro modelli – teologia della Rivelazione, teologia della rilevanza esistenziale e antropologica del discorso cristiano, teologia della svolta politica, teologia nell’età della globalizzazione – che oggi si intrecciano generando quel «conflitto delle interpretazioni» intorno al significato della Parola incarnata che è la ricchezza della teologia cristiana.
COMMENTO: La storia della teologia nel Novecento, fino ai nostri giorni, in un breve ma esaustivo volume, scritto dal maggiore specialista, conosciuto in tutto il mondo.
In varie zone pastorali della Diocesi di Milano i docenti del Seminario hanno promosso la nascita di alcune «scuole di teologia», offerte in modo particolare ai laici affinché possano approfondire la loro fede. Dopo un anno biblico (il cui contenuto è stato raccolto nel volume AsSaggi biblici), ci si è proposti di riflettere sull’uomo. La domanda, raccolta dalla complessa ricerca della contemporaneità, trova la sua risposta più compiuta in riferimento a Cristo («chiunque segue Cristo si fa lui pure più uomo» dice il Concilio Vaticano II), conosciuto nella fede e testimoniato nella vita.
Ermenegildo Conti (1965), sacerdote della Diocesi di Milano, dottore in filosofia, insegna Filosofia contemporanea e Antropologia filosofica presso il Seminario Arcivescovile di Milano, Etica filosofica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano; tiene il Seminario filosofico presso la sede centrale della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Franco Giulio Brambilla (1949), dottore in teologia, preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, dove insegna Cristologia e Antropologia teologica. Fino a non molto tempo fa ha insegnato le stesse materie presso il Seminario Arcivescovile di Milano. E' stato recentemente nominato vescovo ausiliare della Diocesi di Milano.
Francesco Scanziani (1968), sacerdote della Diocesi di Milano, dottore in teologia, insegna Antropologia teologica e Mariologia presso il Seminario Arcivescovile di Milano e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
Giuseppe Como (1961), sacerdote della Diocesi di Milano, dottore in teologia, insegna Teologia spirituale presso il Seminario Arcivescovile di Milano e presso il Centro Studi di Spiritualità della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Una introduzione alla cristologia e alla teologia trinitaria.
Una indagine sociologico sul mondo degli intellettuali cattolici con particolare attenzione posta sull'associazionismo e la formazione. L'attenzione sociologica al mondo degli intellettuali suscita prese di posizione quasi sempre ideologicamente schierate e poco corrette scientificamente. Da qui l'esigenza di condurre una ricerca su basi sociologiche.
Terzo e penultimo di quattro volumi, il testo è organizzato per lemmi come un dizionario, ma si propone di essere un significativo esperimento che rivisita e attualizza la concettualità della teologia cristiana per favorire un confronto con la cultura contemporanea. Un libro che rende disponibili le forme e le strutture essenziali di una scienza religiosa responsabile e aperta al futuro, fornendo un servizio prezioso sia alla ricerca teologica sia al dialogo con la filosofia e le scienze.
Dalla quarta di copertina:
L’opera, I concetti fondamentali della teologia, si articola in quattro volumi. Non si tratta propriamente di un dizionario teologico, anche se è scandita in ordine alfabetico, ma di un significativo esperimento che rivisita e attualizza, con tutti i sussidi della scienza moderna, la concettualità della teologia cristiana.
Ogni voce è affidata a uno specialista, generalmente di lingua tedesca, che presenta, in una monografia di sintesi, storia e teoresi della concettualità teologica, esposta, analizzata e contestualizzata in forma nuova, con ricca e aggiornata bibliografia internazionale.
L’opera rende un servizio prezioso alla ricerca teologica, ma anche al dialogo con la filosofia, con le scienze e con la cultura contemporanea, rendendo disponibili le forme e le strutture essenziali di una coscienza e di una scienza religiosa, responsabile e aperta al futuro.
Una discussione ad alto livello sulla controversa lezione tenuta a Ratisbona da Benedetto XVI: quale rapporto tra fede e ragione? tra religione e violenza? tra le diverse religioni mondiali?
Dalla quarta di copertina:
La lezione che Papa Benedetto XVI ha tenuto a Ratisbona ha ricevuto una grande eco in tutto il mondo e provocato accese discussioni. Il suo significato sta nell’importanza delle questioni che solleva: qual è il rapporto tra fede e ragione, tra religione e violenza? In quali rapporti stanno le diverse religioni e come si manifesta la religiosità nel nostro mondo occidentale? Una discussione ad alto livello. Knut Wenzel ha raccolto le principali prese di posizione che il discorso del Papa ha suscitato fra teologi e filosofi di rilievo internazionale. Il libro riflette così in modo completo l’ampiezza dei toni registrati nella discussione.
AUTORI:
Kurt Flasch, dal 1970 al 1995 professore di storia della filosofia all’istituto di filosofia dell’università della Ruhr a Bochum.
Jürgen Habermas, dal 1971 al 1983 direttore del Max Planck Institut per la ricerca sulle condizioni di vita nel mondo tecnico-scientifico; dal 1983 al 1994 professore di filosofia all’università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte.
Wolfgang Huber, professore, vescovo della chiesa evangelica di Berlino - Brandeburgo - Lusazia superiore, presidente del Consiglio della chiesa evangelica tedesca (EKD).
Walter Kasper, cardinale, è stato professore di dogmatica alla facoltà di teologia cattolica dell’università di Münster prima e di Tubinga poi; dal 2001 presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.
Aref Ali Nayed, è stato docente ospite al Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica e attualmente è consigliere del Cambridge Inter-Faith Programme della facoltà di teologia dell’università di Cambridge (Gran Bretagna).
Magnus Striet, professore di teologia fondamentale presso la facoltà di teologia cattolica dell’università Albert Ludwig di Friburgo.
Knut Wenzel, professore di teologia sistematica all’università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte.
Uwe Justus Wenzel, dottore in filosofia, redattore della pagina culturale (ambito di competenza le scienze umane) della Neue Zürcher Zeitung.

