
Il libro propone una lettura parallela di due grandi questioni della storia della Chiesa alto medievale: il discorso contro gli spettacoli (II-V sec.) e la querelle tra iconoclasti e iconofili (VII-IX sec). L'intento è comprendere se al fondo delle singole argomentazioni esista una struttura di pensiero comune e condivisa, e se questa struttura possa essere intesa come una compiuta e articolata "teoria cristiana della rappresentazione". In che modo la condanna di ogni forma di spettacolo può coesistere con la strenua difesa delle icone e del loro culto? Per quali ragioni i Padri della Chiesa vietano gli idoli, ma esortano l'uomo a essere attore della propria vita? L'analisi dei concetti di dramma e di immagine, condotta sulle fonti patristiche, dimostra che l'idea cristiana di rappresentazione è segnata da un'incolmabile distanza rispetto al pensiero greco-ellenistico. Spettacolo e dramma, spettatore e sguardo, attore e azione assumono un nuovo significato; immagine, icona, relazione e somiglianza, vedere e rappresentare sono termini che rimandano a nuovi presupposti epistemologici. Fondato sul paradosso dell'incarnazione che unisce l'invisibile al visibile, il pensiero cristiano comporta una vera e propria rivoluzione della visio e dell'actio. Una rivoluzione teorica decisiva per comprendere il vasto capitolo del "teatro cristiano", fiorito nell'Europa medievale a partire dal X secolo.
La filosofia in età moderna spesso confonde e rimette in discussione divisioni disciplinari certo non incrollabili, ma sicuramente solide, in particolare nei confronti della teologia. I filosofi elaborano prove dell'esistenza di Dio, meditano sugli attributi divini, si interrogano sull'esistenza dei miracoli e dei demoni, discutono accanitamente di teodicea. È possibile individuare segni di un loro interesse anche a proposito della figura di Cristo? Una figura che, a motivo della relazione tra natura umana e natura divina che costitutivamente comporta, ben si presta a un discorso non esclusivamente teologico, ma filosofico, con risvolti morali ed etico-civili. E la riflessione sul cuore della struttura dogmatica del Cristianesimo (Trinità, Incarnazione, Redenzione), sulle sue articolazioni, sulla vita terrena di Gesù, in che misura interagisce poi con gli sconvolgimenti determinati dalla Riforma protestante? I saggi raccolti in questo volume cercano di recare chiarimenti e contributi interpretativi su un argomento che conferma una volta di più l'ampiezza di prospettiva della filosofia in età moderna.
La figura di Eckhart - il domenicano tedesco dei tempi di Dante, che ricevette dai contemporanei quell'appellativo di "magister", "Meister", che è diventato quasi il suo nome proprio - e che è universalmente considerato la massima autorità spirituale dell'Occidente cristiano, viene qui presentata nella sua realtà storica, ma con lo sguardo rivolto soprattutto alla sua attualità. In un tempo come il nostro, infatti, in cui le religioni spesso non corrispondono al bisogno di verità, di spiritualità dell'uomo contemporaneo, che va cercando inutilmente rifugio nelle mille e una psicologie, acquista straordinario interesse l'insegnamento sempre vivo di questo amico "Lebe-und Lesemeister", maestro di vita e non solo di dottrina, come lo definì Heidegger, sul "fondo dell'anima" e la beatitudine che è in esso.
La battaglia tra tedeschi e alleati lungo la linea Gustav che di lì a poco avrebbe portato alla distruzione della celebre Abbazia di Montecassino era stata preceduta da un'altra battaglia, quella combattuta affinché gli inestimabili tesori custoditi nella badia benedettina rimanessero patrimonio dell'umanità. È questo episodio che si vuole riproporre nel presente libro, alla luce di documenti e testimonianze che sollevano più di un interrogativo sulla "versione" ormai consacrata da decenni del salvataggio delle opere d'arte. Dopo essere venuti per caso fortuito a conoscenza di questi documenti, ora all'Imperial War Museum di Londra, gli autori hanno deciso di vederci più chiaro e da lì è cominciata la loro ricerca. Da giornalisti, quali sono, e non da storici come non ci si può improvvisare. Nel tentativo di capire meglio quei fogli, i silenzi, le interpretazioni, sono entrati in una realtà che a settant'anni di distanza ancora cerca una sua definizione e che ancora vive di emozioni, di ricordi mai sopiti. È stato così che, immergendosi nelle infinite sfaccettature di questa "battaglia", altre storie sono emerse, storie di persone ,di scelte difficili e coraggiose, che ricordano uno dei periodi più terribili dell'Italia in guerra, fatto di ingordigie e di interessi.
Residuo d'un lavoro, vagheggiato fin dalle prime esperienze giovanili maturate nell'Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli (1947-52), L'Europa di Croce, il cui punto di riferimento principale è la Storia d'Europa nel secolo decimonono (1932), intende - al di là delle vicende narrate - segnare le linee essenziali del tracciato dell'Europa moderna, seguito nell'intreccio tra la molteplicità irriducibile dei "contenuti" culturali, e l'assunzione della "forma", del "dover essere", capace di integrare quei "contenuti", storicamente e socialmente condizionati. È il problema, tanto dibattuto e contrastato della generazione seguita al Dilthey, all'avvento delle "scienze umane" o "scienze dello spirito", che hanno prodotto una frattura sostanziale nella storia del pensiero occidentale, una fase che ha inizio da più d'un secolo, con in più, ai giorni nostri, l'esigenza d'una risposta intuitiva di immediata comprensione.
La caratterizzazione culturalmente plurale delle società odierne è ormai un fatto, con tutto il suo bagaglio di effetti positivi e negativi, sviluppi possibili e conflitti. Il presente volume intende offrire un'introduzione alle questioni teoriche e pratiche che si articolano a partire da questa realtà, cercando di dare una visione articolata di questa sfaccettata tematica. Il volume è composto di tre parti: nella prima sono raccolti interventi più corposi che danno conto dei diversi modi in cui la riflessione intorno alla differenza culturale e alle sue implicazioni etiche e politiche si è sviluppata, soprattutto relativamente alle seguenti questioni: esiste un piano neutro, universale, o anche solo valido a livello intersoggettivo, sulla cui base si può discriminare tra diverse pratiche? C'è qualcosa come l'identità nazionale che va difesa? O si deve invece favorire la tutela delle diverse identità culturali? Nella seconda si ripercorre lo stesso dibattito, a partire da alcuni concetti chiave che lo caratterizzano. Nella terza vengono discussi alcuni casi concreti.
L'obiettivo del volume non è stato solo la ricostruzione della storia della scuola italiana dall'Ottocento ai giorni nostri, ma sì è altresì cercato di delineare come l'istituzione scuola si sia costituita nella civiltà occidentale e mediterranea e si sia concretata come formazione della persona e del cittadino, e non solo come una semplice trasmissione di conoscenze giudicate fondamentali. Sotto tale profilo, l'istituzione educativa, dai gradi minori fino all'università, si è rivelata determinante per il processo di civilizzazione sino a quando ha saputo coniugare insieme lo spirito dell'educazione e la validità dei contenuti, influendo sulla storia della Penisola e, a sua volta, recependone le svolte e i rivolgimenti. La storia dell'istituzione scolastica si è manifestata allora un tutt'uno con la storia civile. In particolare, nel volume non sono mancate le illustrazioni legislative sì che il lettore possa comprendere i programmi e gli intenti legislativi soprattutto dall'Unità ai giorni nostri.
Il lavoro segue tre percorsi di ricerca che indagano ed evidenziano l'instabilità costitutiva e permanente del testo sceneggiatura. Un'instabilità vitale, dinamica che sostanzia la natura, la pratica, il graduale farsi della scrittura per il cinema. Il primo percorso è di taglio storico e ripercorre la formazione della scrittura destinata al cinema, affrontando il passaggio dal muto al sonoro, con particolare attenzione al cinema delle origini, al cinema realizzato nell'ambito dello studio system, al cinema in Italia. Il secondo percorso è di natura teorica e indaga l'oggetto da diversi punti di vista, con la possibilità di ascriverlo al campo d'indagine dei Visual Studies, affrontarne la molteplicità dei livelli significanti, aprendosi alla nozione di intertestualità e ipotizzando per la scrittura per immagini un primo originario fondamento nel concetto di immagine-idea. Il terzo percorso è un tentativo di analisi intertestuale di alcuni film che, già sulla carta, si ispirano al romanzo Delitto e castigo di Feodor Dostoevskij: Pickpocket di Bresson, Taxi Driver di Scorsese, Salto nel vuoto di Marco Bellocchio.
Che laici e cattolici, in bioetica, si trovino spesso su posizioni opposte è un fatto noto, ma la ragione per cui ciò accade costituisce un tema notoriamente controverso, su cui soprattutto nel nostro paese è in corso un annoso confronto, che oppone i teorici della diversità paradigmatica fra le due bioetiche a coloro che invece, a vario titolo, la negano o la minimizzano. Considerata l'importanza cruciale del tema, il volume offre un quadro aggiornato del dibattito in corso, presentando un percorso storico e teorico che si configura come un contributo originale a una questione ineludibile della bioetica del nostro tempo e, di riflesso, della società italiana in generale. La questione, infatti, investe non solo la dimensione conoscitiva e la riflessione etico-culturale, ma presenta inevitabili ricadute anche sul piano pratico e politico.
L'etica ambientale nasce negli anni Settanta del Novecento nell'incrocio degli interessi dell'etica applicata con la nuova sensibilità nei confronti della natura. Il volume presenta i principali nuclei tematici della disciplina introducendo le concezioni etiche che hanno spiegato il valore degli ambienti naturali e affrontando in particolare il ruolo dell'essere umano e l'antropocentrismo. Discute i temi attuali del cambiamento climatico e si interroga su quali siano gli obblighi che abbiamo nei confronti delle generazioni future e su come possano essere fatti pesare sulle nazioni. Esamina inoltre l'estetica ambientale e la sua relazione con l'etica, la posizione delle religioni sul tema dell'ambiente e le diverse concezioni etiche che hanno riportato dentro i confini della morale gli animali. Questo libro è il primo a fornire un quadro completo dell'etica ambientale in italiano, analizzando i temi concreti e riconducendoli alle fonti dei nostri scrupoli morali, al valore che attribuiamo alla natura, al ruolo della tecnologia e alle richieste della giustizia.

