
Anche l'Insegnamento della religione cattolica (Ire) è parte attiva dei cambiamenti che hanno segnato la scuola italiana in questi ultimi anni. Come è accaduto per le altre discipline esso è chiamato a porsi nei nuovi orizzonti normativi, portando con sé la propria identità culturale e confrontandosi con i traguardi messi a punto dalla nuova normativa. In questa prospettiva osiamo immaginare che l'Ire potrebbe costituire un tassello significativo (e certamente non residuale) di una scuola che si rinnova. Nelle nuove Indicazioni nazionali, tutto il percorso scolastico è basato sulle competenze, sia sul fronte della progettazione didattica, come su quello della valutazione e certificazione degli esiti. È quindi il momento di fare il punto sulle modalità con cui l'Ire, raccogliendo le suggestioni poste dalle recenti evoluzioni normative, sta ripensando se stesso. Il testo si propone di tracciare alcuni orientamenti pedagogico-didattici con cui affrontare oggi la sfida delle competenze, nel pieno rispetto delle caratteristiche specifiche dell'Ire. Gli insegnanti di religione, per inserirsi pienamente nella scuola odierna, hanno a disposizione tre leve potenti. Innanzitutto il loro senso di responsabilità educativa, poi la coscienza del potenziale straordinario che è racchiuso nella disciplina stessa, nei suoi contenuti teologici, culturali e nella consapevolezza esistenziale che l'Ire è da sempre chiamato a sviluppare.
"Da queste pagine emerge la passione di Mons. dal Covolo per l'educazione delle nuove generazioni, vocazione che egli ha sempre vissuto e alla quale è sempre rimasto fedele nella molteplicità dei ministeri che ha esercitato." (dalla Presentazione)
Che cosa lega le persone? Cosa scatta nella nostra testa e nel nostro cuore quando per la prima volta siamo in presenza di un altro? Si possono costruire e mantenere relazioni sane? Per rispondere a queste domande è fondamentale restituire al loro significato più genuino e originario alcune parole che descrivono i valori fondanti delle relazioni autentiche, non solo quelle sentimentali, ma qualsiasi rapporto in cui sia implicato un io e un tu in ogni circostanza della vita, dalla famiglia, alla scuola, all'ufficio... Le parole che reggono le relazioni possono essere considerate i "pilastri" dei rapporti tra le persone e questo libro, cercando di coglierne il significato e di individuare un modo per sperimentarne in concreto l'attuabilità, intende sostenere nel lettore la speranza che sia possibile edificare rapporti sani, con l'augurio che la sottile ragnatela che lega le persone diventi un filo di luce dorata.
Un sussidio originale e innovativo, per far incontrare Dio ai ragazzi, una guida con l'innovativo metodo dell'ipertesto su carta.
La riflessione proposta in questo volume si muove dall'analisi della situazione e offre condizioni di marcia: educazione come compito, emergenza, sfida. Educare è un lungo processo che permette di diventare adulti. Le riflessioni del testo offrono la direzione di marcia, avvalendosi dell'analogia della segnaletica stradale con le varie indicazioni di direzione, di divieto, di pericolo, di scelta. In un'epoca in cui è evidente la necessità di un cambiamento del processo educativo tradizionale, questo lavoro si propone come aiuto concreto per tutti gli educatori di ispirazione cristiana.
La Chiesa sta riflettendo sulla Nuova Evangelizzazione e celebrando l'Anno della Fede. Sulla scorta di queste sollecitazioni, l'autore ha voluto scoprire il significato della fede in Charles de Foucauld, una fede nutrita dalla preghiera che porta alla contemplazione. E dalla contemplazione nasce poi l'evangelizzazione: come Gesù a Nazaret, egli sarà evangelizzatore non con la predicazione, ma vivendo in silenzio le virtù cristiane, pregando, adorando, facendo del bene e tessendo legami di amicizia. Ma soprattutto diventando lui stesso Vangelo vivente, affinché tutti potessero scoprire nel suo volto il volto trasfigurato del "Fratello beneamato e Signore Gesù".
Rinnovare lo sforzo per un'adeguata pastorale degli adulti è un compito ineludibile per il futuro del cristianesimo. Ma questo desiderio e questa necessità non sembrano avverarsi nella maggior parte delle nostre parrocchie. Il libro invita le comunità parrocchiali, i diversi soggetti pastorali e in primo luogo i presbiteri e i parroci a realizzare proposte stabili per quanti desiderano fare un cammino formativo che abiliti ad essere discepoli, costruttori del regno, uomini di speranza solidali nella costruzione autentica del mondo.
Un percorso di riflessione semplice e profondo sul valore della preghiera di lode a Dio e sulla gravità morale del suo disprezzo. Il nome di Dio è, come Dio stesso, carico di mistero. Alla domanda di Mosè che chiedeva quale fosse il Suo nome, Dio rispose: "Io sono colui che sono". È il motivo per cui gli antichi ebrei non osavano neanche pronunciarlo. Nella nostra epoca, caratterizzata dalla secolarizzazione, assistiamo al fenomeno sempre più diffuso di disprezzo del sacro. È necessario non cedere ad un atteggiamento di rassegnazione o di indifferenza nei confronti di questo fenomeno. Cosa fare? Con una visione profonda del male morale, l'autore ha saputo segnalare la gravità che il peccato della bestemmia racchiude in sé proponendo un percorso di riflessione semplice e profondo sull'argomento centrato sul valore della preghiera e della lode di Dio.
Una storia per ragazzi e ragazze, da leggere da soli o in gruppo, per conoscere il santo dei giovani attraverso una narrazione piacevole e illustrata, riscoprendo l'oratorio come il "cortile dei sogni". "Qui con voi mi trovo bene!", diceva don Bosco ai suoi ragazzi dell'oratorio di Valdocco: perché non provare?
Il "maestro sgarrupato" di Napoli - così amava definirsi Marcello D'Orta - è tornato in quest'ultimo libro a mettersi in ascolto dell'immaginario dei bambini per capire cosa pensano di Gesù, di Dio e della religione. Colorati, spumeggianti, a volte sgrammaticati, tutti scoppiettanti di humour involontario, gli scritti e i pensieri raccolti - nelle scuole elementari di Napoli e in molte altre del nostro Paese - rappresentano, meglio di tanti trattati, il sentire religioso dell'infanzia italiana del terzo millennio. I bambini riescono a esprimere quello di cui gli adulti hanno paura o pudore. Ed è senza malizia che - insieme a una lettera indirizzata a papa Francesco - i piccoli autori di questi testi confidano, con scandalosa innocenza, i loro dubbi di fede, le loro curiosità sulle storie e i personaggi del Vangelo, lo stupore di fronte al mistero della vita, lasciando trasparire desideri, speranze e paure. Un libro che mette insieme leggerezza e profondità. Un caleidoscopio vivace, che diverte e fa pensare, scuotendo la coscienza degli adulti e riportandoli a una responsabilità educativa da tempo dimenticata: dare il buon esempio.

