
Il volume, ideato in occasione del Giubileo delle donne e degli uomini che fanno impresa che si terrà a Roma nei giorni del 13 e 14 maggio 2016, raccoglie i discorsi di Papa Francesco indirizzati al mondo dell'impresa, dell'economia e del lavoro e si fonda sulla convinzione che anche l'imprenditore è un operatore di misericordia.
La Compagnia di Gesú, nata nel secolo della Riforma e della Controriforma per combattere le eresie, abolita nel Settecento illuminista, riportata in vita nell'Ottocento romantico e reazionario, impegnata infine nelle tragedie del XX secolo, ha svolto ruoli diversi nel tempo. Ha accolto personalità tra di loro in vivace contrasto ma questo non ha impedito che nel corso dei secoli la parola "gesuita" continuasse a evocare un tipo umano speciale: sofisticati maestri di finzione e di doppiezza. Fu facile per critici e avversari giocare ogni volta sul luogo comune della distanza tra l'inarrivabile modello di Cristo e le difettose, parziali imitazioni di chi si fregiava del suo nome. Distanziandosi da tali stereotipi Adriano Prosperi racconta chi furono in realtà i primi gesuiti e come ne fu costruita la speciale coscienza di "chiamati" da Cristo a essere i nuovi Apostoli del mondo moderno. Lo fa attraverso l'analisi delle loro "autobiografie" che mettono in luce il rapporto tra la vocazione, la chiamata divina, e l'arbitrio umano nell'ascoltare e nel rispondere ad essa: un territorio oscuro, pieno di incidenti imprevedibili, dominato dalla resistenza umana.
"Poeta, profeta, disturbatore delle coscienze, uomo di fede, uomo di Dio, amico di tutti gli uomini": così l'arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini salutava padre David Maria Turoldo celebrandone il funerale l'8 febbraio 1992, restituendo in pochi tratti un'esistenza cristiana tra le più intense del Novecento italiano, spesa per la salvezza de "L'Uomo" - nome emblematico di una testata promossa in gioventù -, e volta alla penetrazione del silenzio di Dio. Nella Milano della Resistenza e del dopoguerra, nella Firenze di Giorgio La Pira, a Sotto il Monte - terra di Giovanni XXII - negli anni precedenti e successivi al Concilio Vaticano II, dentro e fuori i canoni dell'Ordine dei Servi di Maria a cui con convinzione appartenne, Turoldo diede corpo e voce alle aspirazioni di rinascita religiosa, civile, sociale della sua generazione, guadagnando consensi e suscitando dissensi. Le censure e le sanzioni in cui incorse per via gerarchica non gli impedirono - consolato da una vena poetica che si completò negli anni con una fertile ispirazione di traduttore dei Salmi e creatore di inni per la liturgia - di esprimere in molteplici forme comunicative le domande di libertà, giustizia, pace, che animavano gli scenari e le coscienze del suo tempo.
La comunicazione di papa Francesco arriva proprio a tutti, grazie alla notevole consapevolezza e raffinatezza nella gestione dei codici linguistici e culturali. Spesso assistiamo a papa Bergoglio che, con la sua capacità relazionale, abbandona i testi scritti per comunicare a braccio, ricorrendo all'apologo, alla metafora o all'aneddoto come ancoraggio con la vita quotidiana. Francesco è un papa che non segue la televisione e i media in generale, pur essendo capace di dominarli con straordinaria disinvoltura. Come ci riesce? Attraverso quali costruzioni simboliche passa la sua comunicazione? Analizzando diversi aspetti della "rappresentazione pubblica" del pontificato di Francesco - dal saluto dalla Loggia di San Pietro ai viaggi apostolici, dalle omelie alle encicliche - Vigano mostra i percorsi attraverso i quali il messaggio di Bergoglio arriva fino a noi.
In queste fitte pagine di dialogo con Saverio Gaeta, padre Livio offre il proprio autorevole aiuto per comprendere e per recitare meglio questa preghiera, evitando i rischi della stanchezza e della distrazione. Rilanciando un suggerimento di san Giovanni Paolo II, il direttore di Radio Maria sottolinea l'importanza di dire il Rosario insieme a MAria, meditando con lei i misteri di Gesù e guardando a Gesù con gli occhi della Madonna: "In questo modo, pronunciando le Ave ;aria che richiamano la presenza della Vergine, il Rosario diventa veramente una preghiera di gioia".
Questo libro affronta una tematica poco esplorata, nella sua sistematicità, dalla teologia cristiana, anche se, nel corso dei secoli, ci sono stati alcuni grandi esponenti del laicato cattolico che si sono ispirati alla secolarità consacrata della Madre di Dio per praticare la missione evangelizzatrice della Chiesa e cercare il Regno di Dio, trattando e ordinando, le cose temporali secondo Dio. La prima parte racconta la mariologia di Giuseppe Lazzati, che ripropone un nostro studio del 2003, poco conosciuto e poco studiato. La seconda parte ha per titolo "Per un laicato misericordioso e fraterno" e mette a fuoco le coordinate dottrinali e operative che i fedeli laici sono chiamati a tenere presenti, per vivere, da cristiani e da cittadini, i contenuti spirituali e morali espressi dalla Bolla di indizione del Giubileo straordinario della misericordia, indetto da Papa Bergoglio. La terza parte descrive la realtà di un laicato solidale per un'ecologia integrale: un aspetto importante e decisivo che connette il valore della solidarietà cristiana alla "cura della casa comune", così come interpretata dalla Sacra Scrittura, dalla tradizione e dal magistero conciliare e di Papa Francesco, nell'enciclica Laudato si'. La quarta parte tematizza le implicazioni laicologiche della mariologia di Papa Francesco dalla "Lumen fidei" alla "Laudato si'".
Papa Francesco ha consegnato alla Chiesa la sua Esortazione apostolica, tanto attesa, che racconta, con passi chiari e concretissimi, la gioia e la bellezza dell’amore coniugale e familiare. Datata non a caso 19 marzo, solennità di San Giuseppe, è destinata a rivoluzionare letteralmente la pastorale familiare, che il Papa iscrive nell’orizzonte della misericordia di una Chiesa dedicata ad accompagnare e integrare tutti, nessuno escluso.
L’Esortazione Amoris Laetitia è il frutto di un lungo e articolato cammino della Chiesa; parla, infatti, il linguaggio dell’esperienza, ribadisce con forza non la famiglia «ideale», ma la sua realtà ricca e complessa. Vi è nelle sue pagine uno sguardo schietto, aperto, profondamente positivo, che si nutre di un’attenzione pastorale alla realtà, che permette di affrontare anche le questioni più spinose con estremo realismo, verso percorsi “personalizzati”, con i tre grandi strumenti cui ci esorta il Papa stesso: l’ascolto, la pazienza, l’accompagnamento. Con accanto i tre verbi di azione che completano questi percorsi: curare, ravvivare, sostenere.
Il documento Amoris Laetitia è una lettura densa di spunti spirituali e di sapienza pratica utile a ogni coppia umana o a persone che desiderano costruire una famiglia.
L'8 dicembre 2015 sono entrate in vigore le norme contenute nel motu proprio di Papa Francesco Mitis Iudex Dominus Iesus, "sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio". "Ho deciso di dare con questo motu proprio - si legge nel documento papale - disposizioni con le quali si favorisca non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità, affinché, a motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio". Si tratta di una riforma che, dopo quasi tre secoli di sostanziale stabilità, innova profondamente norme e procedure. Questo volume - indirizzato a operatori dei tribunali ecclesiastici, avvocati, parroci e fedeli interessati all'argomento - si propone come la prima guida completa e affidabile alla nuova normativa e ai suoi effetti.
«Tutto il mistero e il paradosso della fede biblica, e tutta la storia umana come è descritta dalla Bibbia possono sintetizzarsi in queste parole: Dio cerca l’uomo. Quando Adamo ed Eva si nascosero alla presenza di Dio, il Signore gridò ‘Adamo, dove sei?’. Questa è una chiamata che viene lanciata ripetutamente, una chiamata avvolta nel silenzio, eppure è come se tutte le cose fossero l’eco nascosta di questo interrogativo. La fede in Dio da parte dell’uomo è una risposta alla ricerca di Dio» (A. J. Heschel). Rileggendo gli incontri di alcune figure bibliche significative con Dio, fr. Enzo Bianchi ha meditato sulla rivelazione di Dio fatta agli uomini, in un itinerario che a partire da Abramo giunge fino alle soglie del Nuovo Testamento. Gesù è il compimento della rivelazione di Dio all’umanità: la sua vita umana, il modo in cui Gesù ha vissuto, le parole che ha detto narrano il volto di Dio. Che cosa ha fatto Gesù se non venire da parte di Dio incontro agli uomini, a ripetere di nuovo all’umanità l’interrogativo: «Dove sei?». Ma oggi dove possiamo incontrare Dio? Dove c’è un uomo, là dobbiamo cercare Dio. Il cristianesimo è questo: si può amare Dio? Lo si ama nell’uomo che si serve. Contenuto del CD: 1. Introduzione - 2. Gen 12,1-9: La fede di Abramo - 3. Chiamata e benedizione di Abramo; Gen 15,1-21: una “notte di fuoco” - 4. Gen 15-17; Abramo alle querce di Mamre: Gen 18,1-15 - 5. La paternità di Abramo e il sacrificio di Isacco: Gen 22,1-19 - 6. L’incontro di Dio con Giacobbe: Gen 28,10-22; 32,23-33 - 7. L’incontro di Dio con Mosé: Es 3,1-15; Es 33-34 - 8. L’incontro di Dio con Elia: 1Re 17,1-19,21 - 9. Dove incontriamo Dio?
È possibile nella vita la felicità? Questa domanda così decisiva è al cuore dell’antico insegnamento cristiano sui vizi capitali, riletti da fr. Enzo Bianchi alla luce dei rapporti che l’uomo intrattiene con le dimensioni essenziali della vita umana e spirituale. Non è possibile l’edificazione di una persona sul piano umano e spirituale senza la lotta interiore contro gli idoli, che porta come frutto un cuore unificato e libero, e rende capaci di fare della propria vita un capolavoro di umanità. Il CD contiene le registrazioni del ciclo di incontri I vizi capitali tenuto da fr. Enzo Bianchi a Bose nel 2007.
Avendo come testo biblico di riferimento la Seconda lettera ai Corinzi, in questo volume il cardinal Martini si sofferma sull'apostolo Paolo. Si tratta di una serie di riflessioni che conducono il lettore a tu per tu con l'Apostolo impegnato nel vivo del suo ministero. Nell'approfondimento del testo biblico, Martini fa emergere la forza dirompente della Parola, che ricorda come dalla sofferenza si sprigiona anche la consolazione per il servitore del Vangelo che sa entrare nelle prove. Alla luce di questa lettera di Paolo, il cardinal Martini tratteggia la vita concreta di un pastore di oggi, che serve il Vangelo nella comunità cristiana aiutandola a crescere nella fede, e racconta le ricchezze e le possibilità che stanno nei frammenti della vita apostolica di ogni giorno, anche in quelli solcati da "sofferenze" e da "malintesi".
Sarebbe riduttivo analizzare l'attività internazionale di Papa Francesco con le categorie della geopolitica o anche solo con la prospettiva di una difesa sia pur legittima degli interessi del Vaticano e del mondo cattolico. L'approccio di Bergoglio non si basa infatti sulle tradizionali linee di articolazione della politica estera, ma nasce da un'impostazione che privilegia, piuttosto, la politica mondiale. Si direbbe, in qualche modo, che Bergoglio stia compiendo una sorta di riconcettualizzazione autenticamente cattolica della politica internazionale. Le visite del Papa rivelano in effetti sempre un doppio registro, l'uno legato alla concretezza delle fratture locali e regionali, l'altro, ben più ampio, connesso alle loro ripercussioni globali. In tutti questi contesti, Bergoglio parla a una audience ben più vasta di quella fisicamente presente, utilizzando le criticità locali come metafore di fratture di dimensione planetaria. Questo volume affronta i nodi cruciali della politica estera di papa Bergoglio a tutto tondo: dalla critica al modello economico e politico liberale e liberista all'opera di riconciliazione in corso in Medio Oriente, senza tralasciare l'attenzione ai paesi dell'America Latina e ai sud di tutto il mondo. Prefazione del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni.

