
Il volume, curato dal Servizio per la Catechesi dell'Arcidiocesi di Milano, parte da un punto fondamentale: prima di educare la fede bisogna suscitarla, altrimenti la pastorale viene condannata a coltivare una fede mai seminata. Un po' come un agricoltore innamorato della propria terra, che zappa, concima e innaffia con gran profusione di energie i propri campi senza che però, in precedenza, ci sia stata una semina. Sta proprio in questo l'importanza del Primo Annuncio, la semina indispensabile per rendere fruttuoso l'intero itinerario dell'Iniziazione Cristiana. Il seme della Buona Notizia entra nel Primo Annuncio per una prima e feconda accoglienza della testimonianza di Gesù. Ma per pensare a un itinerario di fede, di Iniziazione Cristiana, non si può prescindere dai contesti sociali e culturali in cui bambini, fanciulli, ragazzi e, ovviamente, genitori, si trovano a vivere: ecco allora che il volume propone la concretezza di un approfondimento dei presupposti e delle condizioni in cui il Primo Annuncio si deve formare e proporre. Il testo si sviluppa in quattro contributi, ciascuno sviluppato da un autore. Un testo quindi indispensabile a chiunque sia chiamato a vivere il tema del Primo Annuncio e dell'Iniziazione Cristiana.
Un quaderno attivo per ragazzi dai 6 anni, con proposte operative, schede di approfondimento da completare e coloratissime illustrazioni: per conoscere da vicino il Concilio Vaticano II e scoprire qual è il suo messaggio per i ragazzi di oggi e per tutta la Chiesa.
L'interrogativo che percorre tutto il volume, frutto di diversi contributi di esperti e autori legati al mondo del Centro Sportivo Italiano, riguarda la possibilità e le condizioni per stabilire un proficuo rapporto tra fede e sport. Si tratta di un tema molto delicato e poco esplorato nella letteratura italiana di settore, ma pare essere una delle frontiere imprescindibili per una Chiesa che voglia sempre più interagire con gli ambiti del vissuto umano e portarvi il lieto annuncio del Vangelo.
Il percorso di riflessione offerto dal volume si pone in modo estremamente ricco e originale, indagando i fondamenti di pensiero circa queste due dimensioni ma anche offrendo inedite letture del mondo dello sport e dei vissuti sportivi come metafore efficaci del cammino dell’uomo e della sua apertura alla trascendenza.
Il volume, curato da Roberto Mauri, psicologo, coordinatore del Team Formazione Nazionale del Csi, raccoglie interventi di autorevoli esponenti della Chiesa italiana, come monsignor Melchor Sánchez de Toca y Alameda (sottosegretario del Pontificio Istituto per la Cultura), don Alessio Albertini (consulente ecclesiastico nazionale del Csi) e don Mario Lusek (direttore dell’Ufficio Nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport) insieme a un nutrito numero di formatori e studiosi legati al mondo del Centro Sportivo Italiano a livello nazionale: Andrea Barbetti, Beppe Basso, Andrea De Pascalis, Vittorio Ferrero e lo stesso Roberto Mauri.
Ciascuno, a partire dalla propria esperienza e dalle proprie competenze, traccia un profilo del rapporto tra fede e sport, che nell’insieme suggerisce un’interessante parabola interpretativa, certamente utile come punto di partenza per ogni ulteriore tentativo di approfondimento del tema.
L'invito a riscoprire la bellezza e la consistenza della fede cristiana, il senso dell'essere discepoli del Signore Gesu', l'impegno per la citta' dell'uomo a servizio del bene comune: nasce cosi' la serie di riflessioni offerte dal Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, per accompagnare il cammino di quanti vogliono percorrere o riprendere i tratti distintivi della fede in Cristo.
Dinanzi a un Occidente che sembra ormai dimissionario nei confronti della sua storia per lasciare il posto ad altre religioni del mondo o peggio all’indifferenza, i cristiani dovrebbero comprendere la necessità di tornare a sentirsi responsabili per il futuro. Queste pagine sono un invito a riprendere con forza la convinzione di annunciare Cristo morto e risorto, per restituire speranza a un uomo confuso e disorientato. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, propone
in questo testo un rinnovato impegno a prendere sul serio la fede e l’amore di cui essa si nutre, sulle vie della speranza che non delude.
L'AUTORE
Rino Fisichella è presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, nonché già rettore della Pontificia Università Lateranense e docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 2008 è presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Ha pubblicato varie opere tra cui: Chiamati ad essere uomini liberi. Conversando con i preti oggi (2009); Identità dissolta. Il cristianesimo, lingua madre dell’Europa (2009); Nel mondo da credenti (2007); Il cammino verso Emmaus (2006); La fede come risposta di senso (2005); La teologia tra rivelazione e storia (1999); Quando la fede pensa (1997); La rivelazione: evento e credibilità. Saggio di teologia fondamentale (1985). È considerato tra i più autorevoli teologi italiani a livello internazionale.
Una donna, una moglie, un medico. Una volontaria, una missionaria, una credente. Maria Grazia Proietti è molte identità, molte doti e capacità, e insieme non è quasi nulla senza la sua famiglia, i suoi figli e, in particolare, Matteo.
Maria Grazia e Matteo sono due nomi che si muovono insieme, anche quando lui fa le bizze e le domande strane, anche quando lei si trova ad affrontare la sfida più grande. Non è un rapporto morboso, di quelli che tolgono il respiro, ma è un reciproco aiuto così che lui – segnato da una forma di autismo, la sindrome di Asperger – sarà il principale sostegno della madre chiamata a combattere contro il tumore. E, come in una fiaba, alla principessa basteranno un buon aiutante e un poco di magia per sconfiggere qualsiasi malvagio.
L'AUTRICE
Maria Grazia Proietti è nata 59 anni fa a Terni, dove vive e lavora. Medico, dirige il dipartimento di geriatria dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria. È sposata con Claudio e ha due figli, Michele e Matteo, affetto da sindrome di Asperger. Nel 2003 ha conosciuto la Comunità di Sant’Egidio e da allora presta servizio agli anziani e ha partecipato alle attività dei centri DREAM in Mozambico e Malawi. Nel 2007 ha vinto il premio “Ternano dell’anno” ideato dal Giornale dell’Umbria. Nel 2011 le viene diagnosticato il tumore che sta curando.
Sei brevi racconti dello scrittore Premio Andersen Antonio Ferrara, seguiti da sei commenti dello psicologo Filippo Mittino e corredati da alcuni schemi pensati per gli educatori. Il tutto con la revisione scientifica del direttore dell’Istituto Minotauro, Alfio Maggiolini. La scommessa degli autori è nell’usare la narrativa per rappresentare al meglio le difficoltà degli adolescenti e comprendere quali sono le strategie più efficaci per aiutarli.
I sei racconti e i sei adolescenti di questo libro permettono di entrare a piedi pari in quell’età così difficile: è il modello narrativo interpretato da Antonio Ferrara e Filippo Mittino. Due prospettive diverse che si incontrano e dialogano nel tentativo di comprendere e aiutare chi affronta quel tratto di vita così confuso e pieno di promesse.
GLI AUTORI
Antonio Ferrara è nato a Portici, vicino Napoli, nel 1957 e vive e lavora a Novara con sua moglie Marianna, che fa la fotografa, e con i gatti Simba e Goffredo, che fanno i gatti. Ha una figlia che si chiama Martina, studia a Milano e fa anche lei la fotografa. Ha compiuto studi artistici e lavorato per sette anni in una comunità alloggio per minori, dove ha imparato a frequentare i sogni dei bambini e a non prendersi mai troppo sul serio. È autore di numerosi libri per ragazzi, tra cui
Pane arabo a merenda, Come i pini di Ramallah, Batti il muro. Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato il romanzo Premio Andersen Ero Cattivo (2012). Filippo Mittino è psicologo, psicoterapeuta in formazione
presso la Scuola di Specializzazione di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescente e del Giovane Adulto (ARPAd – Minotauro,
Milano). Svolge attività clinica con bambini e adolescenti. Si occupa di ricerca nel campo dell’adolescenza e della psicologia clinica. È socio dell’Associazione Nazionale Centri di Orientamento Scolastico, Professionale e Sociale (COSPES) e collabora con la sede di Novara. È membro del comitato di redazione della rivista “Psichiatria e psicoterapia” edita da Giovanni Fioriti.
Il momento di regresso culturale e di deriva comportamentale ed esistenziale che oggi stiamo vivendo – che comunemente definiamo emergenza educativa – probabilmente non è
tanto da attribuirsi ai giovani, quanto all’impreparazione e alla latitanza degli adulti. Il problema, infatti, nasce da un dialogo interrotto tra le generazioni e da un assenteismo da parte degli adulti, che sono incapaci di fornire risposte credibili ed efficaci alla grande domanda di futuro dei giovani, favorendo così l’insorgere dell’indifferenza, del cinismo e della perdita di valori etici, morali e cristiani. L’Autore sostiene che è fondamentale ritornare ad avere una corretta comunicazione tra le differenti generazioni e, più che consigli e giudizi, offrire ai giovani amore: da ciò dipende la nostra civiltà, la convivenza civile e il benessere sociale.
La prima parte del libro si prefigge di effettuare una fotografia più ampia possibile della realtà giovanile; nella seconda parte vengono offerti alcuni stimoli per condurre un’azione educativa serena e propositiva.
L’AUTORE
Mario Chiarapini, religioso dei Fratelli delle Scuole Cristiane, è professore di Lettere e musicista; esperto di problemi giovanili e familiari. Come conferenziere cura numerosi incontri formativi con i genitori. Attualmente risiede a Grottaferrata (RM) ed è direttore della rivista Lasalliani
in Italia. È autore di vari libri, di numerose pubblicazioni discografiche e di lavori destinati all’animazione, alla catechesi e alla liturgia.
ESTINATARI
• Educatori, genitori, formatori, insegnanti.
• Per incontri di riflessione e dibattito, in parrocchie, scuole, circoli culturali...
E' il quaderno di vita della tua missione, il termometro che segna il calore vitale dei ragazzi del catechismo.
Recuperando un'ecclesiologia missionaria, pellegrinante e aperta al mondo, il Vaticano II ci ha consegnato una visione di Chiesa meno preoccupata di rafforzare se stessa e più impegnata nell'annuncio e nella carità. è "Chiesa", per il Concilio, sia la comunità universale dei fedeli nel mondo, sia ogni singola comunità locale guidata dal vescovo; è "Chiesa", subordinatamente, la comunità eucaristica parrocchiale raccolta attorno al presbitero e anche ogni comunità formata da alcune persone che si incontrano in nome di Gesù; tra queste, in primo luogo, i gruppi di famiglie, che per il sacramento del matrimonio formano una "piccola Chiesa". Quanto più le "piccole comunità" a dimensione domestica saranno luoghi di ascolto della Parola di Dio, preghiera, accoglienza e annuncio, tanto più le comunità parrocchiali si rivitalizzeranno, a beneficio delle chiese locali e della Chiesa universale.
Lo spirito di Assisi, icona di pace nel mondo, nel venticinquesimo anniversario dell'evento voluto dal beato Giovanni Paolo II nel 1986, ha ricevuto conferma solenne da parte di papa Benedetto XVI il 27 ottobre 2011. A un anno di distanza, il 29 ottobre 2012, un convegno, a cui è intervenuto mons. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha approfondito le linee di percorso indicate da papa Ratzinger. Il volume raccoglie gli Atti di quel convegno. L'auspicio, affidato alla forza soave del "Principe della pace", è quello di fare di questi testi il punto di riferimento per ogni ulteriore sviluppo del cammino indicato dal beato Giovanni Paolo II e dal suo successore Benedetto XVI.
‘Sempre connessi’ potrebbe essere lo slogan che descrive in modo sintetico uno dei tratti distintivi della società attuale, soprattutto per quanto riguarda le generazioni più giovani, particolarmente sensibili e aperte alle nuove modalità di stabilire relazioni e rapporti ‘in rete’. Certamente si tratta di una ‘rivoluzione tecnologica’ non-neutrale che suscita spesso reazioni radicali e di segno opposto e interroga chi ha responsabilità educative. Quali rischi e quali opportunità può comportare l’utilizzo delle nuove tecnologie rispetto alla vita delle famiglie? Come e perché è importante raccogliere la sfida che i nuovi spazi sociali online lanciano alla relazione tra genitori e figli? Attraverso la presentazione di riflessioni multidisciplinari e dei risultati emersi da ricerche condotte in ambito sociologico, pedagogico e psicologico, questo libro si pone l’obiettivo di approfondire cosa significa per la famiglia fronteggiare l’insieme dei cambiamenti tecnologici che, dall’avvento di internet, influenzano la vita quotidiana dei suoi membri. Nell’ambito di tali trasformazioni, uno sguardo specifico è rivolto al mondo dei social network, la cui ampia diffusione, soprattutto nelle giovani generazioni, interpella la specifica cura relazionale e socio-educativa propria della famiglia.
La collana «Studi interdisciplinari sulla famiglia » è lo strumento di divulgazione culturale scientifica del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia (CASRF) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il Centro, che opera dal 1976, si occupa di ricerca scientifica sulla famiglia e di formazione di alto livello rivolta a professionisti che lavorano con e per le famiglie. In esso si confrontano competenze pluridisciplinari attinenti principalmente gli ambiti psicologico e sociologico, con aperture alla teologia, alla demografia, all’economia, alla giurisprudenza e alla storia. Gli studiosi che fanno parte del Centro si riconoscono in una specifica prospettiva relazionale di comprensione dei fenomeni familiari che viene indicata nel settore psicologico come approccio relazionale simbolico. In tale ottica la famiglia è intesa come luogo costitutivo del legame tra generi, generazioni e stirpi. Ad essa è riconosciuto lo statuto di ‘soggetto societario’, protagonista attivo nella costruzione dell'identità personale, dell'azione educativa e delle politiche sociali.

