
Sagace racconto narrativo che reinterpreta l’episodio biblico del patriarca Noè, l’arca e il diluvio universale. Attraverso una lingua altamente poetica, l’Autore, che intreccia qui le sue capacità di scrittore e le sue competenze di filosofo, riscrive letterariamente una pagina famosissima della Bibbia assegnando alla vicenda di Noè un significato "apocalittico", cioè rivelativo della nostra società liquida, segnata dal transumanismo e da ideologie che annullano la differenza sessuale. Fra bestie che parlano, esegesi di antichi rabbini, brillanti ironie e dialoghi serrati, una lettura avvincente e che interpella il lettore con arguzia e sagacia, tenendolo incollato fino all’ultima pagina.
Gesù è stato il primo e più importante rivoluzionario nonviolento della storia. Molto prima che la nonviolenza attiva trovasse straordinari interpreti, nel Novecento, in figure come Mahatma Gandhi e Martin Luther King, i vangeli già ne tracciavano i caratteri attraverso la vita e l'insegnamento del Cristo.
Al cuore di questa rivoluzione è il Discorso della Montagna, contenuto nel vangelo di Matteo: le beatitudini, le antitesi sulla Legge e i "nuovi" comandi come «Non opponetevi al malvagio» e «Amate i vostri nemici» vengono annunciati quali presupposti per inaugurare un regno basato sulla solidarietà e sulla compassione universali.
In questa attenta analisi, il reverendo John Dear - pacifista, autore di fama internazionale e già candidato al Premio Nobel per la Pace - guida all'esplorazione del testo matteano, dimostrando come la pace non sia un'opzione secondaria, ma la radice stessa de! messaggio cristiano. Con la sensibilità che contraddistingue il suo impegno, l'autore esplora le parabole uniche di Matteo, svelando la spettacolare manifestazione di un amore senza barriere e rilanciando il messaggio finale di Gesù: fare della nonviolenza il cammino fondamentale di ogni essere umano.
Gli ebrei dicono di nascere con il Libro dei Salmi nelle viscere: un essere vivo che canta, geme, piange, muore e risuscita. In questo libro l’autore, uno dei più autorevoli studiosi italiani dei libro dei salmi, offre una presentazione generale del Salterio inserendolo nel contesto della preghiera biblica, facendo riferimento alla tradizione ebraica, all’interpretazione dei salmi nella chiesa primitiva e approfondendo il loro uso nella Liturgia delle Ore. Per questo si sofferma anche sulle antifone e sulle orazioni salmiche che, nella tradizione liturgica latina, hanno contribuito alla comprensione dei salmi e a trasformarli in preghiera tipicamente cristiana.
Da oltre trent'anni, nelle sette zone pastorali della Diocesi di Milano, i docenti del Seminario insegnano in numerose scuole di teologia per laici da loro fondate. In questo cammino formativo, i partecipanti sono accompagnati a passare gradualmente dal «latte» delle nozioni essenziali della fede cristiana al «cibo solido» della riflessione teologica (cf Eb 5,12). Il presente volume, adottato come manuale nel primo dei cinque anni dell'itinerario scolastico, condensa in diciassette lezioni il lavoro congiunto di tre biblisti e di un teologo, offrendo un'introduzione organica all'Antico e al Nuovo Testamento. Lo stile, volutamente didattico, divulgativo e colloquiale, accetta anche qualche necessaria semplificazione per restare accessibile a cristiani «delle strade» (Madeleine Delbrêl), desiderosi di rispondere all'invito divino: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato!» (Pro 9,5).
"Siamo creature vive, con un giardino segreto nel cuore, con radici profonde, con una sorgente che spinge per sgorgare. Cosa sto facendo oggi per coltivare la speranza che già abita in me, come un bulbo sotto la terra, come una sorgente sotto la sabbia?" Attraversiamo tempi inquieti, segnati da instabilità e incertezze. Nell'orizzonte della nostra "modernità liquida" i riferimenti che sembravano solidi - valori, tradizioni, un immaginario condiviso - oscillano, ci chiedono di "imparare a camminare sulle acque". L'esplorazione di alcuni testi biblici e letterari, tra prosa e poesia, può forse aiutarci a trovare dei punti di approdo stabili. La loro frequentazione può aiutarci a dilatare in noi il respiro della speranza.
Alle meste considerazioni di Qohelet sembrano opporsi le pagine del Cantico dei Cantici, in cui la visione della vita e del mondo sembra pure condizionata da un eccesso ma questa volta opposto. C’è una luce che permette all’uomo di vedere le cose nella loro verità più profonda. E questa verità non è l’inconsistenza, ma l’eternità che scorre sotto ogni cosa e che l’amore rivela. Con un invito alla lettura di Luigi Maria Epicoco.
"Questo primo Vangelo scritto non è un libro come tutti gli altri. È molto di più: vuole aiutare a vivere. La sua stessa composizione ce lo mostra. Marco non scrive una vera e propria storia di Gesù, sebbene si basi su fatti storicamente avvenuti. Egli sceglie di narrare una storia realmente accaduta ma che potesse aiutare tutti a sentirsi come partecipi di quanto era accaduto. Insomma, trasforma la vicenda storica di Gesù in un ‘buon annuncio' che riguarda tutti gli uomini. Questo piccolo libro, infatti, interroga chi lo legge e chiede una risposta. Si potrebbe dire che queste pagine rendono presente Gesù a chi le legge. O, se si vuole, rendono Gesù contemporaneo al lettore così come lo era per i discepoli". (dall'introduzione)
L'opera nasce dall'interesse dell'autore per le Chiese di lingua siriaca, sorto durante la sua prolungata esperienza in Terra Santa. Tale interesse si è ulteriormente sviluppato prima con la partecipazione alla Commissione della Diocesi di Milano per il dialogo ecumenico e interreligioso, e successivamente con l'insegnamento di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Urbaniana, caratterizzata da una significativa presenza di studenti provenienti dalle Chiese Orientali. L'occasione accademica decisiva per approdare alla presente opera è stata offerta dall'incarico ricevuto dall'autore di redigere uno status quaestionis della ricerca sulla versione siriaca della Peshitta dell'Antico Testamento per il primo incontro tra l'Associazione Biblica Italiana e l'Associazione Biblica Spagnola, tenutosi a Roma, presso la Facoltà Teologica Marianum (Roma, 2-3 marzo 2018). La presente opera include anche alcune integrazioni riguardanti la versione siriaca Siro-Esaplare e una sezione finale dedicata all'ermeneutica della Peshitta dell'Antico Testamento nelle antiche Chiese di lingua siriaca.
Un valido strumento di preghiera e riflessione per seguire gli incontri comunitari e mettersi in ascolto della Parola di Dio, attraverso il metodo della lectio divina. Lo scorso anno si è gettato uno sguardo sul vivo della missione, così come è narrata nell'ultima parte degli Atti degli Apostoli. Quest'anno si vuole riflettere, attraverso le lettere di Paolo ai Corinzi, sull'impegno della Chiesa di oggi ad essere «un popolo di discepoli-missionari». La prima lettera ai Corinzi (1 Cor1,1-9) apre con il saluto di Paolo, apostolo per volontà divina, alla comunità di Corinto, definita "Chiesa di Dio" e "santificata in Cristo". Paolo corregge le divisioni, esortando all'unità, alla comunione e alla testimonianza, temi centrali anche per chi vive l'impegno cristiano nel territorio. Un cammino in cinque tappe che, unendo ascolto, meditazione e preghiera, trasforma il testo biblico in uno specchio per il nostro tempo. Per riscoprire, oggi, le radici della nostra identità e il valore profondo di un cammino comune.
Le famose Losungen, testi biblici e meditazioni giornaliere, preparate ogni anno, a partire dal 1731, dalla Chiesa evangelica dei Fratelli Moravi (Unità dei Fratelli di Herrnhut). La presente edizione, tradotta e adattata per il lettore italiano, è la 297a. Le illustrazioni sono dedicate agli arazzi di Sylvie Maubon.
La Bibbia in un’edizione perfetta da portare sempre con sé. Robusta ed elegante, con copertina soft touch gommata dotata di elastico. 72 pagine a colori con introduzione generale alla lettura, cartine e ricostruzioni. Introduzioni ai singoli libri, note al testo.
Se, come insegna san Girolamo, compito di un commentario biblico è “tralasciare ciò che è evidente e discutere ciò che è oscuro” (praeterire manifesta, obscura disserere), al cospetto di un testo difficile e complesso come il libro del profeta Zaccaria, c’è bisogno di una luce che ci illumini il cammino e ci aiuti a non perderci tra le righe, le parole, le riletture e le interpretazioni.
Tra i molti che di fronte alle oscurità del testo di Zaccaria hanno contribuito a mantenere acceso uno spiraglio di luce, fosse anche una debole scintilla, ora possiamo annoverare, pieni di gratitudine, anche Luigi Nason che con questo suo commento, che porta il sottotitolo pregnante e allusivo «Una menôrāh di visioni notturne e un’utopia messianica», ci tiene per mano e ci accompagna di sezione in sezione, di capitolo in capitolo, di versetto in versetto e quasi di parola in parola in un percorso esegetico che ci aiuta a proiettare nuova luce su nodi interpretativi che, comunque, continuano a rimanere aperti e consegnati al lavoro esegetico di altri dopo di lui.
La ricchezza di contenuti e l’ampiezza dell’indagine, unite a una profonda conoscenza della “bibliografia” specifica di riferimento, fanno del contributo esegetico di Luigi Nason un testo fondamentale e indispensabile per navigare nelle acque oscure e a volte oscurissime del libro del profeta Zaccaria.
Dalla postfazione di Gianpaolo Anderlini
Luigi Nason, già responsabile per la Formazione biblica nell’Arcidiocesi di Milano e collaboratore dell’Ufficio ecumenismo e dialogo per i rapporti con l’ebraismo, attualmente continua la sua attività di biblista, specializzato nella ricerca sulle Scritture ebraiche (Primo Testamento) e nello studio della tradizione interpretativa ebraica, tenendo lezioni in diverse Scuole bibliche e conferenze in Italia e all’estero. Ha collaborato come docente a diversi itinerari biblici in terra di Israele. Ha diretto la collana Cristiani ed ebrei delle Edizioni Dehoniane di Bologna. Fa parte dell’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo. Un elenco delle sue ultime pubblicazioni si trova sul sito di questa Associazione alla voce «soci»: www.aisg.it. Alcuni suoi recenti contributi si possono trovare in academia.edu Ha curato l’edizione italiana e i riferimenti bibliografici delle fonti della letteratura rabbinica del volume di P. Lenhardt, L’unità del Dio trinitario. In ascolto di Israele, nella Chiesa, Milano 2016.
Tra le più recenti pubblicazioni ricordiamo La poetica del silenzio di Dio. Il libro delle Lamentazioni, traduzione e commento esegetico – teologico, Reggio Emilia 2022. La stesura di quattro voci – "chiesa", "morte", "vita", "vigna" in Nelle parole la parola. Dizionario biblico per la nuova evangelizzazione (a cura di V. Brosco), 2 voll., Bologna 2025.
Attualmente insegna presso l’Università Cattolica di Milano (Scuola biblica nella città) e presso l’Università card. Giovanni Colombo di Milano.

