
Alle voci di questo dizionario hanno partecipato circa settanta biblisti e studiosi di diverse discipline teologiche. L’obiettivo è quello di coniugare il rigore dell’esegesi con un approccio di carattere divulgativo, attento anche al lettore meno abituato al linguaggio teologico. Il dizionario prende in considerazione un numero molto ampio di voci, selezionate perché determinanti per la teologia biblica. Ogni voce offre un’aggiornata bibliografia e un approfondimento dei passi biblici più significativi, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. I diversi riferimenti biblici accompagnano chi legge alla meditazione e alla frequentazione della parola di Dio, rispettando un criterio classico dell’esegesi biblica: la Bibbia si comprende con la Bibbia. Consulenza teologica di Alessia Brombin e Maurizio Buioni
Un'analisi sulle origini concettuali e l'ambiente in cui nacque "La colonna e il fondamento della verità", l'opera principale di Pavel Florenskij, uno dei più grandi teologi del XX secolo; seguendolo, Paolo Polesana ci guida verso quella "concezione globale del mondo" che Florenskij, alla vigilia della rivoluzione russa, aveva intuito come la grande sfida gettata al pensiero e agli uomini del suo tempo, una sfida che resta aperta anche oggi nel nostro mondo privo di unità. Con acume critico e metodologia (utilizzando materiali d'archivio e sfruttando una bibliografia imponente), l'autore ci introduce in un mondo nel quale la ricerca della verità era questione di vita, da affrontare con rigore assoluto, senza dimenticare però le urgenze del mondo; così, accanto all'approfondimento di un ambiente in cui le ricerche teoretiche diventavano ogni giorno più ricche e complesse (fino ad aprire una stagione intellettuale che tuttora richiama l'attenzione di filosofi e teologi), siamo posti di fronte a un pensatore che non si sottraeva all'impegno civile (fino ad assumere posizioni di netta condanna del regime zarista) e iniziava anche un'attività di paternità spirituale preziosa, travolta poi dalle persecuzioni sovietiche.
Hans Urs von Balthasar è solitamente letto come un teologo, tuttavia la sua vasta produzione non è circoscritta solamente all'ambito teologico ma è tanto ampia da abbracciare anche la filosofia, la letteratura, l'arte. Inoltre tutta la sua produzione teologica e, in particolare, l'imponente trilogia (Gloria, Teodrammatica, Teologica) si articola a partire dalla relazione profonda tra l'essere divino e quello mondano e, dunque, dalla interconnessione feconda fra teologia e filosofia, tanto che è possibile affermare che «senza filosofia nessuna teologia». Per poter conoscere von Balthasar non si può dunque prescindere dalla comprensione della sua riflessione filosofica. Il presente volume - che raccoglie una serie di contributi sulla filosofia balthasariana, riletta a partire da Verità del mondo e dal rapporto di von Balthasar con i Padri della Chiesa - intende misurarsi con questa premessa metodologica. Prefazione di André-Marie Jerumanis.
I campi di esplorazione di Modulazioni della risonanza, il secondo volume dedicato all’esperienza musicale, sono essenzialmente tre: la riflessione sull’apporto culturale, non solo religioso, di una teologia della musica; gli approfondimenti della qualità musicale, non solo canora, della liturgia; gli sviluppi della qualità formativa, e non meramente ricreativa, dell’esperienza musicale, sia nel campo dell’educazione generale sia nell’ambito della pedagogia speciale. Il libro mette complessivamente in evidenza il paradosso di un campo dove, per una volta, si notano ottimi spunti teorici e imbarazzante mediocrità delle retoriche e delle pratiche.
Indubbiamente il tema dell’omosessualità e, più in generale, dell’identità sessuale, è oggi di grande attualità. Ma, al tempo stesso, anche di grande criticità. La situazione è resa ancora più complessa dall’autopercezione della persona omosessuale che, in alcuni casi, soffre della sua emarginazione nel confronto con la maggioranza di soggetti eterosessuali, in altri ostenta, in modo un po’ folkloristico, la sua identità. La Chiesa non può essere estranea a tutto questo sia perché cammina nel mondo e col mondo, sia perché costituisce un’importante (se non la più importante) agenzia morale, sia perché al suo interno sono molte le persone omosessuali, anche nel clero. Ma, ancora una volta, anche in essa occorre comporre contrasti e criticità. Da un lato, infatti, ci si ancora ad antichi giudizi morali, dall’altro, però si stenta a trovare nuove e condivise valutazioni etiche. D’altra parte il problema non riguarda solo i singoli credenti (laici o chierici) ma anche la stessa riflessione teologica che oscilla tra colpevolizzazione e normalizzazione. Non si tratta di trovare un compromesso o un equilibrio tra ardite spinte in avanti e consolidate riaffermazioni dottrinali ma di percorrere, insieme, nuovi sentieri che sappiano comporre l’antico e permanente col nuovo e proponente. Allora? Questo non vuole essere un libro "schierato" ma il tentativo di individuare un equilibrio valutativo e delineare l’orizzonte di una verità che, come ogni orizzonte, si allontana non appena pensi di averlo raggiunto. Vuole essere un contributo per comprendere - nella Chiesa e con la Chiesa - l’omosessualità.
Care Teologhe e cari Teologi, stimati colleghi e e college, nelle nostre aule e nei nostri studi, non possiamo eludere una domanda che precede e, in un certo senso, fonda ogni nostro sforzo: per chi a che pro la teologia parla ancora, o parla di nuovo, nello spazio pubblico? Oggi stiamo assistendo a un attivo e per molti versi compiuto smantellamento della memoria cristiana. In tale scenario, il pericolo più grande per la teologia è quello di diventare un' archeologia, affascinante ma irrilevante, di un mondo scomparso, o peggio, una riserva per iniziati che parlano una lingua ormai incomprensibile al di fuori delle mura delle nostre accademie e comunità. Questa Lettera propone di affrontare la scristianizzazione non come una minaccia da cui difendersi, ma come il luogo teologico a partire dal quale ripensare la nostra disciplina. Si tratta di accettare il deserto non come una maledizione, ma come un'opportunità kairologica per ritrovare, in una forma forse più povera e essenziale, il nucleo kerigmatico e sapienziale della fede.
La teologia come scienza, per la sua vocazione a coniugare il rigore critico con l'apertura al dialogo, può e deve farsi carico di questa sfida.
Antonio Staglianò, ordinato presbitero nel 1984, è dottore in Teologia fondamentale (Pontificia Università Gregoriana, 1986). Ha seguito corsi di specializzazione in Germania e si è laureato in Filosofia (Università della Calabria, 1995). Ha svolto numerosi ministeri e incarichi a livello parrocchiale, diocesano e nazionale. Nel 2009 Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Noto. Nel 2022 Francesco lo ha scelto come presidente della Pontificia Academia di Teologia. È autore di numerosi saggi che spaziano dalla teologia scientifica, in dialogo con tutti saperi critici, all'attualità pastorale ed ecclesiale.
La Cresima non è un punto d’arrivo, ma la vera partenza per la vita da cristiano. Essere un vero cristiano non è una faccenda da dilettanti, ma da lottatori! Don Nardo Masetti, in questa Lettera ai ragazzi e agli adolescenti rivela che la Cresima imprime un sigillo spirituale indelebile che qualifica chi lo riceve quale ambasciatore di Cristo nel mondo. Dopo aver ricevuto i sette santi doni, "in germe", spetta a noi farli crescere sapientemente per affrontare gli attacchi che il mondo sferza e difendere la propria "cittadella" interiore: fede, speranza e carità. L’obiettivo? Non essere una copia, ma un "originale irripetibile". Bisogna vivere da "cristiani allo scoperto" e amare l’Eucaristia: l’autostrada per una vita santa e ricca di gioia vera. Un libro che accompagna nella sfida di essere cristiani oggi.
Una Chiesa che trae origine dalla Trinità, costituita come partecipazione alla comunione trinitaria, modellata secondo la dinamica trinitaria e orientata verso la piena e definitiva comunione con la Trinità: questo, in sintesi, il contenuto del presente volume, il cui titolo non rappresenta una semplice espressione evocativa. La struttura, articolata in quattro parti, non segue il consueto schema biblico-patristico-storico-sistematico, ma privilegia un approccio unitario alle diverse tematiche trattate. Dopo una corposa introduzione e una prima sezione a carattere storico, il volume affronta progressivamente le questioni relative all’ecclesiologia fondamentale, sistematica e missionaria, culminando in un epilogo dedicato alla nuova evangelizzazione. L’ecclesiologia di comunione, profondamente radicata nel Concilio Vaticano II, attraversa e informa l’intera opera in tutte le sue parti.
Il volume (DDOT/10) intende offrire, a cinque anni dalla pubblicazione del Manifesto. Per una riforma del pensare, nel 2021, che ha inaugurato il progetto del "Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria", un bilancio ed una valutazione dei principali risultati conseguiti e delle più originali e significative prospettive di ricerca dischiuse nell’ambito dell’intensa attività del "Dizionario" realizzata negli ultimi anni. I diversi contributi raccolti in questo volume riprendono quelli già presentati in occasione della giornata di studi sul tema: "Ri-pensare il pensiero con il Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria" che ha avuto luogo il 3 aprile 2024 presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Essi, da una parte, mettono in evidenza la novità che il "Dizionario" apporta sia dal punto di vista epistemologico, valorizzando il dialogo inter- e trans-disciplinare, sia dal punto di vista ontologico, proponendo una dirompente rilettura dell’ontologia alla luce della Rivelazione, e, dall’altra parte, sollecitano nuovi percorsi di studio che attendono di essere esplorati nel prossimo futuro.
Da secoli i cristiani ripetono: «Gesù, morendo sulla croce, si è sacrificato per noi, per espiare i nostri peccati». Il cristianesimo come religione dell’amore può davvero basarsi su un sacrificio e lì trovare tutto il proprio significato? Se la croce non fosse un atto richiesto da Dio per redimerci, ma l’esito di forze storiche, avrebbe ancor senso la nostra fede? Stando ai vangeli, in effetti, Gesù non è venuto per morire, ma per annunciare la buona notizia del Regno . Meinrad Limbeck - senza timore di toccare un nervo scoperto - dimostra in modo sorprendente, e su un solido fondamento biblico, che il significato del cristianesimo non può essere la morte sacrificale di Gesù voluta da Dio. Il teologo tedesco sviluppa le linee fondamentali di una fede cristiana che mette al centro non un piano divino "sadico" e implacabile, ma il messaggio di un Dio amorevole e liberatore. Riscoprire quel Kérygma ci apre a una vita di desiderio e di speranza, di impegno e di gratuità, capace di trasformare il mondo. Il libro ideale per chi desidera una fede cattolica libera da interpretazioni colpevolizzanti e punitive, per chi pensa e agisce in vista di una Chiesa proiettata verso il futuro del Regno.
Di Gesù sono note soprattutto le parabole. Fin dalle origini, però, anche i suoi "detti" autentici (i lóghia) hanno colpito i lettori dei vangeli per la loro concisione, immediatezza e potenza. In questo suo importante lavoro postumo, Gerhard Lohfink si dedica all’analisi di settanta "detti" cruciali del Signore, ricercando la voce stessa di Gesù nei testi evangelici. Lontano dalle sterili controversie accademiche, attinge a un vasto "strumentario" esegetico, confrontando i vangeli sinottici, esplorando le loro forme e offrendo paralleli illuminanti dall’Antico Testamento e dal giudaismo antico. Ciò che emerge è un’immagine potente e spesso sorprendente di Gesù, della radicalità del suo messaggio: Lohfink rivela la forza, la bellezza e la serietà delle parole di Gesù. Esaminando temi cruciali come l’avvento del Regno, la missione dei dodici, l’esistenza del discepolo, l’etica della comunità, la crisi di Israele e soprattutto la rivoluzionaria "pretesa di autorità" di Gesù, Lohfink mette in luce la "maestà" che si manifesta in modo discreto ma chiaro in ogni "detto". Questo lavoro, frutto di una indagine seria e rigorosa, sa sfidare e nutrire: offre nuove e inaspettate prospettive. Non a caso è stato acclamato dalla critica internazionale. È un’opera essenziale per teologi, pastori, guide spirituali e per chiunque desideri approfondire la conoscenza di Gesù storico e confrontarsi con l’immortale vividezza delle sue parole.
L’incontro tra l’uomo e Dio, nella sua dimensione mistica, non è mai un evento pacifico: è uno shock che trasforma, un’esperienza che trascende il linguaggio e costringe a ricorrere al simbolo. In questo volume Mario Fedele Collu esplora il Diario spirituale di san Paolo della Croce, testo unico e prezioso, nato durante il ritiro di Castellazzo del 1720, per mettere in luce la "dialettica uomo-Dio" che attraversa la vita e la spiritualità del fondatore dei Passionisti. Grazie anche a una lettura simbolica delle pagine di Paolo Danei, l’autore individua quattro archetipi — verticalità, interiorità, cammino, circolarità — che rivelano la profondità dell’esperienza mistica paolina. Ne emergono pagine di intensa spiritualità, in cui la desolazione diventa luogo di fecondità, la mistica sponsale illumina la relazione con Cristo, la presenza materna di Maria accompagna il cammino interiore e il desiderio di povertà e martirio si trasforma in partecipazione al mistero pasquale. Un’opera che non solo restituisce la voce autentica di Paolo della Croce a 250 anni dalla morte, ma invita il lettore di oggi a confrontarsi con il cuore vivo del cristianesimo: l’incontro con il Crocifisso e la forza trasfigurante della sua Passione.

