
Esortazione Apostolica Postsinodale del Santo Padre Benedetto XVI all'Episcopato, al Clero, alle Persone Consacrate e ai Fedeli Laici sulla Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione della giustizia e della pace.
Esortazione Apostolica Postsinodale del Santo Padre Benedetto XVI all'Episcopato, al Clero, alle Persone Consacrate e ai Fedeli Laici sulla Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione della giustizia e della pace.
Il volume propone lo studio esegetico di Mt 5,48 ('Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste') e Mt 19,21 ('Se vuoi essere perfetto... seguimi'). La comunità di Matteo si confrontava con due tendenze tradizionali divergenti: una che tendeva ad essere critica nei confronti della Legge (cf. Marco) l'altra che presentava Gesù come un interprete radicale della legge esistente (cf. Q). Da una parte, rifacendosi alla posizione della corrente critica, Matteo ritiene ancora necessaria la legge ma si emancipa da influenze farisaiche. Dall'altra, accetta il principio dell'universalità della Legge, ma ne riconosce l'origine giudaica. Con genialità, Matteo riesce a costruire un ponte tra le due rive della Legge. Questa tecnica risale alla fonte, in cui nessun affluente è ancora confluito nella corrente della Legge: il 'Padre perfetto' (Mt 5,48). Il verbo 'compiere', che per la prima volta il Gesù di Matteo coniuga alla prima persona singolare (Mt 5,17), sembra distribuire equamente l'amore del Padre a tutti i Suoi figli (buoni o cattivi, giusti o ingiusti). Il Gesù di Matteo invita i suoi veri figli a fare altrettanto (Mt 5,48a) seguendo quell'Unico che rivela il Padre (Mt 11,27) e dichiara 'Se vuoi essere perfetto... seguimi'. Tale pratica rappresenta la chiave per comprendere dal punto di vista esegetico l'insolito uso dell'aggettivo 'perfetto', trasposto dal livello umano a quello divino.
"La nostra riflessione in questo 'simposio' - riconoscendo evidentemente la fons nell'actio liturgica (la 'lex orandi'), e intendendo collocarsi in continuità col precedente simposio del 2008 (che trattava della 'lex credendi') - verte specificamente sulla vita cristiana, sulla prassi morale e sull'esperienza spirituale del credente: la lex vivendi, agendi, evangelizandi. Più precisamente vogliamo indagare sull'insegnamento della teologia morale e della teologia spirituale, ed insieme intendiamo verificare anche la 'scienza dell'agire ecclesiale', cioè la teologia cosiddetta pastorale, in riferimento alla prassi della Chiesa nella sua azione salvifica. [...] Il primo livello della nostra riflessione riguarda la prassi e l'esperienza della fede cristiana, a partire dal nucleo originante: Gesù Cristo Risorto. Il secondo livello riguarda l'insegnamento della prassi cristiana, da parte della 'teologia' come 'intelligenza della fede'» (dalla relazione introduttiva).Il volume contiene gli Atti della quarta edizione del seminario di studio (15-17 settembre 2010) organizzato dalla Facoltà di S. Teologia della Pontificia Università Lateranense per i docenti degli Istituti Teologici e di Scienze Religiose, associati a vario titolo alla stessa Facoltà, volendo offrire un aggiornamento nelle discipline di teologia morale, teologia spirituale e teologia pastorale.
Il presente studio affronta la questione dell'anima alla luce degli esiti delle neuroscienze, che hanno l'obiettivo di comprendere e spiegare le facoltà superiori dell'essere umano e la conoscenza dettagliata dei meccanismi cerebrali. I numerosi dati neuroscientifici indicano come la mente non emerga solo dalla somma delle attività neuronali, ma dalla relazione con il corpo, l'ambiente, gli altri. E l'anima? L'originario significato biblico-teologico del concetto di anima esprime una visione unitotale e dinamica dell'uomo: in relazione con sé stesso, con gli altri e con Dio. Nuovi scenari, dunque, sembrano delinearsi: l'esigenza del dialogo tra le diverse scienze per una comprensione globale dell'uomo.
Sei anni di pontificato episcopale nella diocesi di San Pio da Pietrelcina.

