
Età di lettura: da 7 anni.
Essere scelti è sempre un'esperienza gratificante, ma essere padrino o madrina di un sacramento speciale e importante come la cresima non ti lascia indifferente. Che cosa significa esattamente dire di sì a questa proposta? Cosa dovrai fare? A cosa ti stai impegnando? Quel giorno, in chiesa, dovrai compiere dei gesti. E quali? Ma soprattutto, per il resto della tua vita, cambierà qualcosa per te? Questo libretto vuole accompagnarti alla scoperta del compito che ti è chiesto, offrendoti qualche indicazione per vivere con intensità e fiducia questo evento speciale.
Se di fronte alla richiesta di fare da padrino o da madrina a un Battesimo ci sentiamo pervasi da una certa insicurezza, il libretto potrà certamente essercie di aiuto.Che cosa si è chiamati a fare? A che cosa ci si sta impegnando? Come in una chiacchierata amichevole, l'autrice offre alcuni spunti utili per addentrarsi nel senso profondo del bellissimo compito che ci è stato affidato. Accompagna a conoscere i gesti da compierei durante la celebrazione del sacramento. Aiuta a scoprire come continuare a camminare accanto alla persona affidataci, nel percorso di fede.
I padri non sono poi così importanti; i padri non partecipano mai; i padri sono degli incapaci; i padri sono violenti e pericolosi per i figli... Sono solo alcuni dei pregiudizi che questo volume intende sfatare, facendo luce sull’importanza della figura paterna per una crescita sana ed equilibrata dei figli e per lo sviluppo armonico delle relazioni all’interno della famiglia.
Scritto in un linguaggio accessibile e chiaro, il libro analizza le dinamiche relazionali all’interno del nucleo famigliare e nei diversi ambiti di vita dei ragazzi, la scuola, le amicizie, i social network, fino alla dimensione religiosa. L’Autore offre semplici e interessanti suggerimenti per riscoprire il ruolo del padre e aiutare i figli a diventare persone mature e serene. Un’utile appendice fornisce informazioni pratiche e riferimenti online.
Destinatari
Genitori.
Autore
Antonello Vanni, educatore e docente di Lettere, perfezionato in Bioetica presso l’Università Cattolica di Milano, ha approfondito i temi della responsabilità e della tutela della vita umana ne Il padre e la vita nascente. Una proposta alla coscienza cristiana in favore della vita e della famiglia (Nastro 2004). Ha curato la documentazione scientifica del libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita di Claudio Risé (San Paolo 2007). Ha insegnato presso la facoltà di Bioetica dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma e presso l’Istituto per ricerche e attività educative di Napoli sul tema “adolescenti, media e droga”. Nel 2009 ha pubblicato il libro Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, educatori e insegnanti (San Paolo) analizzando le situazioni di dipendenza più diffuse tra gli adolescenti (dal tabacco all’alcol, dalle droghe alla dipendenza da Internet e cellulari) e fornendo ai genitori e agli insegnanti consigli pratici per prevenirle sulla base degli studi più aggiornati.
Padri (In dialogo, collana Mutamenti, pagine 136, euro 16) è un volume a più voci, in cui si raccontano le storie di sette diversi papà di oggi; ciascuno, a partire dalla propria esperienza, ripercorrere le caratteristiche di san Giuseppe individuate da papa Francesco nella sua lettera Patris corde. Sono padri biologici, come Simone o Michele, adottivi o affidatari, come don Claudio, che vive con i suoi adolescenti nella comunità Kairòs. Padri nelle prese con la malattia dei propri figli, come Gabriele, o messi di fronte al dramma della separazione, perché costretti a fuggire dalla guerra, come Basel; padri che imparano a farsi da parte, come Maurizio, per consentire ai propri figli di spiccare il volo, oppure che accolgono come proprio un figlio che non hanno generato. Unifica questo “poliedro” la riflessione sull’essere padre nel terzo millennio a cura di Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva.
Quando si diventa davvero padri? Quando si scopre la positività di un test di gravidanza o quando si accoglie dentro di sé il mistero di una nuova vita, qualcosa di così enorme e meraviglioso da generare nella nostra esistenza un prima e un dopo! Tocca ad Alberto Pellai, medico psicoterapeuta dell’età evolutiva, noto saggista e divulgatore, offrire l’incipit del volume “Padri. Istantanee dei mille volti di paternità” , che passa i rassegna i molteplici volti che assume oggi la paternità.
Si cimentano nell’impresa, sotto la guida del curatore Edoardo Buroni, sette diversi papà, alcuni genitori biologici, altri accompagnatori nella vita di “figli” adolescenti, bambini o ragazzi, che sono tali in ragione di una costante e amorevole cura educativa, pur non essendo stati generati anagraficamente da loro, perché adottati, o affidati.
Esiste un “manuale del perfetto genitore“? Dove trovare un “modello di padre” a cui poter assomigliare? Le storie narrate da Maurizio, Michele, Basel, Gabriele e gli altri, mostrano che la paternità è un variopinto poliedrico, con sfumature e sapori capaci di rispecchiare la bellezza e la fragilità, la complessità e il mistero di un ruolo antico e sempre nuovo, bisognoso di pazienza e tanto coraggio per affiancare le nuove generazioni nel loro cammino. Emerge così la bellezza dell’esperienza di un giovane papà come Simone Bosetti, con un bimbo di due anni e due gemelle in arrivo, che dice di sentirsi come su un ottovolante e confida: “Padre amato è quello che sa cogliere il bene più grande, il miracolo di una vita che cresce di fronte a sé, un progetto di vita che va a costruirsi giorno per giorno. É l’uomo che è consapevole che questo progetto miracoloso va oltre le valutazioni e gli umori giornalieri, il momento di felicità o di rabbia quotidiano. sa mettersi al servizio di qualcuno che non gli appartiene, ma di cui è consapevole di essere profondamente responsabile. La coscienza di essere amati permette di accettare se stessi, con i propri pregi e i propri difetti, senza avere la pretesa di voler apparire ciò che non si è. Aiuta a contestualizzare quello che si vive e a inquadrare i limiti, le piccolezze e le fragilità in una cornice più grande, come dono e ricchezza nelle esperienze vissute”.
Fin dalla prima infanzia tutto avviene sotto il segno dell'eccesso: una rigida organizzazione dei tempi dei figli, attese eccessive nei loro confronti, proiezioni sconsiderate, richieste di prestazioni esorbitanti. È sufficiente osservare i comportamenti dei genitori che assistono a una gara competitiva o a una performance pubblica per averne un riscontro immediato. Insostenibili sono anche le attese indotte dalla pubblicità e dalla scuola; le voci che provengono dall'esterno sono così forti e i ritmi così implacabili che adolescenti e giovani non hanno più tempo per sé, non riescono più ad ascoltarsi e a comprendere ciò che vivono. Lo scenario contemporaneo non offre però solo motivi di preoccupazione e di possibile impoverimento dell'esperienza umana. È anche un laboratorio dove si sperimentano nuove sensibilità, una palestra dove prendono forma e si rinforzano, in termini nuovi e impegnativi, i valori della persona. La nuova sensibilità verso la soggettività esige che ognuno possa disporre di spazi e tempi per se stesso. In famiglia è però possibile compiere la straordinaria esperienza di fare dei valori personali una causa comune. L'amore, infatti, instaura legami che, nella maturità affettiva, non soggiogano ma si adattano alla condizione della persona amata, in un continuo e incessante sforzo di incontro e di conoscenza dell'altro.
L'Italia sta invecchiando, l'Italia è un paese per vecchi. Il calo demografico che ha investito il nostro paese negli ultimi vent'anni ha creato uno scompenso nel rapporto fra giovani e anziani a tutto favore di questi ultimi, dal punto di vista non solo numerico, ma anche sociale, politico ed economico. È una situazione paradossale: nessuno difende i giovani, la solidarietà fra generazioni è venuta a mancare, le comunicazioni si sono interrotte. Antonio Sciortino cerca la radice di questo male indagando la figura del padre e le nuove relazioni che si tessono fra padri e figli. Oggi i padri hanno abdicato al loro ruolo di educatori, si sentono soli e inadeguati: soli perché la società contemporanea privilegia il singolo rispetto alla famiglia; inadeguati perché privi degli strumenti educativi che era la famiglia stessa a tramandare. Alla figura ormai desueta del padre-padrone se ne sono sostituite due non meno dannose: il padre assente e il padre amico. Saltano i riferimenti, mancano le guide che orientano nella crescita, e a questo ruolo non possono supplire né la scuola, né tantomeno i social network, nei quali i giovani sembrano cercare i nuovi maestri. Ma è proprio dai giovani che si sta levando, con voce sempre meno labile, la richiesta di una figura inedita di padre, un padre testimone, responsabile, autorevole e presente - di questo padre, i figli vogliono diventare i giusti eredi...
Anche per chi non crede, l'inesauribile riflessione sul paterno ha come riferimento ultimo la relazione tra il "Padre" e il "Figlio" per eccellenza: questo libro parte da lì, per condurci alla concretezza delle nostre relazioni. E' un invito a comprendere che amare secondo il cuore di Dio non passa da cose complesse, ma dalla realtà di ogni giorno, e richiede perciò una piccola e costante educazione della mente e del cuore. Un percorso in nove tappe per riscoprire l'autentica paternità, che, giorno dopo giorno, prende forma attraverso le normali imperfezioni delle nostre relazioni quotidiane.
Mariolina Ceriotti Migliarese è medico, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta. Vive a Milano dove lavora in un servizio territoriale di neuropsichiatria infantile ed esercita attività privata come psicoterapeuta per adulti e coppie. Da molti anni si occupa di formazione di genitori e insegnanti attraverso conferenze e articoli su tematiche inerenti la famiglia. Sposata dal 1973, ha sei figli. E' autrice per le edizioni Ares di diversi volumi, tra i quali: La famiglia imperfetta (2010), La coppia imperfetta (2012), Cara dottoressa. Risposte alle famiglie imperfette (2013), Erotica & materna. Viaggio nell’universo femminile (2015), Maschi. Forza, eros tenerezza (2017), Risposami! (2020), Alfabeto degli affetti (2021) e Perfetti Imperfetti (2022). E coautrice dei libri J] sostegno alla genitorialità (Franco Angeli, 2011), La preadolescenza (Franco Angeli, 2013), Essere leader al femminile (SDA Bocconi, 2017)
Padri maltrattati che diventano improvvisamente nemici da allontanare e da sfruttare. Padri costretti ad elemosinare l’affetto dei figli. Padri obbligati a vivere in condizioni di estrema povertà. Padri emarginati, ignorati e calpestati. Padri vittime di pregiudizi e resistenze culturali da parte degli Operatori di Giustizia. Padri che invocano una riforma equa per i loro diritti in materia familiare.
Le dieci storie raccontate intendono dar voce a tutti quei padri privati del diritto di amare e di essere amati dai loro figli, facendoci toccare con mano situazioni paradossali di uomini dimenticati e violati nei loro affetti e nei loro diritti.
Leggendo questo libro non si può non essere coinvolti emotivamente e comprendere il dramma dei protagonisti delle diverse storie narrate.
Dalla Prefazione del prof. Francesco Bruno
Autore
Renea Rocchino Nardari
È avvocato da oltre trent’anni ed è una tra le prime donne avvocato della Sacra Rota nel mondo.
Vive e lavora a Treviso. È vice presidente della Fondazione Zanetti Onlus di Massimo Zanetti, patron della Segafredo caffè, che opera per aiutare l’infanzia in difficoltà promuovendo progetti nazionali e internazionali.
Quello che suor Paola Resta propone in queste pagine è un intenso dialogo con i giovani per mettere a fuoco il loro rapporto con Dio, quel "Padre che è nei cieli" avvertito spesso come lontano, sconosciuto, distante. Un cammino esigente, molto schietto e provocatorio, che parte da obiezioni, domande e proteste che i suoi stessi interlocutori le rivolgono quando si tratta di entrare nelle questioni rilevanti della fede e del credere. Un itinerario ricco di sorprese alla scoperta del significato della preghiera più famosa dei cristiani, a partire dalle pagine della Bibbia, senza mai abbandonare il riferimento a volti e storie concrete di chi "da tempo ha smesso di pregare il Padre, oppure continuando a pregarlo vuole capirci di più".

