
Com'è possibile pensare la Trinità conservando un rigoroso monoteismo? Ovvero, com'è possibile pensare le tre persone divine nell'unità di Dio?
Vero e proprio cuore comune della fede di cattolici, evangelici e ortodossi, elemento imprescindibile per un'autentica comprensione del Dio cristiano, la dottrina trinitaria comporta difficoltà di comprensione tali da farne "il più profondo mistero divino".
Facendo riferimento alle testimonianze bibliche nonché alle correnti religiose e filosofiche dei primi secoli, Helmut Fischer ripercorre con grande chiarezza e competenza il processo storico e culturale di elaborazione del concetto cristiano di Dio, illustrando come si sia sviluppato, che cosa significhi e come si caratterizzi il modello concettuale della Trinità.
Come funziona la fede cristiana nella storia effettiva delle singole persone e del mondo? La sua pratica è, nel medesimo tempo, dono di Dio e impresa dell'uomo. È evento insondabile di grazia e avvenimento che accade nella storia, esposto ai venti che attraversano la storia degli uomini. L'intreccio originario di fede e cultura trova concretizzazione nella vita cristiana. L'esigenza di mantenere fedeltà intatta al Vangelo nel campo mutevole della storia impegna la vita cristiana a riconfigurare i propri equilibri. La vita cristiana è sempre la stessa ma non può rimanere sempre la medesima. È interiormente obbligata alla "invenzione" di se stessa nel tempo degli uomini. Rilevazione e discussione delle condizioni in cui la pratica della fede accade entro la novità della storia costituiscono il motivo conduttore di questo manuale di teologia pastorale.
All’inizio degli anni Sessanta don Tonino Bello fu a Bologna dove studiò teologia nel seminario dell’Onarmo. Successivamente fu a Roma, dove accompagnò il suo vescovo alle sedute del concilio Vaticano II. Nello stesso tempo si iscrisse all’Università Lateranense dove conseguì la laurea in teologia nel 1965, l’anno della conclusione del Vaticano II.
I Congressi eucaristici e il loro significato teologico e pastorale è appunto la tesi di laurea di don Tonino Bello. Scritta durante il concilio, la tesi nasce dalla teologia preconciliare ma respira già la nuova impostazione. In questo senso essa è un documento significativo che rende conto della maturazione di don Tonino Bello e insieme di un cambiamento epocale.
All’interno della produzione letteraria di don Tonino la tesi di laurea acquista un significato tutto particolare. Nel clima del Congresso eucaristico nazionale essa invita a ripartire dai recinti del mistero per recare al mondo il segno vivo dell’amore di Cristo.
Destinatari
Sacerdoti, religiosi.
L’autore Antonio Bello, conosciuto come don Tonino, fu ordinato sacerdote nel 1957. Impegnato a favore degli ultimi, nel 1985 fu incaricato di guidar Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace. È in corso il processo di beatificazione. Presso le Edizioni San Paolo sono state pubblicate numerose sue opere, tra cui ricordiamo: Maria, donna dei nostri giorni (200114), Alla finestra la speranza (200214), Cirenei della gioia (20004), Vegliare nella notte (1995), Il Vangelo del coraggio (1996), Le mie notti insonni (20023), La speranza a caro prezzo (19992), Non c’è fedeltà senza rischio (2000), Benedette inquietudini (2001), Servi inutili a tempo pieno (2002) e Il Rosario. Preghiere e riflessioni di Don Tonino Bello (2008).
Appunti di teologia filosofica.
Tra raffinata ricerca teologica
e grande passione pastorale,
la sintesi del pensiero
di uno dei maggiori liturgisti contemporanei
“Una delle acquisizioni più importanti della teologia sacramentaria, a partire da alcuni decenni, consiste nel rilievo che essa conferisce ormai alle metafore, ai simboli, al gioco, al corpo... La riflessione non può quindi prescindere dal modo in cui sono concretamente realizzati i sacramenti: testi, azioni, posture, oggetti, luoghi ... Si sarebbero evitate tante controversie inutili o derive incresciose se, per esempio, si fosse sempre pensato il mistero di Cristo nell’eucaristia a partire dall’azione liturgica e se ci si fosse lasciati istruire dalla tradizionale diversità delle famiglie liturgiche” (Louis-Marie Chauvet).
Louis-Marie Chauvet (Chavagnes-en-Paillers 1942), presbitero, è professore emerito di liturgia e teologia sacramentaria all’Institut catholique di Parigi, presso il quale ha insegnato fino al 2008. Alla ricerca teologica ha sempre unito un’intensa attività pastorale. Presso le nostre edizioni ha già pubblicato L’arte del presiedere la liturgia.
Il male non si può spiegare, si può solo raccontare.
Una interpretazione dell'omosessualità al di fuori degli stereotipi e dei pregiudizi tuttora esistenti.
“Per capire perché c’è bisogno della Chiesa e come la volle Gesù, occorre che interroghiamo la Bibbia”.
Carlo Miglietta – medico, padre di famiglia, molto apprezzato per i suoi libri, i suoi studi biblici che diffondono l’amore per la Parola di Dio – ha sentito l’esigenza di dare il suo contributo di riflessione, perché il momento attuale presenta molta confusione su cosa sia la Chiesa, messa sotto accusa con i pretesti più vari.
Non si tratta di un trattato esaustivo di ecclesiologia biblica, ma solo, partendo come sempre dalla Scrittura, di un’analisi dei tratti prioritari che aiutino tutti, clero e laici, a vivere la Chiesa oggi nella fedeltà al Vangelo.
Il volume raccoglie le comunicazioni del Convegno Internazionale svoltosi a Venezia in occasione del Progetto Triennale di Formazione e Ricerca Uomo - Polis - Economia dello Studium Generale Marcianum in collaborazione con la Fondazione di Venezia.
Si tratta del secondo volume di approfondimenti sulla società plurale, che raccoglie una serie di contributi che analizzano le questioni più significative e attuali delle nostra società plurale e le sfide poste al vivere quotidiano. Tutte le implicazioni sociali, economiche, giuridiche, politiche e filosofiche della società plurale vadano lette analizzate studiando le urgenze prodotte nei campi del singolo e della comunità, della società plurale, in una l’eterogeneità e la ricchezza dei contenuti.
Il fascicolo contiene i contributi di riconosciuti studiosi italiani, spagnolo e canadesi.
Contenuto
Il volume raccoglie venti colloqui con intellettuali, filosofe, teologhe, giornalisti, editorialisti del panorama italiano, su quello che, a sorpresa, fu l’invito di Benedetto XVI alla chiesa a fine dicembre 2009: «Un dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea». Lo scopo è di capire lo «stato» di tale dialogo, raccogliere reazioni e suggerire piste e percorsi di questo rinnovato confronto su temi quali religione, società, pace e natura.
Destinatari
Tutti coloro che sono interessati al dialogo tra credenti e non credenti.
Autore
LORENZO FAZZINI, nato a Lecco nel 1978, abita a Verona; è sposato e ha un figlio. Giornalista, traduttore e consulente editoriale, oltre a scrivere attualmente su «Avvenire» di cultura, informazione religiosa e questioni internazionali, collabora con diverse riviste come «Messaggero di sant'Antonio», «Tempi», «Mondo e missione», «Jesus».
********** LA NOSTRA RECENSIONE ********** (di Francesco Bonomo)
L'invito che sant'Agostino rivolge a Consensio, destinatario della lettera 120, rispondendo alle sue domande circa la Trinità, riempie sempre di stupore per l'immediatezza ed il senso profondo cui rimanda: “Cerca con tutta l'anima di comprendere per mezzo dell'intelligenza”. Ad alcune domande di fede, sul più cruciale dei dogmi, quello trinitario, l'Ipponate esorta il suo interlocutore ad intraprendere uno sforzo intellettivo per riuscire a comprendere l'Incomprensibile. Il motto agostiniano diventa per noi un incentivo all'uso della ragione ed all'incontro razionale della fede e sulla fede anche con chi questa fede non la condivide e la rifiuta.
Rispondere all'ispirazione dettata da Benedetto XVI per la creazione di un rinnovato “cortile dei gentili” significa porsi in un naturale e proficuo impegno alla comprensione, reciproca. Ci domandiamo su quali piani si pone la comprensione per mezzo dell'intelligenza. La risposta la troviamo nelle parole del pontefice secondo il quale lo sforzo intellettivo si gioca su due versanti, quello della fede, della teo-loghia, e quello del non credente, di coloro che dinnanzi al discorso religioso hanno accettato le condizioni dell'alfa privativo, della negazione del trascendente, del metafisico. Incontrarsi nel “cortile dei gentili” significa creare opportunità di dialogo su di un terreno neutro scavalcando la tentazione che ritroviamo in Wittgenstein di non affrontare un discorso che vada al di là della realtà del mondo sensibile, abbracciando invece la provocazione di Clive Staples Lewis che definiva la teologia come una “scienza sperimentale” (Il cristianesimo così com'è, Adelphi 1997).
Un dialogo tra credenti e non credenti, che ritroviamo in tutta la letteratura, passata e presente, sacra e profana, e che vuole mettere a confronto due universi e modi di vivere senza creare obbligatoriamente contaminazioni od ingerenze. La teologia viene interpellata conservando i suoi propri metodi scientifici e di aderenza alla Rivelazione in interazione con un mondo ateo o gnostico che si pone domande sul senso religioso dell'uomo e la sua realizzazione nella fede vissuta. Un intervento tra credenti e non credenti che non esige certo uno svilimento della propria identità di fede ma che si incontra con le domande su Dio in un dialogo capace di portare nutrimento per la crescita e non per la realizzazione di di invalicabili mura, barriere a difesa di circoli viziosi, di dialettiche sterili, un dialogo capace quindi di interpellare e di scuotere a miglior prova e presa di coscienza del mistero di Dio nella vita dell'uomo.
Leggere Dialoghi nel cortile dei gentili dove laici e cattolici si incontrano costituisce un'esperienza formativa dell'idea di come debba realmente essere affrontato il tema di un “cortile” capace di accogliere le istanze di una laicità sana e matura a partire dai contributi di diverse personalità del panorama culturale e teologico attuale. Un libro di ampio respiro che ha il pregio di inserire il lettore nella dinamica preparatoria alla concreta realizzazione di vari “cortili” che saranno attivi in questo anno. Il lettore smaliziato non sarà certo in grado di vedere tutto in positivo ed in questo troverà appoggio in alcuni interlocutori di Lorenzo Fazzini i quali sottolineano sotto diversi aspetti quanto il relativismo ed il pensiero empirico odierno siano intenzionati ad ostacolare o semplicemente a schernire un'iniziativa come quella suggerita dal papa e che vede nel Pontificio consiglio per la cultura il principale attore di tale opportunità di incontro. Non mancano infatti voci autorevoli che vogliono disfarsi degli elementi religiosi della vita dell'uomo, dall'antropologia alla filosofia del linguaggio, dalla dialettica alla produzione editoriale. Molti sono oggi i dati che fanno pensare alla necessità di un incontro con il mondo dei non credenti: le illusioni create dalla tecnica e dal progresso, il frantumarsi di ideologie e la mancanza di idee forti che sappiano riempire veramente la vita degli individui. Il cortile si presenta ai nostri occhi come un punto di incontro intellettuale che diventa uno sprone per i cattolici a conoscere meglio la fede che professano e l'opportunità per i non credenti di discussione sullo Sconosciuto dal quale prendono le distanze. Sembra allora doveroso riconoscere a Fazzini il merito di averci guidato con le sue interviste a scendere nei particolari di un'iniziativa esaltante dal punto di vista dei risultati che può creare e che gli intervistati ci hanno tramandato nei loro risposte schiette, risposte che non regalano un prodotto già pronto all'uso ma che sono a loro volta uno stimolo a continuare sulla strada segnata dal papa nel suo pontificato.
Che cos'è la fede? Come nella storia della teologia si è evoluta la riflessione su di essa? L'Autore avvia un percorso di lettura storica e teologica. Il risultato è un itinerario affascinante attraverso una serie di "quadri storici": dal concetto di Sacro nella mentalità primitiva alla Rivelazione del Santo nell'Antico e Nuovo Testamento, alla dimensione della fede in sant'Agostino, in san Tommaso fino alla definizione che il Concilio Vaticano II ha dato della fede nel Dei Verbum. Una riflessione stimolante e originale sull'argomento.
Vale la pena di ascoltare la voce interiore della coscienza. La frase «Posso!» per tanto tempo è stata considerata la strada più sicura verso il successo. Una marcia che ha portato alla crisi. Non è logico che sia considerato un modello chi nuoce agli altri, tronfiamente conscio della propria importanza: consumi, mondo del lavoro, educazione, relazioni di coppia, politica, mezzi di comunicazione, scienza – le tentazioni sono grandi, per tutti. La propria coscienza è la migliore consigliera e la protezione più sicura contro le catastrofi.
Un articolato dialogo tra uno dei più noti teologi della morale in Germania e una giornalista e docente universitaria con vasta esperienza e conoscenza della cultura contemporanea.

