
Partendo dalle Sacre Scritture, il testo propone un’analisi comparativa tra la persona di Miryam della tribù di Levi e Maria di Nazareth, rivelando continuità simboliche e teologiche tra le due donne ed evidenziandone il ruolo sostanziale nella storia della salvezza. Il confronto mette in luce come le due figure, così diverse e distanti nel tempo, offrano modelli di partecipazione alla vita del Signore, in continuità tra la memoria di Israele e la nascita di Gesù. Si realizza così un percorso che collega l’esperienza dell’esodo alla Rivelazione e che valorizza il ruolo significativo della donna, sempre particolarmente importante al cuore di Dio. Tanja Vannutelli si occupa di Mariologia e il suo campo specifico di ricerca è rivolto alla valorizzazione delle figure femminili presenti nelle Sacre Scritture. Appassionata di filosofie orientali, conduce incontri di meditazione cristiana e di danze meditative. Attualmente collabora con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare a Roma.
Gesù è l’Emmanuele, il "Dio-con-noi": questo grande annuncio attraversa come un filo rosso l’intero Vangelo secondo Matteo, dalla nascita del Messia (1,23) fino alla promessa finale del Risorto (28,20). Nove studiosi italiani - otto esegeti e un esperto d’arte -si cimentano qui con il primo vangelo per offrirne una lettura unitaria e accessibile, guidata proprio dal tema dell’Emmanuele. Come una presenza carsica che affiora costantemente nel racconto, il mistero di Dio-con-noi illumina ogni aspetto della narrazione matteana: dai racconti dell’infanzia ai miracoli, dalle citazioni dell’Antico Testamento ai grandi discorsi, dal tema della vita comunitaria fino alla passione e risurrezione. Il volume accompagna il lettore in un percorso affascinante, che rivela come l’evangelista Matteo presenti Gesù mediante l’intera trama narrativa, intrecciando egli stesso «cose nuove e cose antiche». Completa il libro una suggestiva rassegna di opere d’arte che hanno interpretato, nei secoli, il mistero dell’Emmanuele. Nato dalla collaborazione di studiosi uniti da passione e competenza, questo libro offre al grande pubblico una chiave di lettura originale e coinvolgente per accostarsi al più noto dei vangeli, scoprendo in ogni pagina il volto di Colui che è venuto per rimanere sempre con noi.
Siamo così abituati a pensare a Dio come a un padre e a una figura maschile che già quando papa Giovanni Paolo I se ne uscì dicendo: "Dio è madre", tutti rimasero sorpresi. Nella tradizione storico-religiosa cristiana Dio è raffigurato come un anziano signore che tratta quasi sempre con degli uomini, vale a dire con i patriarchi, i profeti, i re, i sacerdoti di Israele e con gli apostoli del Nuovo Testamento. Per questo ancora oggi, volendo parlare del Dio della Bibbia, si suol dire: "il Dio dei nostri padri" e non certo: "il Dio delle nostre madri". Ma la Scrittura non ha anche un Dio delle madri? E inoltre: non c’è un Dio per le figlie? Pochi sanno che, al contrario di come si immagina, la Bibbia parla molto di donne e le tracce di un Volto divino si rivelano e parlano a un femminile che, a sua volta, è ancora in gran parte da declinare, da scoprire e da incarnare. È questo l’affascinante percorso esplorativo che il libro propone.
Ingiustamente accusato di antigiudaismo, sospettato di essere poco ecumenico, il Vangelo secondo Giovanni è a volte giudicato anche non molto propizio al dialogo interreligioso. Al contrario la tradizione giovannea, lungi dall’essere di ostacolo a motivo della propria coscienza identitaria, potrebbe essere di esempio, proprio perché testimoniata da una comunità che, avendo sofferto divisioni al proprio interno, ha poi riscoperto la passione per l’unità e si è aperta all’incontro con l’altro. L’attenta ricerca condotta dall’autore mostra come l’odierna lettura del testo evangelico può incoraggiare, sostenere e illuminare i cammini inseparabili e complementari dei dialoghi ebraico-cristiano, ecumenico e interreligioso, riconosciuti essenziali per la chiesa, per la sua fedeltà a Cristo e per il futuro del nostro mondo.
I Vangeli non sono cronache, ma racconti di fede. Pur basandosi su eventi reali, non mirano a fornire una narrazione oggettiva, bensì a trasmettere il senso profondo della vicenda di Gesù. Per questo intrecciano storia e interpretazione, assumendosi libertà che uno storico moderno eviterebbe. Ogni Vangelo è un ritratto unico, frutto di uno sguardo personale che, proprio nelle differenze, ci aiuta a cogliere la verità di Cristo. Edizione con caratteri grandi, adatta sia per la lettura personale sia comunitaria.
Chi sta frequentando gli studi di teologia o di scienze religiose (e anche uno studente universitario dell’area umanistica) si rende conto di leggere i libri antichi in traduzione: non ha un rapporto diretto col testo originale, ma solo con una sua interpretazione. Le pagine che seguono intendono far scoprire tutto il processo che va dal testo antico alla traduzione che si sta leggendo. Laureato in lettere classiche e dottore in scienze bibliche con una tesi sulla versione siriaca di Esdra-Neemia, ha pubblicato diversi commentari, sia scientifici sia divulgativi, sui Libri Storici: Esdra-Neemia (1999 e 2010), 1-2 Cronache (San Paolo 2013), 1-2 Re (2002 e 2008), 1-2 Maccabei (2004 e 2018), 1-2 Samuele (2021). Ha svolto diverse ricerche filologiche che hanno rimesso in discussione molti luoghi comuni: l’etimologia di missa (2000), la storia della cioccolata nella morale cattolica (2009 e 2014), la politica nella Bibbia (2020), la "mela" di Eva (San Paolo, 2022). L’Autore aiuta a collocare in una prospettiva più ampia la conoscenza delle lingue antiche. Cerca di fornire quelle competenze linguistiche e metalinguistiche (cioè di riflessione sullo stesso fatto linguistico) che servono allo studio delle discipline teologiche, dove si incontrano anche parole latine, greche ed ebraiche. Se la teo-logia è un discorso (in greco, lògos) su Dio (in greco, theòs), allora la filologia (l’amore per il discorso) ne è la disciplina propedeutica. Se per sventura questo libretto finisse in mano a un esperto delle lingue qui presentate egli vi troverebbe molte lacune, imprecisioni, semplificazioni. Forse preferirebbe che si inizi con uno studio duro della lingua, pensando che chi ben comincia sia a metà dell’opera. Ma è anche probabile che resti solo a metà.
Le pagine del presente volume racchiudono un viaggio profondo nei libri di Ezechiele e Daniele, attraverso i tempi complessi nei quali risuonò il loro annuncio, per giungere alla presenza di una Parola che consola, ammonisce ma sempre aiuta a rialzarsi. Anna Maria Cànopi introduce il lettore alla complessità di due profeti in terra d’esilio, testimoni della gloria di Dio che non abbandona il suo popolo, nemmeno tra le rovine. La voce di Ezechiele, esempio di forza, e quella di Daniele, emblema di sapienza, percorrono la storia come sentinelle vigili, custodi di una promessa che continuamente si rinnova: la trasformazione di un cuore di pietra in un cuore di carne. Una lettura che invita ad ascoltare la Parola alla scuola dei profeti, a vivere l’esilio non come abbandono ma come attesa operosa del ritorno.
Con la sensibilità del poeta e l’intuizione del cronista, l’autore belga propone un modo completamente nuovo di incontrare il Vangelo. Ogni pagina è un invito a lasciarsi sorprendere: da un film, una canzone, un fatto di cronaca... da ciò che ogni giorno attraversa la vita. Nascono così oltre cinquanta racconti brevi, intensi, teneri e provocatori, capaci di stupire. In questo itinerario vivace, Ringlet interroga con delicatezza e profondità le emozioni più intime, le inquietudini e le speranze. Un Vangelo che parla agli affetti, alle ferite, alla grazia.
Maddalena e Pietro: due testimoni dell’amore del Signore che nella fragilità hanno scoperto la strada della rinascita. Il peccato di Maddalena è lavato via dalle sue lacrime dinanzi al sepolcro vuoto; il tradimento di Pietro si sbriciola nel pentimento lasciando sgorgare una fede così forte da sostenere l’edificazione della chiesa intera. In un dialogo serrato e coinvolgente, Ermes Ronchi e Paolo Curtaz ci accompagnano accanto a Maddalena e Pietro per mostrarci che, anche se «ciò che è storto non può essere raddrizzato», proprio nelle pieghe delle nostre imperfezioni sta l’impronta che ognuno lascia nella storia nel mondo.
Un ragazzo del XXI secolo, cresciuto in un contesto non cristiano, che ha abbracciato da poco la fede, alle prese con i problemi di ogni giorno: il suo primo amore, le domande sulla vita e sulla morte. E un biblista in viaggio di studi tra Roma, Oxford, Harvard e Dublino, con il desiderio di rispondere ai tanti giovani incontrati sul suo cammino, incuriositi da uno dei testi più noti e meno conosciuti della storia: la Bibbia. Di cosa parlano davvero quelle pagine? E perché parlano proprio a noi, ora? Un epistolario di quarantun lettere, brevi e dirette, che penetrano alcuni dei passi più significativi e discussi dell'Antico Testamento. L'Autore condivide il suo amore per le Scritture e intreccia le attese e le inquietudini del suo giovane amico con le pagine sulla Creazione, le vicende del popolo di Israele, le parole dei profeti e dei libri sapienziali. Racconti di sorprendente attualità, perché svelano come è fatto il cuore dell'uomo di ogni tempo. E accendono il desiderio di incontrare oggi lo sguardo di un Uomo, la cui attesa attraversa tutte le pagine di quello strano libro che è la Bibbia.
Come è potuto accadere che alcuni passaggi dei Vangeli siano stati ritenuti follia, roba da spregiudicati buffoni di corte? Gli autori, dopo aver già affrontato alcune pagine scomode del Vangelo, e per questo decisamente disattese, tornano a proporne di nuove. Pagine purtroppo cadute quasi nel dimenticatoio o pesantemente annacquate. Con il loro stile diretto, audace, arricchito dalla loro lunga e profonda esperienza rivolgono al lettore una proposta chiara: o si ritorna a tutto il Vangelo, e a tutte le sue implicazioni di "salvezza", o la Chiesa non avrà rilevanza alcuna nell'annunciare la Buona Notizia. Sta a noi scegliere se vivere una religione senza fede o una fede che può ancora inverare la vita.
Testo ebraico e aramaico della Biblia Hebraica Stuttgartensia; Traduzione interlineare italiana di Claudio Balzaretti; Testo greco dei Settanta a cura di Rahlfs - Hanhart; Testo latino della Vulgata Clementina; Testo italiano della Nuovissima Versione della Bibbia dai testi originali In calce alle pagine pari: Rimando a passi paralleli; Note per un primo confronto critico fra TM LXX VG NVB In calce alle pagine dispari: Analisi grammaticale di tutte le forme verbali presenti.

