
«Guardavo la scena e non riuscivo a credere che una bulgara come me fosse seduta alla destra del presidente degli Stati Uniti.» Dalla Sofia degli anni Trenta alle macerie del dopoguerra, dall’esilio all’America del boom, fino alla Roma del giornalismo internazionale: Maria Kiselova Romersa racconta la propria esistenza come un lungo viaggio attraverso la grande Storia. Nipote del Generale Kiselov, eroe della Prima guerra mondiale, e figlia di un avvocato coinvolto nella diplomazia bulgara, Maria vede crollare in un solo giorno il mondo dell’infanzia: l’arresto del padre, la persecuzione comunista, la fuga, la povertà. Ma proprio da quel crollo nasce la sua seconda vita: costruita con il lavoro, la tenacia e l’incontro con Luigi Romersa, celebre giornalista e compagno di un’avventura umana e professionale straordinaria. Con lui, Maria incrocia figure che hanno segnato un’epoca - da Perón a Lyndon Johnson, da Tito a Salvador Dalí - e restituisce in queste pagine il ritratto vivido di un secolo in movimento.
Mons. Francesco Angelicchio è stato la prima vocazione dell'Opus Dei in Italia. Da studente si mantiene agli studi facendo la claque al teatro Eliseo di Roma con Alberto Sordi e Paolo Panelli. Combatte sul fronte jugoslavo, sfugge al rastrellamento delle Fosse Ardeatine, milita nell'Azione Cattolica e viene espulso dalla Dc. Dopo l'incontro con il fondatore dell'Opus Dei, san Josemaría Escrivá, viene ordinato sacerdote. Come direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI e responsabile del Centro Cattolico Cinematografico, entra in contatto con esponenti di primo piano di quel mondo: da Fellini, a Olmi, a Rossellini, a Pasolini, a Cavani. Lasciato l'incarico, va a dirigere per oltre venticinque anni una parrocchia alla periferia di Roma. In questa esauriente biografia, l'Autore racconta la vita del primo italiano dell'Opus Dei. Prefazione di Liliana Cavani.
Il rock è storia. Di più: il rock ha cambiato la storia del mondo. E continua a farlo, come raccontano queste pagine dove, con il rigore dell'inchiesta giornalistica, s'intrecciano la conquista della Luna e Woodstock, il Vietnam e John Lennon, il killer di JFK e Bob Dylan, il Sessantotto e i Rolling Stones, le nuove rivelazioni sulla misteriosa morte di Jim Morrison, la pacificazione della Giamaica e Bob Marley, la Generazione X e Kurt Cobain, il Bataclan e gli U2, Bruce Springsteen e Trump. Ricco di aneddoti, di star, di personaggi rimasti finora nell'ombra, di verità ufficiali smontate dai retroscena, questo è un libro in cui ciascuno può ritrovarsi, perché il rock è anche la colonna sonora della nostra memoria.
Ogni religione ha i suoi demoni. La storia del cristianesimo non può dunque essere disgiunta da quella della demonologia. In questo saggio laico, molto documentato, la lotta tra il Bene e il Male viene ripercorsa in tutte le sue sfaccettature: dagli interventi dei Papi (compreso lo stesso Francesco) alle eresie, dalle discussioni sulla natura dei demoni alla caccia alle streghe, dalle controversie teologiche alla contrapposizione tra illuminismo e oscurantismo, dalla rappresentazione artistica del demonio nel passato al marketing demoniaco di oggi. Duemila anni di storia, dall'ascesa alla caduta del Diavolo in Occidente. Un'ascesa legata al trionfo del cristianesimo, una caduta legata alla progressiva secolarizzazione della nostra società, per cui la morte del Diavolo e quella di Dio, ancora in corso, risultano intimamente connesse.
Un mago come Harry Potter, l'amico immaginario di Benedetta, ma anche la sua seconda identità, quella che assume quando è in ansia e ha paura. L'idea della madre Gabriella è quella di aprire una casella di posta per scrivere a Benedetta sotto le mentite spoglie del maghetto di Hogwarts. Nasce così un nuovo metodo educativo: la corrispondenza tra un amico immaginario e una ragazza autistica per parlare di piccoli problemi quotidiani e per poi saperli affrontare, come il cibo, la pulizia, ma anche i sentimenti, le paure e le ansie. E funziona. La magia delle parole scritte crea un ponte per entrare nella realtà di Benedetta che ha bisogno di certezze e di essere rassicurata.
Che cosa ne è stato delle Bestie di Satana, i ragazzi lombardi responsabili di uno tra i più efferati fatti di cronaca nera degli ultimi anni? Hanno scontato la loro pena? Si sono pentiti dei loro delitti? Gabriele Moroni, inviato speciale del "Giorno", torna sulle tracce degli assassini e fa il punto: qualcuno ha abbracciato la religione, c'è chi si dedica alla musica e compone canzoni, chi ha scritto le sue memorie in un libro e chi si è laureato. Un libro inchiesta che, attraverso testimonianze dirette, lettere, diari, confessioni, atti giudiziari e conversazioni intercettate dagli inquirenti, fa parlare le persone la cui vita si è intrecciata con le cronache dell'orrore e indaga sulle sette sataniche, fenomeno in continua crescita nel nostro Paese.
Il 16 giugno 2002 Padre Pio da Pietrelcina viene proclamato santo da papa Giovanni Paolo II che, per sintetizzarne l'intera esistenza, apre l'omelia con un passo del Vangelo di Matteo (11,30): "Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero". Il giogo evoca, senza ombra di dubbio, le molte prove a cui fu sottoposto, in vita e dopo la morte, l'uomo che il popolo dei fedeli avrebbe voluto "Santo subito". Questa biografia, una vera e propria inchiesta sulla vita di San Pio da Pietrelcina, accende i riflettori sulle molte persecuzioni che dovette subire, dentro e fuori la Chiesa, da parte dei suoi stessi confratelli e di alte cariche ecclesiastiche; un'indagine sui documenti spariti, sugli ostacoli nel processo di canonizzazione, sulle omissioni e sui silenzi attorno alle sue stigmate. Ne emerge un ritratto a tutto tondo non solo del Santo ma anche del mondo in cui si trovò a vivere e a compiere la sua missione evangelizzatrice. Padre Pio ha vissuto tra anime buone e peccatori, preti in malafede e papi illuminati, malpensanti e fedeli devoti; la sua figura di mistico capace di costruire grandi e concrete opere di carità, anche nonostante incursioni di menti criminali, ha diviso e fatto discutere. E continua a farlo. Complete dei documenti segreti che vennero esclusi dal processo di canonizzazione, queste pagine aiutano a capire come e perché il figlio di un'umile famiglia di contadini è diventato, per il mondo, simbolo di sofferenza e di salvezza.
Nel secondo dopoguerra si è diffusa e radicata la "leggenda nera", che vede la Chiesa cattolica in primo piano nel sistema di copertura e protezione dei criminali di guerra nazisti in fuga. Nessuno è stato risparmiato: né Papa Pio XII, né i suoi più diretti collaboratori, né gli organismi umanitari, né le diocesi, né le associazioni ecclesiali. Tuttavia, l'apertura di nuovi archivi tedeschi, croati, italiani, argentini, statunitensi ha permesso l'avvio di altre ricerche più approfondite sul fenomeno. È in questo contesto che si colloca l'opera di Pier Luigi Guiducci. Grazie a un lavoro decennale, l'autore è riuscito a differenziare in modo molto chiaro le varie realtà presenti all'interno dell'enorme flusso migratorio dell'epoca, a fare il punto sulle specifiche responsabilità (area pubblica, privata, religiosa, iniziative a titolo personale), a cancellare ogni dato romanzato, a far emergere l'influenza avuta da determinate cabine di regia, sia quelle note e mai evidenziate sia quelle rimaste in ombra per decenni. È riuscito, poi, a far luce su un disegno umanitario della Chiesa che, mentre erano in corso gli accertamenti di responsabilità per crimini di guerra, ha cercato di evitare il prolungarsi di fatti di sangue, ma soprattutto di tutelare le migliaia di persone innocenti colpite dal conflitto e dalle sue conseguenze.

