
La fede non è soltanto un contenuto da credere o un insieme di precetti da osservare: è un linguaggio. Un modo nuovo di abitare il mondo, di ascoltare la vita, di entrare in relazione con Dio e con gli altri. Proprio come ogni lingua che impariamo da piccoli, anche la fede ha bisogno di essere accolta, esercitata, nutrita, corretta, talvolta persino disimparata e reimparata. In questo libro originale e profondo, Roberto Pasolini ci guida in un sorprendente percorso tra le strutture della lingua — le parole, la punteggiatura, i verbi, i tempi, i modi — per aiutarci a riscoprire come la vita in Cristo possa diventare una "grammatica dello Spirito", capace di orientare e illuminare ogni gesto, ogni scelta, ogni silenzio. Con stile chiaro e intenso, l’autore intreccia riflessione biblica, esperienza pastorale e intuizioni linguistiche, offrendo al lettore uno strumento prezioso per ritrovare il senso del proprio cammino di fede. Non una teoria, ma un esercizio spirituale quotidiano: perché il Vangelo non si declina solo con la voce, ma soprattutto con la vita. Roberto Pasolini parla ai credenti, ma anche a chi, pur non credendo, cerca parole che non siano vuote, ma capaci di esprimere una "grammatica- per la nostra storia.
Più di 200 lavoretti semplici e divertenti pensati per tutte le occasioni: Natale, Carnevale, Pasqua, Festa della mamma e del papà, compleanni, vacanze al mare e in montagna… Tanti oggetti da realizzare a casa, a scuola, da soli o in compagnia con: Riciclo; Carta e cartone; Stoffa; Elementi naturali; Plastilina. Età di lettura: da 3 anni.
In questo tempo così difficile dobbiamo lasciarci toccare il cuore dal grido dei popoli e dei poveri e pregare incessantemente per la pace. La compagnia quotidiana della Parola di Dio aiuta a non rassegnarci alla guerra, alla violenza e all’ingiustizia.
In un presente di follia di guerra, un futuro di interessi commerciali e un silenzio sociale assordante, padre Enzo Fortunato sottolinea che un’altra strada è possibile ed è quella di Francesco. Il Santo di Assisi ha comunicato usando tutti i mezzi a sua disposizione: la voce, la vita e l’inchiostro. La strada di Francesco non è quella dell’autoreferenzialità, del vaniloquio, della bulimia di notizie, ma una comunicazione di verità che lascia spazio a un ascolto che fa crescere le persone. Attraverso le piazze, le strade e le città che Francesco ha vissuto e amato, rileggiamo la sua vita e il suo messaggio: se Francesco fosse qui cosa direbbe? Cosa farebbe? A ottocento anni dalla sua morte, lasciamo fuori dalle nostre case la leggenda di Francesco e facciamo entrare le sue verità che sono la pazienza, il perdono, l’amore, in un itinerario ideale che ripercorre il viaggio e lo spirito dei francescani.
Dilexi Te è la prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV, documento incentrato sull’amore verso i poveri, in continuità con l’enciclica Dilexit Nos di Papa Francesco. Un testo rivolto a tutti i cristiani. «Avendo ricevuto come in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio - aggiungendo alcune riflessioni - e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri». «L’amore per i poveri è un elemento essenziale della storia di Dio con noi e, dal cuore stesso della Chiesa, prorompe come un continuo appello ai cuori dei credenti». Un’edizione speciale che si avvale della Guida alla lettura di Mons. Vincenzo Paglia.
In questo suo volume, "paradossale" già sin dal titolo, don Fabio Rosini ci propone un viaggio terapeutico per liberarci dalle assolutizzazioni e dalle banalizzazioni in cui spesso ci rifugiamo di fronte alle complessità della vita. Facendo leva su un punto fermo della fede cattolica, il principio dell’"et-et", l’arte cioè di tenere insieme gli opposti, di non escluderli, don Fabio, attraverso una serie di paradossi sani e utili, traccia una rotta per navigare in questa realtà incerta che è la vita, sopravvivendo alle derive imposte dal nostro appetito di sicurezza e di certezza che ci spinge a scorciatoie logiche, semplificanti, primordiali. Tante volte tramite un certo distacco, una sana autoironia, una proficua astinenza, una preghiera autentica che ci rimette al nostro posto, una santa pigrizia, una santa avarizia, una sana superficialità, la capacità di interrompersi e di contraddirsi, uno può dire: "Ma anche no", si può fare a meno, si può dimenticare, si può lasciar perdere. E soprattutto scoprire che la vera natura dell’equilibrio, dell’arte dell’"et-et", è la misericordia: senza misericordia tutto è falso e lontano da Dio, che di per sé è misericordia.
Oggi, alla luce del cambiamento di molti criteri della morale affettiva, sessuale, relazionale, anche la riflessione cristiana è continuamente interrogata. Qual è il senso della famiglia? Che cosa è una relazione familiare sana? Che cosa permette di costruire una sessualità adulta? Queste domande rimandano alle questioni di genere, di identità personale: il mondo delle relazioni si è fatto particolarmente fluido, e l’etica tradizionale non sa più dare risposte. Nell’esortazione apostolica C’est la confiance (2023), papa Francesco ha fornito un criterio preciso per un riorientamento della dottrina morale cristiana: «Il centro della morale cristiana è l’amore [...]. Alla fine, conta solo l’amore». Martin M. Lintner evidenzia in queste pagine tre aspetti sui quali è necessario riflettere: la questione dell’identità e del "genere-, il dramma delle violenze interne alle relazioni e degli abusi, la possibilità di declinare nel concreto il primato dell’amore. Quello che viene offerto è un percorso, a partire dal quale la Chiesa può ricominciare a dialogare con le persone, le coppie e le famiglie del nostro tempo.

