
"Si può essere sereni anche nel dolore, poiché la serenità non dipende dagli esiti (quelli dipendono dal figlio), ma dal proprio dovere compiuto fino in fondo. Invece che corrergli dietro, ci si dispone ad attenderlo. Nella speranza sempre viva che le circostanze della vita lo aiutino a capire ciò che non ha voluto apprendere. C'è molto amore nell'attesa".
Età di lettura: da 6 anni.
Il primo anno da papà ha cambiato la mia vita. 100 consigli per un neopapà
raccoglie consigli maturati da questa meravigliosa esperienza. Sono i consigli di un amico, di un papà come te. Consigli pratici per valorizzare la quotidianità. E' la condivisone del dono più grande al mondo. Essere papà.
Il primo anno di vita di mia figlia ha cambiato la mia vita. 100 consigli per un neopapà raccoglie consigli maturati da questa meravigliosa esperienza. Sono i consigli di un amico, di un papà come te. Consigli pratici per valorizzare la quotidianità. E' la condivisone del dono più grande al mondo. Essere papà.
Lo smartphone è ormai un regalo quasi scontato alla prima Comunione. Pochi però si chiedono se sia una buona idea mettere nelle mani di un bambino di 9 o 10 anni uno strumento così potente. Eppure, scegliere l'età giusta per dare a un ragazzo un cellulare è una decisione importante, perché spalanca le porte di un nuovo mondo, ricco e complesso, destinato a occupare una parte significativa della vita di chi lo utilizza. Con questa guida breve ma documentata l'autrice invita ogni genitore, insegnante, educatore a valutare attentamente i motivi per cui varrebbe la pena aspettare a regalare uno smartphone più a lungo di quel che il mercato, la moda e «gli altri» tendono a farci credere. Non si tratta di demonizzare uno strumento dalle straordinarie potenzialità, ma semplicemente di usarlo al meglio. I nostri figli, e anche noi.
Questo libro vuole aiutare la Generazione 2.0 a riscoprire il valore profondo e il grande impatto esistenziale che la Via Crucis può avere nella vita di ciascun giovane. Papa Francesco ha più volte ribadito che “non bisogna parlare ai giovani” ma “parlare con i giovani”. Il testo delle meditazioni di ogni singola stazione si prefigge di raggiungere questo scopo utilizzando un linguaggio giovane, chiaro, diretto e concreto, in grado di parlare alla vita di ogni giovane, fatta di incontri reali e separazioni dolorose, desideri da realizzare e delusioni da elaborare, scelte da compiere e paure da addomesticare, gioie da vivere e fallimenti con cui fare i conti quotidianamente.
Don Andrea Zappulla (1985) ha conseguito la licenza e il dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense a Roma. Presbitero diocesano dell’Arcidiocesi di Siracusa, è vicerettore del Seminario Arcivescovile di Siracusa, assistente diocesano dei giovani di Azione Cattolica, cancelliere arcivescovile e docente di diritto canonico presso l’ISSR San Metodio di Siracusa.
Siano di fronte a Dio tutte le tue opere e i tuoi pensieri, e riconduci tutte le tue cose a Cristo. Volgi spesso l'anima a Dio e affida il tuo pensiero alla potenza di Cristo, come in un rifugio, riparato da ogni discorso e attività grazie alla luce divina del Salvatore.
L'anno pastorale si è aperto con la celebrazione della XV Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi: 'I giovani, la fede e il discernimento vocazionale'; «un invito a cercare nuovi cammini e percorrerli con audacia e fiducia, tenendo fisso lo sguardo su Gesù e aprendosi allo Spirito Santo, per ringiovanire il volto della Chiesa» (Instrumentum Laboris, 1). Il sussidio raccoglie alcuni contributi per approfondire il tema.
Impegnamoci nel cercare di "frequentare il futuro", e di far uscire da questo Sinodo non solo un documento - che generalmente viene letto da pochi e criticato da molti -, ma soprattutto propositi pastorali concreti, in grado di realizzare il compito del Sinodo stesso, ossia quello di far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un'alba di speranza, imparare l'uno dall'altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani - a tutti i giovani, nessuno escluso - la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo.
Oggi la parola accoglienza entra nel dibattito, nelle polemiche, nella propaganda e negli esiti delle elezioni; è una parola divisiva anche fra coloro che si dicono credenti. Pierluigi Di Piazza, prete controcorrente, parla di accoglienza partendo dalla sua esperienza personale di uomo, di prete, di insegnante, dall'esempio positivo dei suoi genitori e della solidale vita di paese, dalla freddezza riscontrata in seminario, dalla sensibilità di un insegnamento scolastico aperto e rispettoso, dalla conduzione di una parrocchia attiva e coinvolta, sempre, nell'attenzione all'altro, accogliente di ogni pensiero e diversità. Lo fa attingendo soprattutto alla sua esperienza di fondatore del Centro di accoglienza Ernesto Balducci, di custode dell'accoglienza che affronta i piccoli grandi ostacoli quotidiani con coraggio e con la fede, mettendo in discussione personali pregiudizi e paure. Il suo è un invito a riflettere, a sentire, a non girarsi dall'altra parte, ma ad accettare la sfida dell'accoglienza, per seminare una nuova umanità.
Il libro raccoglie gli atti del 34° Convegno CISM dell'Area animazione della Vita consacrata svoltosi a Collevalenza dal 20 al 24 novembre 2017, dal tema "Silenzio. Ascoltiamoli! Formare i giovani correndo insieme verso il Risorto".
Tema centrale del libro è il rapporto tra i giovani e la vita consacrata.

