
Il dibattito sul tema della conciliazione tra fede e ragione è sempre stato particolarmente vivo, soprattutto nel periodo medievale, quando l'intelligibilità della fede rappresentava una vera e propria sfida per l'epistemologia teologica e filosofica. Una voce autorevole è stata quella di Bonaventura da Bagnoregio, che si espresse sulla questione dell'intellectus fidei offrendo riflessioni di estremo interesse, capaci di interrogare e di confrontarsi anche con gli autori più moderni. Marco Arosio esamina e discute le interpretazioni che la storiografia filosofica del XX secolo ha dedicato al pensiero e all'opera di san Bonaventura. Il volume fornisce una panoramica ampia e dettagliata del dibattito novecentesco e offre una rilettura originale del pensiero bonaventuriano.
Questo terzo Convegno di mistica cristiana mette a tema la Bellezza come trasparenza del divino. Il presente volume invita – soprattutto oggi – a contemplare la natura nella sua interezza con l’occhio indagatore di chi non si sofferma semplicemente sull’esteriorità di ciò che vede. A cominciare dalla bellezza della vita, che al di là di ogni nostro stato e condizione, diventa l’abbrivio che innesta un percorso esistenziale verso l’eternità, in un flusso di conoscenze, riflessioni, scoperte che ci arricchiscono sempre e comunque. E questa può essere la chiave di lettura del presente volume. Tutto è compreso nell’esperienza cristiana perché tutto è assunto in Cristo, bellezza rivelata, nel quale tutto è salvo. La via del mistico, di conseguenza, è lasciarsi portare in un rapporto sempre più vivo con il Mistero rivelato in Cristo. È questa, e non altro, la percezione della forma informante: il Cristo sofferente e glorioso. Il mistico è colui che testimonia il divino Trascendente; pura trasparenza di Dio, ne rivela l’infinita Bellezza. Più ancora, egli rivela la pura Luce di Dio ricevuta come dono, lo splendore della gloria celeste.
S.E. Mons. Carmine Rocco ha attraversato i grandi cambiamenti del Novecento dalla seconda guerra mondiale, alle feroci dittature dell'America Latina e delle Filippine nella direzione del bene delle popolazioni e del bene della Chiesa. La sua testimonianza di vita, attraverso i diari ai tempi di Parigi occupata dai nazisti fino ai drammatici momenti della repubblica di Vichy; la bella e profonda amicizia con Santo Giovanni XXIII espressa nella lunga e fitta corrispondenza tra loro; le sfide per la fondazione dell'Università Cattolica Boliviana; le visite del beato Paolo VI nelle Filippine e quella successiva di Santo Giovanni Paolo II in Brasile, costituiscono delle affascinanti pagine di storia della Chiesa ecumenica, e raccontano la dimensione umana e spirituale di un uomo che ha dedicato la propria vita a questa importante missione per la Chiesa nei diversi continenti.
Dalle riflessioni di uno dei più autorevoli studiosi di storia del cristianesimo emerge un itinerario intellettuale che è anche uno spaccato della storia culturale degli ultimi decenni in Italia. La sua formazione a Torino con Franco e Michele Pellegrino, i percorsi di ricerca (a partire dagli studi sullo gnosticismo), le imprese editoriali, il futuro della storia del cristianesimo e della storia delle religioni nell'età della globalizzazione. Un'apologia della storia e della tradizione critica, come strumento per leggere il passato e orientarsi in un presente dove riemerge una dimensione pubblica delle fedi tra fondamentalismi e neoateismi.

