
Andando dagli anni della formazione di Antonio Gramsci ai "Quaderni", l'autore ritrova le costanti intellettuali di scritti legati alla contingenza politica, ma retti da una prospettiva fìlosofica radicale, quella che è stata riassunta nell'espressione "filosofia della rivoluzione". In Gramsci si vuole comprendere "l'espressione culturalmente più significativa e politicamente più complessa del dramma rivoluzionario vissuto dall'intellettuale nel novecento. La vicenda spirituale del novecento, italiano ed europeo, attende ancora la compiuta catarsi del riconoscimento storico. Di tale riconoscimento lo studio di Gramsci, che di quella vicenda impersona il livello culturale più alto, si rivela a questo punto un passaggio essenziale" (dalla Premessa dell'autore).
Aspetti centrali dello studio sono le modalità di trasmissione dei patrimoni agricoli da una generazione all'altra, le strategie demografìche messe in atto per garantire la sopravvivenza economica delle linee di discendenza, le condizioni di ascesa e di decadenza delle linee di discendenza, la validità di un sistema ereditario patrilineare fortemente esclusivo, a metà strada tra quello romano e quello germanico.
Aspetti centrali dello studio sono le modalità di trasmissione dei patrimoni agricoli da una generazione all'altra, le strategie demografìche messe in atto per garantire la sopravvivenza economica delle linee di discendenza, le condizioni di ascesa e di decadenza delle linee di discendenza, la validità di un sistema ereditario patrilineare fortemente esclusivo, a metà strada tra quello romano e quello germanico.

