
Prassi della censura affronta il tema della censura libraria nell'Italia del Seicento studiando il quotidiano dispiegarsi del controllo sulla stampa da parte della Chiesa e delle magistrature statali. Attraverso la ricostruzione delle pratiche censorie tra forme di autocensura, 'correzioni d'autore coatte' e roghi di libri il volume mostra come i sistemi di controllo abbiano mirato al raggiungimento di un'uniformità dottrinale adeguandosi nel corso del tempo alle condizioni di una società monoconfessionale e sfruttando la mediazione di censori divisi tra la loro fedeltà al Papato e il loro statuto di uomini di lettere. A una sezione dedicata espressamente all'organizzazione istituzionale degli organismi preposti alla censura libraria segue una seconda parte relativa al ruolo dei censori e una terza che, grazie a fonti quali suppliche e lettere, analizza alcune reazioni della società "alfabetizzata" alla nuova struttura censoria.
Da quattro secoli si discute ormai della questione galileiana, e gli studi e le ricerche sono stati particolarmente abbondanti negli ultimi cinquant’anni, vale a dire, dal 1964, quando in tutto il mondo si sono avute celebrazioni della data della nascita dello scienziato pisano (1564), accompagnate poi dalle sempre veementi discussioni e ricostruzioni storiche e documentarie, con le plurisecolari e appassionate polemiche sugli atteggiamenti passati e presenti nella e sulla Chiesa cattolica. La Fondazione Luigi Firpo - Centro di studi sul Pensiero Politico, ricordando a sua volta il ventesimo anniversario della scomparsa del professore torinese (1989) e rapportando i suoi molti interessi galileiani e per la cultura scientifica e politica del Seicento alle celebrazioni avviate, ha aderito con slancio e ha partecipato, sul piano scientifico e organizzativo, alla complessa macchina di studio, messa in moto dall’Anno Internazionale dell’Astronomia, presieduto, a Torino, dall’astronomo e astrofisico Attilio Ferrari.
I Caetani furono, fin dal secolo XIII, una delle più potenti famiglie dell'Agro Pontino. Possedevano, al tempo della massima espansione, il territorio che si estendeva tra Roma e Gaeta e tra il mar Tirreno e i monti Lepini. La storia della loro ascesa è attestata dall'ampia documentazione amministrativa e contabile, conservata nel fondo Economico dell'Archivio Caetani e oggi completamente riordinata e consultabile.

