
Tra storia e invenzione, questo libro racconta vicende e uomini che hanno animato il concludersi del Secondo Millennio. Una narrazione documentata del tempo generazionale che va dagli inizi della Seconda guerra mondiale alle attuali attese i tempi che ognuno spera nuovi.
L'insegnamento della Geometria descrittiva potrebbe, o dovrebbe, subire una trasformazione tale da tener conto dell'introduzione dei metodi informatici anche se non è il mezzo a determinare la conoscenza ma il modo di usarlo che ne definisce la validità, pertanto i fondamenti teorici insegnati in modo tradizionale sembrano, a tutt'oggi, essere i termini 'sine qua non' per capire e rappresentare la 'forma'... ma anche la sostanza delle cose.
Viene qui presentato, in edizione critica, un manoscritto finora del tutto sconosciuto, rintracciato presso la Biblioteca Casanatanse di Roma, databile intorno al 1621 - 1622. Si tratta, allo stato attuale delle conoscenze, della prima guida artistica di Roma redatta, con criteri rigorosamente scientifici, da un autore (rimasto purtroppo sconosciuto) particolarmente informato sul patrimonio artistico di cui fa menzione. L'opera diviene cosí un testo prezioso per la conoscenza di molti dipinti romani dell'epoca, su cui non manca di produrre precisazioni, confermando attribuzioni dubbie o addirittura proponendone di nuove.
L'inizio di questa esposizione sull'archivio centrale della Santa Sede, l'Archivio Segreto Vaticano, mi viene suggerito da una celebre frase di Tertulliano, riguardante Gesù Cristo sotto il profilo etnico-religioso, nella quale c'è un riferimento anche agli archivi romani: "E tuttavia, come avrebbe potuto Gesù Cristo essere ammesso nella sinagoga, cosí all'improvviso, cosí ignoto, tanto che di lui non si conosceva con certezza neppure la tribù, il popolo, la famiglia, e infine la posizione nel censimento di Augusto, censimento che gli archivi romani custodiscono come veridica testimonianza della nascita di Cristo?". Il riferimento è quanto mai suggestivo ed interessante, anche se la notizia anagrafica non è più verificabile a causa delle ingenti distruzioni, saccheggi, perdite subite nel corso dei secoli dagli archivi delle antiche civiltà, ivi compresi quelli di Roma. Restano immutati tuttavia il significato e il valore della testimonianza, dalla quale emergono, come in genere da tutte le fonti documentarie, quanti e quali possano essere gli elementi di prova, conferma o meno, riscontrabili negli archivi, nell'ambito della ricerca storica.
Il percorso dell'ambiguità nel quale si muove Pavel Aleksandrovic Florenskij (1882-1943), autore dei saggi sull'arte che sono qui presentati, è quello della verità dell'essere spirituale (l'uomo come persona vivente), che si cela dietro apparenza della realtà (l'uomo come spettatore), ma molto più spesso attraversa la stessa apparenza, sia essa l'inganno percettivo dell'illusione ottica o «l'immaginario matematico».

