Il sacramento della riconciliazione oggi appare essere spesso marginale o incomprensibile. L’uomo contemporaneo porta nel cuore una domanda ineludibile: è possibile ricominciare? Questo volume nasce dall’intento di offrire una risposta organica a tale interrogativo, mostrando come la riconciliazione non sia un gesto periferico della vita cristiana, ma una sua forma permanente.
Essere uomini di Dio non è facile, in tempi di crisi spirituale, nel mondo secolarizzato. Il sacerdote è costantemente a contatto con le miserie materiali e spirituali degli uomini e proprie. E tiene in mano il Corpo di Cristo. Fulton Sheen, spinto dall’amore per il sacerdozio, incoraggia i propri confratelli a riscoprire la grandezza della chiamata a identificarsi con Cristo nel suo ruolo di Salvatore, con umiltà e responsabilità. Una riflessione intrisa di senso teologico, di riferimenti alla Sacra Scrittura e di buon senso nel suo stile, esigente e profondo, che ha sempre animato la sua predicazione fin da quando, negli anni ’60, ha iniziato a entrare nelle case di milioni di americani attraverso la radio e la televisione.
Calendario da muro 2026 cm 30 x 44 "La prossimità di Padre Pio"
Il capitolo 13 della Prima lettera ai Corinzi è spesso ridotto a un «inno romantico». Nicola Tedoldi lo restituisce alla sua forza originaria: agàpe, l’amore che viene da Dio e cambia la vita. In venti meditazioni il testo di Paolo diventa specchio e guida per pregare, discernere, ricominciare: nelle relazioni, nella chiesa, nel quotidiano. «Agàpe non calcola il male: l’amore non ha tra le sue facoltà quello di contare tutte le azioni, i pensieri, le parole che hanno provocato o provocano il male. Siamo destinati al perdono di un Dio senza memoria che ha dato follemente sé stesso, nel suo Figlio, solo per amore verso le sue creature. Questa è agàpe. Agàpe è agire e non reagire. Agire per il bene, per la felicità nostra e degli altri. Agàpe è agire per la pace. Agàpe perdona, cioè non conta il male, perché sa mettersi a fianco del male (non davanti e nemmeno dietro), perché riesce a disarmarlo e a convincerlo della bellezza del bene».
Torna l'Oratorio estivo. E che Dio lo benedica. Tutte le volte è come buttarsi in mare senza saper nuotare. È sempre uguale. Ed è sempre diverso e nuovo. Sappiamo a memoria come si fa. Ed ogni volta ci scopriamo dilettanti che hanno bisogno di imparare tutto daccapo. Realtà straordinaria, l'oratorio: che quando funziona ci spiazza e ci disorienta. Realtà prodigiosa poter stare - oggi - accanto a dei ragazzi e a degli adolescenti che con la loro alterità ci destabilizzano. L'oratorio appartiene a chi si lascia sorprendere e destabilizzare. L'oratorio appartiene ai cuori inquieti. Cura. È la parola chiave. Che apre e che chiude. Apre al senso. Chiude per custodire nelle fibre profonde della memoria l'amore ricevuto e donato, i sorrisi, il tempo, la fatica, l'entusiasmo. Apre al senso e non chiude in pareggio. L'ultimo giorno dell'oratorio è dedicato alla celebrazione della sproporzione: tra il donato e il ricevuto, tra le aspettative e lo sperimentato, tra l'entusiasmo che ti lancia e il limite che ti fa chiedere aiuto. L'oratorio appartiene ai cultori della sproporzione e del debito. Che cosa significa essere prossimi, vicini agli altri? La parabola del Buon Samaritano dà la risposta che è la risposta del Signore Gesù che per primo si prende cura di tutti, dell'umanità intera, donando se stesso, facendosi dono per gli altri: è Lui il primo Tu che si dà X Tutti! Sarà dunque un'estate in cui imitare Gesù che si fa dono per tutti, in cui, avendo accettato di seguirlo, cerchiamo di rispondere personalmente alla domanda: «e chi è mio prossimo?»
La Chiesa, per sua stessa natura, è chiamata a custodire e trasmettere la fede alle nuove generazioni. In questo delicato compito ha, secondo la felice definizione di Giovanni Paolo II, «un testo di riferimento sicuro e autentico» nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Ma, in che modo oggi il Catechismo può essere al servizio della nuova evangelizzazione? A questa fondamentale domanda vuole rispondere il presente volume. L'evangelizzazione e la catechesi consentono di aprire il cuore e la mente degli uomini perché possano scoprire il desiderio di Dio nella loro vita e credere in Gesù Cristo che lo ha rivelato. Da questa prospettiva, come ha affermato papa Francesco nel suo discorso per il venticinquesimo anniversario della pubblicazione, «il Catechismo costituisce uno strumento importante non solo perché presenta ai credenti l'insegnamento di sempre in modo da crescere nella comprensione della fede, ma anche e soprattutto perché intende avvicinare i nostri contemporanei, con le loro nuove e diverse problematiche, alla Chiesa, impegnata a presentare la fede come la risposta significativa per l'esistenza umana in questo particolare momento storico».
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<tr><td align="right" valign="top">Message:</td><td><b>WARNING:</b> No link_id found. Likely not be connected to database.<br />Could not open database: <b>libreriacoletti</b>.</td></tr>
<tr><td align="right">Date:</td><td>Thursday, June 19, 2025 at 1:08:38 PM</td></tr>
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«Ho conosciuto l'oscurità, il tempo sospeso dell'attesa, il margine degli abissi e l'immensità che avvolge tutte le cose». Diletta, la protagonista di questo libro, inizia così il suo racconto, tratto da una storia vera. Le persone abusate sono milioni nel mondo, ma lei è una rarità, una donna coraggiosa che è riuscita a ritrovare il sentimento dell'innocenza che le era stato rubato nell'infanzia: «Ho attraversato il fuoco, sono scampata a un grande pericolo e ho vinto la mia battaglia». La prosa creata dall'autore riesce ad avvolgere con delicatezza e poesia anche i tratti più ruvidi della vicenda e le parole emergono dalle pagine come un balsamo, una cura. È come se Diletta stendesse le sue mani e dicesse: «Vieni, puoi farcela anche tu».
In questo volume, frutto di un lavoro di ricerca dottorale, la riscoperta dell'azione per la teologia liturgico sacramentale viene motivata e approfondita con un'indagine ad ampio respiro. Lo studio a tutto campo di Sebastiano Bertin onora e completa l'auspicio di Guardini e getta ulteriori semi per proseguire sulla stessa strada. Si tratta appunto di portare l'individuo e le assemblee a compiere l'azione con padronanza e stile, sulla scia della migliore tradizione ecclesiale e secondo il genio e le attitudini degli uomini e delle culture de nostro tempo, e altresì a riconoscere nell'azione il luogo dell'appuntamento tra la povertà dell'uomo e l'infinita abbondanza della grazia di Dio. Dalla Presentazione di Loris Della Pietra