
Il libro di Vincenzo Zambello, intitolato «Bien vivir. La coscienza al cuore della missione», pubblicato dalla Casa editrice Mazziana nel marzo 2026, si presenta come un'opera-testimonianza che intreccia memoria personale, impegno civile e riflessione teologica. Con la prefazione del biblista Marcelo Barros e un contributo del cardinale Gianfranco Ravasi, il volume ripercorre trentasette anni di vita missionaria dell’autore in Brasile, offrendo una prospettiva radicale sulla "mistica del Regno" e sul destino della nostra casa comune.
CopertinaZambello 1Un cammino tra fede e giustizia
Zambello, prete "Fidei donum" ordinato nel 1965 alla conclusione del Concilio Vaticano II, racconta il suo passaggio dalle strade di Verona alle periferie geografiche ed esistenziali del Brasile. Il libro documenta con intensità il periodo della dittatura militare brasiliana, durante il quale l’autore scelse consapevolmente di schierarsi dalla parte dei perseguitati e dei poveri, vivendo in favela e lavorando persino in fabbrica.
Questa scelta di campo non è presentata come un’azione politica fine a se stessa, ma come una "scelta evangelica preferenziale" alimentata dalla teologia della liberazione e dalle conclusioni della Conferenza di Medellin del 1968, che sognava una Chiesa "povera e spoglia di mezzi di potere".
Il paradigma del "bien vivir"
Il cuore pulsante dell’opera è il concetto indigeno di "bien vivir" (buon vivere), che Zambello ha appreso durante i suoi dodici anni di missione nello Xingu, in Amazzonia. Contrariamente al concetto occidentale di benessere basato sul profitto individuale, il bien vivir è descritto come un paradigma comunitario che privilegia l'armonia con la Madre-Terra e con tutti gli esseri viventi.
L'autore denuncia con forza la distruzione dell'Amazzonia operata dalle multinazionali e dal capitalismo estrattivo, definendo tale scempio un "ecocidio" che minaccia l'intera umanità. Il libro dedica ampio spazio alla lotta dei popoli originari per la difesa dei fiumi e delle foreste, citando martiri come Chico Mendes e il sindacalista Ademir Alfeu Federicci.
La coscienza come bussola
Un tema trasversale a tutta l'opera è quello della coscienza, definita come "una fiaccola del Signore che scruta tutti i segreti recessi del cuore" nel contributo di Gianfranco Ravasi. Zambello radica questa riflessione nell'integrità del padre Domenico, che rifiutò di firmare bolle superfatturate nonostante le minacce, e la proietta sulle grandi sfide contemporanee.
L'autore critica aspramente ciò che chiama "peccati che addormentano la coscienza": l'ipocrisia, l'indifferenza e l'abuso di potere, sia politico che ecclesiale. Arriva a mettere in discussione la libertà della Chiesa stessa quando questa è vincolata da concordati che ne frenano la capacità profetica, chiedendosi apertamente perché non vi sia una denuncia più netta della presenza di armi atomiche in Italia o della complicità nei conflitti internazionali.
Un invito alla "strada"
Il libro si chiude con un richiamo alla "spiritualità della strada", ispirata a figure come don Tonino Bello e don Primo Mazzolari. Zambello invita il lettore a non restare "seduto" o indifferente davanti alle "strutture di peccato" che creano povertà, ma a riscoprire la fraternità universale come unica meta possibile.
Corredato da un prezioso appendice-calendario dei "santi ed eroi" indigeni, il volume non è solo un resoconto di vita vissuta, ma un grido di speranza e un manuale di resistenza spirituale per chiunque cerchi di conciliare la fede con la lotta per la giustizia.
L'Autore, Vincenzo Zambello (Canale d’Isonzo, Gorizia 1941, oggi Slovenia) è stato ordinato prete nel 1965 dal vescovo Giuseppe Carraro nella diocesi di Verona; missionario fidei donum in Brasile dal 1967 al 2015, con un passaggio nella parrocchia di San Pietro di Morubio (Vr) e quindi a Roma per dieci anni, nella borgata di Torre Angela in una comunità presbiterale. Oggi collabora con parrocchie di Verona ed è volontario per l’assistenza in carcere e sulle strade della città. Per Gabrielli editori ha curato «Dema: una vita donata» (2019), con il diario del sindacalista Ademir Alfeu Federicci, detto Dema, assassinato in Amazzonia nel 2001, e una sintesi della vita di suor Dorothy May Stang, martire dell’Amazzonia (prefazione del cardinale Matteo Zuppi); «Il potere nella Chiesa: quale profezia?», Gabrielli editori, 2017; «Racconti di vita», prefazione di Raffaele Nogaro, Gabrielli editori, 2019.
Impressionato dall'affemazione del cardinale e vescovo veronese Agostino Valier che sui settant'anni poteva affermare di scrivere per non smettere d'essere storico, se è lecito minimum componere maximo, anche il sottoscritto, avendo potuto leggere e tradurre l'opera sul Giubileo 1600, ne ha voluto seguire l'esempio, inserendo inoltre la vicenda narrata dal Valier dopo un'ampia introduzione sui giubilei precedenti dal 1300 all'inizio del periodo barocco.
Ne è risultato un insieme certo non omogeneo, e inoltre, per procedere insieme e presentare in contemporanea il testo latino e la traduzione italiana a a fronte e per giunta volendo accompagnare quest'ultima con un numero di note che facesse meglio intendere le vicende e i personaggi presenti, non potendo suddividere le note per capitoli, sono state accorpate insieme alla fine del testo, moltiplicando in tal modo la fatica del lettore, cosa di cui ci si scusa.
In ogni caso il lettore, se lo vorrà, avrà il vantaggio di rinverdire il proprio latino e di inerirsi almeno parzialmente in quella tradizione che dal primo giubileo del 1300 conduce fino al giubileo della speranza 2025.
Itinerari di ricerca e di riflessione che intendono seminare nuovi germi nell'esperienza religiosa del nostro tempo. La passione di don Sergio Carrarini per la Parola di Dio comunicata nei testi biblici e in particolare nelle parole dei Salmi nel corso degli anni cresce e si affina nella continua ricerca personale e e nella proposta a tutti noi di testi che possano mantenere viva la coscienza che nella vita Dio è sempre e in continuo dialogo con ciascuna delle sue amate creature.
Questa nuova edizione di un testo che da decenni ha animato e nutrito gruppi di lettura, di studio di preghiera raccoglie una lunga esperienza e capacità di dire ridire in parole mane l'inesauribile ricchezza di senso salvifico della parola divina.
Salmi e Cantici d'oggi fa ancora parlare questi testi biblici, perché siano e restino parola viva ed efficace per noi che attraversiamo oggi le vicende della storia. Talvolta il tesoro prezioso della Scrittura rischia di essere un pezzo da museo, reperto di una storia chiusa nel passato; in realtà essa è preziosa proprio perché custodisce e ci consegna una Parola di Dio per l'oggi. Ciascuno che si accosta al testo di un salmo, di un cantico o di un racconto biblico "tira fuori dal suo tesoro" (Mt 13,52) la Parola antica, ma sempre nuova, di un Dio appassionato di rivelarci se stesso e di farsi luce per il nostro cammino. Dalla Presentazione di mons. Domenico Pompili vescovo di Verona
Questo volume si presenta come integrazione dei due precedenti pubblicati nel 2014. In San Marco da Aquileia a Venezia venivano raccolti 54 saggi su Terre e Chiese venete e in Cristiani entro e oltre gli Imperi 62 saggi su Terre e Chiese d'Oriente. A sessant'anni dall'inizio della sua produzione scientifica, comprendente una ventina di monografie, l'autore ha recuperato altri studi, pure editi ma ormai poco rintracciabili oppure rimasti inediti. Ad alcuni che riprendono temi riguardanti Venezia e l'Oriente, se ne aggiungono altri, allora esclusi perché riferiti a diverse aree geografiche. Ulteriori ricerche, che avevano indagato manifestazioni della pietà cristiana e della vita religiosa consacrata, possono offrire qualche contributo alla riflessione da tempo aperta sulla presenza e l'impegno degli Istituti di perfezione: questi saggi sono raccolti nella seconda parte.
Il servita Davide Maria Turoldo (1916-1992) ha attraversato, spesso da protagonista, numerosi e significativi episodi civili, sociali ed ecclesiali del secolo scorso: la Resistenza a Milano negli anni Quaranta, la scommessa di una società radicalmente rinnovata nel dopoguerra, la rigogliosa «germinazione» della Firenze di Giorgio La Pira, il superamento delle barriere tra Chiesa e mondo promosso dal Concilio Vaticano II, le battaglie civili iniziate nel Settantotto; l'America Latina e la sua teologia della liberazione. In sintesi un'«utopia che porta avanti il mondo». Non gli sono mancati periodi di contrarietà e di esilio forzato. Prendendo in considerazione la straordinaria produzione in prosa e poesia, le opere di teatro e cinema, la presenza in TV e sulla stampa, Bertezzolo scandaglia del sacerdote, conosciuto anche personalmente, l'inquieta «biografia del pensiero», inseguita nel suo percorso a spirale. Emergono così vita, pensiero, sfide, ancora straordinariamente irrompenti, a trent'anni dalla scomparsa di un testimone unico. Presentazione di Mariangela Maraviglia.
Prima pubblicazione in lingua italiana di tutte le 33 Lettere del vescovo Raterio (887c-974) giunte a noi in lingua latina, non sempre di facile comprensione. Emerge la forte personalità dell'autore, monaco colto, pastore tenace, desideroso di radicali riforme nella Chiesa, probabilmente troppo rigido nell'esigere dal clero obbedienza incondizionata ai precetti biblici, evangelici o ai decreti di concili e sinodi, in un contesto in cui erano radicate la convivenza dei sacerdoti con donne, la loro scarsa preparazione teologica, la simonia ed altre attività poco compatibili con l'esercizio sacerdotale. Coinvolto in ripetuti contrasti, il vescovo Raterio venne allontanato tre volte dalla sede di Verona e anche da quella di Liegi. La lunga vita di quest'uomo di Chiesa, scrittore fra i più fecondi del drammatico secolo X, si intreccia anche con le vicende politiche del tempo, dove toccava anche al clero fornire soldati a chi assumeva il potere a turno, alimentando fazioni regionali e frustrando il sogno riemergente di una renovatio Imperii.
Nella Commedia Dante incontra re, imperatori, papi, vescovi, capi di fazioni politiche e di ordini religiosi che, nel bene e nel male, ritiene responsabili del suo tempo, uno fra i più tribolati della nostra storia: destinandoli all'inferno, al purgatorio o al paradiso pronuncia il suo giudizio su di loro. Ne raccoglie però le confessioni, ricerca i motivi profondi del loro operato, arricchisce il racconto di particolari noti o sconosciuti. Come «ghibellin fuggiasco», è coinvolto in questa storia e la racconta dal suo punto di vista. Leggere la Commedia come opera di uno storico di parte può essere allora un itinerario intrigante.
Fermandosi al XV secolo, le presenti ricerche si propongono un'analisi dettagliata soprattutto degli inizi del cristianesimo in aree del continente asiatico, fino ai territori mongoli-cinesi.Vengono in evidenza le prime missioni apostoliche e quelle di francescani, domenicani e di altri ordini religiosi. Particolare attenzione viene dedicata, dal punto di vista archeologico, alla stele di Xi'an, mentre si rileggono le opere di Guglielmo di Rubruk, Giovanni da Montecorvino, Odorico da Pordenone, Giovanni di Pian di Carpine e "Il Milione" di Marco Polo. Due studi specifici vengono dedicati in appendice alla Georgia e all'India. L'edizione è arricchita da un percorso iconografico sulla Via della Seta curato da Dario Costantini.

