
Riscoprire nell'amore misericordioso di Dio il "cuore del vangelo" implica anche - e forse soprattutto - considerare la misericordia come il criterio per bene interpretare la Legge di Dio nel suo aspetto "oggettivo". Il libro propone all'attenzione del lettore in primo luogo questo compito, nonostante tutto poco rilevato nei recenti studi sulla misericordia. Ferretti mostra, al tempo stesso, come tale compito comporti rilevanti problemi teorici e pratici - vere e proprie sfide alla teologia e alla prassi della chiesa. È necessario, per esempio, superare del tutto il fondamentalismo biblico e la concezione arcaico-sacrale di Dio, ripensare il rapporto tra rivelazione e morale, evidenziare l'intimo intreccio di misericordia, giustizia e verità. Ma occorre anche approfondire la natura dell'ermeneutica teologica e impegnarsi a una lettura con misericordia dei "segni dei tempi" odierni: la secolarizzazione, la postmodernità, la povertà nel mondo globalizzato dell'economia finanziaria.
Il Padre nostro è a tutti gli effetti una scuola di preghiera. Le meditazioni contenute nel volume uniscono il momento dello studio esegetico del testo di Matteo; quello teologico del suo significato per noi oggi ; quello spirituale della provocazione a interrogarci sul nostro pregare, alla scuola del Padre nostro.
(Dalla Presentazione di Giovanni Ferretti)
Ogni attimo della nostra vita è gravido di futuro, del pensiero di ciò che avverrà, di ciò che prepariamo, che temiamo che auspichiamo. Siamo il contadino che semina, siamo il ventre gravido di una donna, siamo l'augure che scruta il cielo, siamo il medico che cura.
Siamo il bambino che si addormenta tra le braccia della madre in un rifugio antiaereo sotto i bombardamenti.
Ogni nostro atto o pensiero è una freccia puntata verso il futuro, e e sta a noi il compito e la responsabilità di scegliere se guardare ad esso con paura o con speranza
Furono molti i missionari che, nel loro zelo per la diffusione del Vangelo e nel loro amore per la Cina, ne diventarono studiosi, cioè sinologi. L’Autore ne ha scelti cinquanta, una rappresentanza che spazia tra i secoli, tra le congregazioni cattoliche e tra i protestanti. Gli Italiani hanno numericamente un posto di riguardo, che oggettivamente meritano. Molti sono gesuiti, perché il Papa Gregorio XIII aveva inizialmente affidato ai gesuiti l’evangelizzazione della Cina.
La loro storia è raccontata per mezzo di lettere, inventate, ma verosimili, che permettono di sentirli parlare, di condividere brevemente le loro vite e i loro sentimenti, per guardare la Cina come la videro loro.
Il periodo d’oro della sinologia missionaria è tra il 1600 e il 1800, ma, come il lettore scoprirà, ci furono sinologi missionari anche nel Medioevo e nel XX secolo.
La loro visione della Cina è più spirituale che accademica e per questo inimitabilmente affascinante.
'La felicità di Dio siamo noi. Tra gli esseri umani, i cristiani sono quelli che lo sanno'. Per molti, la religione è una cosa distante, teorica. La vita è un'altra cosa. La religione è vapore e chiacchiere. E soprattutto noia. E poi, a che serve credere in Dio? E invece, il cristianesimo è la via più semplice per la verità e quindi per la felicità: questo piccolo libro cerca di dimostrarlo. Lo fa con infinita umiltà e semplicità. Attraverso piccole storie e semplici riflessioni vengono trattati temi come Dio, la Chiesa, la missione, la preghiera: un aiuto a recuperare il senso vero della nostra fede e tornare a proclamarla con gioia.
L'atteso seguito dei due precedenti volumi di grande successo: 365 grandi storie raccontate in poche pagine, piccole perle di saggezza spirituale, per stimolare un buon pensiero al giorno. I racconti si prestano alla meditazione personale, all'uso nella catechesi e nell'animazione dei gruppi, alla lettura in famiglia.
La prima tappa dell'itinerario che conduce all'unione con Cristo coincide con l'anelito di viva fede espresso dal salmista: «Signore, cerco il tuo volto» (Sal 27/26, 8).
A tal fine è anzitutto necessaria la lettura assidua della Sacra Scrittura come pure la contemplazione di ogni atto e parola del Signore nell'intimità del nostro cuore. In questa cornice si colloca il presente testo, che rende accessibile a un ampio numero di persone la conoscenza della meravigliosa ricchezza e insondabile profondità del mistero di Cristo (cfr Fil, 38; Ef 3,8). Il manuale riprende il metodo e la struttura di un trattato teologico con la terminologia relativa. Per tale motivo, è ricco di riferimenti sia alla Sacra Scrittura come al Magistero della Chiesa e a san Tommaso d'Aquino. Ovviamente, è di frequente citato il Catechismo della Chiesa cattolica, che sintetizza con precisione e autorità i diversi temi (pp. 200).
Il linguaggio è la dimensione umana che, se da una parte ci accomuna, dall'altra vive di aspetti personali che solo uno sguardo, una mente e un cuore allenati possono percepire come l'eccedenza di un dono gratuito che invita ad una scelta libera e responsabile. Investigare le fattive possibilità della lingua dell'uomo per dire la fede, allora, non è semplice esercizio accademico, ma alveo fecondo di ricerca per una teologia che desideri rivendicare l'ordinamento della salvezza all'uomo di sempre.
Le parabole del Vangelo affascinano e aprono alla comprensione del Regno dei Cieli. La loro immediatezza, tuttavia, più che fornirci risposte, ci dispone all'ascolto di molte domande che il testo stesso suscita. Sono i conti dell'oste, con il quale bisogna sempre ragionare. Da qui, l'invito a ripercorrere, passo dopo passo, il cammino di sequela tracciato nelle parabole per comprendere la novità bella del Vangelo che, se non è per me, per noi, per tutti, è lettera morta.
Questo volume presenta una serie di contributi su tematiche che uniscono l’arte alla teologia, con un riferimento particolare al concetto di bellezza.
Gli autori di questi studi sono in buona parte docenti alla Facoltà Teologica della Sardegna, ma sono anche studiosi provenienti da Università statali. Gli argomenti affrontati in questa miscellanea vanno dall’idea di bellezza in senso filosofico e morale - in Tommaso d’Aquino, in Kant, in Dante, in Solov’ëv – passando per una analisi terminologica dello stesso concetto nella lingua latina, per finire con alcuni esempi iconografici e liturgici in Sardegna. La miscellanea è dedicata ad Antioco Piseddu, a conclusione della sua attività pastorale come vescovo della diocesi di Lanusei in Sardegna.
L'incontro tra il patriarca ecumenico di Costantinopoli Athenagoras I e Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, non rappresenta soltanto un evento emblematico della fervida stagione di dialogo nell'amore tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa inaugurata dal Vaticano II, ma custodisce un messaggio ancor oggi attuale per vivere con fedeltà e apertura all'azione dello Spirito Santo il cammino verso la piena e visibile unità tra la Chiesa d'Occidente e la Chiesa d'Oriente. La ricostruzione storica ampiamente documentata che ne è fatta in queste pagine, insieme all'interpretazione attenta del suo significato e dell'eredità che ne consegue, fanno di quest'opera un punto di riferimento sicuro e un contributo prezioso per ridare slancio a tale cammino e profilare un metodo che riconosce nella conversione del cuore e della mente e nella reciproca carità vissuta in Cristo «l'anima del movimento ecumenico» (Unitatis redintegratio, 8).
L'autore descrive la riconfigurazione della missione in atto nella Chiesa del post-concilio, con particolare rilievo al pontificato di papa Francesco, facendo ricorso al concetto di modello. Sono sei i modelli passati in rassegna: missione come Annuncio, Incontro, Servizio, Liberazione, Fraternità ed Ecologia integrale. Al termine dell'analisi di ciascun modello, vengono individuati i punti di contatto tra i modelli, nel contesto di una missione poliedrica e di una ecclesiologia di comunione. Prefazione del card. José Tolentino de Mendonça.

