
Questo volume prosegue l’ormai tradizionale appuntamento con l’opera collettanea che raccoglie, come ogni anno, le riflessioni dei docenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) e di alcuni amici e specialisti della comunicazione a partire dal tema scelto da Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali.
Per la 57ª edizione il Papa ha proposto il tema “Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate (Ef 4,15)”, chiudendo così il trittico che si apriva con “L’andare e vedere” e proseguiva con “L’ascoltare con le orecchie del cuore”. È questa la comunicazione dell’incontro, una chiamata a calibrare le nostre parole, affinché siano in sintonia e in coerenza con il cuore, luogo della ragionevolezza e della mitezza, ma anche della pacificazione e della condivisione.
Oggi, nel drammatico contesto di conflitto globale che stiamo vivendo, è quanto mai necessario l’affermarsi di una comunicazione non ostile. Una comunicazione aperta al dialogo con l’altro, che favorisca un “disarmo integrale”, che si adoperi a smontare “la psicosi bellica” che si annida nei nostri cuori, come profeticamente esortava San Giovanni XXIII sessant’anni fa nella Pacem in Terris.
È uno sforzo richiesto a tutti, e in particolare agli operatori della comunicazione, chiamati a svolgere la propria professione e a ragionare sulle proprie competenze, per contribuire alla costruzione di una comunicazione per l’incontro e la comunione.
"Parlane in casa" vuole risaltare il valore della testimonianza all'interno dell'irrinunciabile missione evangelizzatrice affidata ai genitori (catechisti, didascali, sacerdoti, ecc.). La missione in questione è la trasmissione della fede alle nuove generazioni. Grazie alle storie bibliche commentate dai saggi d'Israele, agli aneddoti dei santi e dei padri del deserto, ai racconti di storie reali, alle opere di teatro, al dizionario tematico-biblico, ecc., i genitori e i figli saranno incoraggiati a cercare e a difendere, all'interno della famiglia, intesa come chiesa domestica, la conoscenza di Gesù Cristo, il più bello tra tutti gli uomini.
Per ascoltare Gesù c'è bisogno di mettere a tacere il mondo attorno a noi. Il rumore della vita quotidiana copre infatti la voce sottile con cui la bellezza ci invita a conoscerla e a dialogare con lei per ammaestrare il nostro cuore. Il Dio nascosto risponde solo nel silenzio, ma l'isolarci da tutto sembra impossibile nell'epoca dei social e del web, tanto più ai giovani, cui questo libro si rivolge in modo particolare. Proprio loro sono chiamati a prendere coscienza che silenzio e dialogo non sono in contraddizione, ma rappresentano l'unico modo per scoprire sé stessi alla luce del rapporto con Gesù, perché Dio li ama, li cerca, vuole parlare loro e ascoltarli. Attraverso brevi riflessioni, ordinate intorno a temi molto diversi - l'amicizia, l'amore, lo studio, la fede, le dipendenze, la bellezza, il buon umore, la preghiera, il perdono, ma anche l'eucarestia, l'amore di Dio, Maria, per citarne solo alcuni - il libro vuole essere un «accompagnamento spirituale» per i giovani impegnati a crescere, maturare, scegliere, decidere.
Dietro alle domande dei figli sugli argomenti relativi alla sessualità c'è sempre una domanda di senso a cui non si può rispondere solo con una informazione scientifica: da questa convinzione nasce questo libro che si preoccupa di comunicare un percorso familiare in cui i genitori crescono con i loro figli, in un clima di fiducia e di positività. Una peculiarità di questo percorso formativo è lo spazio dato al coinvolgimento dei genitori: mamma e figlia, papà e figlio, mamma e figlio, papà e figlia, in un progressivo alternarsi e completarsi, perché l'educazione affettiva e sessuale del bambino non può essere delegata a un solo genitore. L'autrice ha raccolto la sua esperienza di madre e le testimonianze di genitori e figli.
Venticinque anni fa, al termine di un originale itinerario di pastorale giovanile denominato Assemblea di Sichem, il cardinal Martini annunciava l'avvio di una nuova proposta vocazionale, come amava definirla, "a 360 gradi": in essa, prima ancora di giungere ad una scelta definitiva, si cercava di "imparare un metodo per orientare la libertà verso non tanto un progetto individuale (cosa devo fare per gestire la mia vita), ma verso la realizzazione del progetto di Dio sul mondo, per quella parte che mi riguarda". Da allora, ormai oltre tremila giovani della diocesi di Milano (e non solo) hanno intrapreso questo cammino, giungendo a prendere orientamenti rilevanti per la propria esistenza: sia per quanto riguarda lo stato di vita, sia per quanto riguarda la qualità cristiana del proprio impegno nel mondo.
Una lettera appassionata, quella che l'Arcivescovo Mario Delpini ha dedicato ai ragazzi nel pieno dell'adolescenza: un'età fatta di grandi slanci, sogni e desideri, ma caratterizzata anche dall'incertezza, dal sentirsi incompiuti, sopraffatti da una moltitudine di domande. Un'età in cui pregare sembra una pratica desueta, ormai lontana, di cui si può fare a meno e vivere bene lo stesso, al più da "usare al bisogno", come una sorta di terapia per stare meglio. Un'età in cui ci si chiede perché credere in un Dio che "non è presente e vicino" come si vorrebbe e chi è veramente questo Signore, che dicono "Padre di tutti"... L'Arcivescovo va dritto al cuore dei ragazzi: «Anch'io mi sono fatto - e mi faccio - le stesse domande. Ma ricordo anche momenti della mia adolescenza, quando lo sguardo rivolto al crocifisso della mia chiesa mi ha come trafitto il cuore; quando una sera di vento mi ha fatto giungere una parola commovente, come una confidenza sorprendente; quando le parole "solite" sono diventate come fuoco; quando in un momento di adorazione mi sono sentito dire: "Io vi ho chiamato amici...". Era forse preghiera?». Ecco, allora, il messaggio che Mario Delpini vuole arrivi agli adolescenti: «La preghiera non è una cosa da fare ma un incontro che cambia la nostra vita in profondità. Per questo preghiamo: perché il nostro cuore si trasformi e si apra. Pregare permette al cuore di vivere e di sentire la vita». Non manca nulla a chi accoglie l'invito a credere e pregare. Ed è lo stesso Gesù a suggerirci le parole per allacciare una relazione con Dio, nel Vangelo secondo Matteo (6,9-13). Parole che riempiono di stupore, che stringono cielo e terra in un unico abbraccio che sa di speranza. Una speranza, ci dice ancora l'Arcivescovo, che è come l'adolescenza: un desiderio in attesa di germogliare. Ma che cosa vale la pena desiderare, in un mondo che offre di tutto? Vogliamo la felicità che non finisce mai, ma spesso ci accontentiamo di molto meno. Ecco, la preghiera viene a salvarci: dal sottovalutare la nostra esistenza, la nostra libertà, infine noi stessi. Perché la libertà è frutto di una relazione buona, di un potersi chiamare per nome, affidandosi all'altro senza paura. Dio non pretende nulla: se consegni a lui il tuo desiderio di felicità ti camminerà accanto ogni giorno, come un amico vero, disposto a donarti la vita.
Come dire ai bambini e ai ragazzi la parabola della pecora smarrita o del buon samaritano? Come interessarli alla vicenda del padre misericordioso che accoglie il figlio che se n'era andato sbattendo la porta? Non è sempre facile coinvolgere i bambini e i ragazzi in una lettura del Vangelo che li affascini e che li aiuti poi ad accostarsi a questa parola con più familiarità. Per gli animatori di catechesi questa è una sfida continua. Il sussidio offre alcuni input per la realizzazione di incontri di catechesi basati sulle parabole; sono percorsi dettagliati che possono essere ripresi integralmente o adattati alle diverse esigenze dei gruppi di catechesi.
Il volume prende in considerazione venti parabole evangeliche. Per ogni parabola vengono proposti cinque momenti: ambientazione, contemplazione e lettura, interiorizzazione e meditazione personale con l'aiuto di un breve commento o di una "favola" di Bruno Ferrero, attualizzazione, preghiera. Il volume può essere utilizzato per la meditazione personale, la formazione dei gruppi, la catechesi, l'omelia e la lectio divina, gli esercizi e i ritiri spirituali, l'adorazione eucaristica...
Racconti scritti appositamente per essere utilizzati in incontri formativi, scolastici e catechistici con fanciulli e ragazzi. Ogni storia è preceduta da un inquadramento psicologico-catechistico ed è seguita da suggerimenti didattici utili a prolungare l'effetto della storia nel dialogo, nell'attività, nella vita.
Settantasette racconti scritti appositamente per essere utilizzati in incontri formativi, scolastici e catechistici con fanciulli e ragazzi. Ogni storia è preceduta da un inquadramento psicologico-catechistico ed è seguita da suggerimenti didattici utili a prolungare l’effetto della storia nel dialogo, nell’attività, nella vita.
Le storie ci dicono chi siamo, perché siamo qui e che cosa dobbiamo fare.
Raccontare è un modo per dare inizio e fondamento a una delle attività essenziali della vita: creare e mantenere rapporti.
Rapporti con le persone, con situazioni, persino con le cose.
Una storia ci immerge in una rete di rapporti e tonifica, affina, rafforza la volontà di fare altrettanto nella vita.
Scritti dalla penna di un autore ormai internazionale, con decine di libri all’attivo, pubblicati in ogni parte del mondo.

