
Lo studio delle strutture fondamentali della conoscenza ha caratterizzato tutta la ricerca teoretica di Cassirer. Nell'imponente opera qui presentata il campo delle sue riflessioni si sposta dal mondo della scienza a quello dell'uomo. In entrambi i casi è fondamentale la funzione del linguaggio che, oltre a essere uno strumento di comunicazione, fa da tramite fra l'ambito delle impressioni e quello dell'oggettivazione. Questo passaggio avviene grazie all'espressione simbolica. Cassirer concepisce anche il mito, il linguaggio, la religione, l'arte come forme simboliche per mezzo delle quali lo spirito dà un senso al reale. Un'opera, che, mostrando la moltitudine di possibilità e i limiti della conoscenza e rifiutando ogni forma di dogmatismo acritico, incarna la crisi delle certezze che permea lo spirito del XX secolo.
La condanna a morte di Gesù raccontata come fatto storico in tutti i particolari delle vicende politiche e giudiziarie. Si tratta del processo più rilevante per la cultura europea occidentale, eppure poche sono le ricostruzioni dettagliate dell'accaduto. Questo libro colloca la più grande condanna a morte della storia nel suo contesto. Al centro del racconto ci sono le tensioni tra i conquistatori romani e i movimenti ebrei ribelli: protagonista quello degli Zeloti. La figura di Gesù è riletta in chiave temporale come quella di un grande capo carismatico.

