
I progressi raggiunti in ambito farmacologico e psicosociale negli ultimi decenni hanno reso possibile la gestione clinica di quadri psicopatologici complessi; disturbi che rientrano nell'area delle psicosi o dei disturbi gravi di personalità sono ora oggetto di trattamento, e non soltanto di semplice contenimento. Ma è sufficiente questo per consentire ai nostri pazienti di raggiungere la migliore qualità di vita per loro possibile? I pazienti gravi sono accomunati da importanti difficoltà in ambito lavorativo e relazionale, nella cura di sé così come nella gestione del proprio spazio. Non basta più cercare la remissione sintomatologica per permettere al paziente un miglior funzionamento sociale. Questo manuale di psico-educazione è rivolto a tutti coloro che operano nell'ambito della salute mentale pubblica. Lo scopo è quello di fornire uno strumento di intervento agile finalizzato all'incremento del funzionamento sociale compromesso, a volte in modo significativo, nei pazienti gravi. Oggi è possibile parlare di miglioramento del funzionamento anche nei pazienti più complessi in quanto anni di osservazione hanno permesso di considerarli non necessariamente destinati ad un progressivo deterioramento. Diverse reviews hanno mostrato che pazienti con disturbi mentali gravi possono andare incontro a una remissione dei propri malfunzionamenti. Lo strumento che proponiamo fornisce le indicazioni per realizzare e gestire una piccola comunità di apprendimento di tutte quelle operazioni mentali che sottendono le "competenze" sociali di una persona (ad esempio, abilità cognitive di base e metacognitive). Il protocollo di intervento ha come scopo quello di portare i pazienti a sapersi interrogare in gruppo sulle proprie capacità relazionali e di fronteggiamento delle difficoltà quotidiane, a poter valutare le proprie abilità di ragionamento, anche in funzione delle condizioni psicopatologiche del momento o della terapia farmacologica assunta. E la psicoeducazione si è dimostrata nel tempo una modalità efficace, anche per incrementare e valorizzare le risorse dei pazienti.
La psicoterapia è più efficace quando si concentra in modo particolare sul contatto emotivo. Questo è quanto sostiene Susan M. Johnson in questo volume, attingendo alle più recenti ricerche sull'attaccamento, e rivalorizzando allo stesso tempo il contributo di pionieri come John Bowlby, Carl Rogers e Harry Stack Sullivan. Dopo aver presentato una sinossi sulla teoria dell'attaccamento e una prospettiva analitica dello sviluppo della personalità e della regolazione affettiva, la Johnson, evidenziando le implicazioni di questa teoria sulla pratica generale della psicoterapia, mostra come la terapia focalizzata sulle emozioni (Emotionally Focused Therapy - EFT) si allinei perfettamente con la teoria dell'attaccamento, fornendo tecniche collaudate per il trattamento dell'ansia, della depressione e dei problemi di relazione. Per ogni modalità (setting individuale, di coppia e familiare) sono analizzati i concetti chiave, presentati in modo approfondito attraverso numerosi casi clinici. Di particolare utilità è, alla fine di ogni capitolo, la presenza di esercizi e domande di approfondimento.
La diffusione capillare delle ICT (Information and Communication Technologies) all'interno dello spazio sociale, nonché la loro implementazione strutturale in tutti i settori della vita pubblica e privata, culturale e produttiva, sono fenomeni costitutivi dell'evoluzione delle società industrializzate tra XX e XXI secolo, il cui significato e le cui conseguenze sono sempre più al centro degli interessi delle scienze umane. Diviso tra coloro che interpretano i processi di digitalizzazione in piena continuità con il passato, e coloro che vedono nelle attuali trasformazioni tecnologiche una vera e propria mutazione antropologica, il dibattito umanistico non smette di interrogarsi sui tratti costitutivi dell'esperienza digitale, sui problemi, sulle potenzialità e sulle sfide teoriche che essa pone ai campi di studio tradizionali. I contributi raccolti nel volume, di impostazione disciplinare e teorica differente tra loro, focalizzano l'attenzione su aspetti diversi ma strettamente intrecciati di un fenomeno unitario. Dal significato globale delle tecnologie informatiche alle loro più vaste implicazioni antropologiche, dalle nuove forme di soggettivazione fino alle frontiere dell'automazione nei settori lavorativi, educativi e medici, i saggi inclusi nella raccolta intendono mettere in luce la complessità di una trasformazione ancora in corso, da pensare in tutta la sua portata.
Il volume si inserisce in un vasto programma di ricerca, avviato nel 2017, sul fenomeno religioso in Italia. Attraverso la voce degli intervistati, il testo narra come l'esperienza religiosa e spirituale prende forma nella vita quotidiana e si declina in una pluralità di espressioni, investendo dimensioni come la famiglia, il lavoro, il tempo libero, l'intero sistema delle relazioni sociali. Un tratto peculiare emergente è lo stretto nesso tra valori e religiosità: la religione dei valori diffusi.
Dopo venticinque anni dalla ricerca su La religiosità in Italia di Vincenzo Cesareo, Roberto Cipriani, Franco Garelli, Clemente Lanzetti e Gianfranco Rovati (Mondadori, Milano, 1995), questa nuova indagine presenta una rilevante novità: l'approccio non è stato solo quantitativo (mediante somministrazione di un questionario a un campione statisticamente rappresentativo dell'intera popolazione italiana, costituito da 3238 intervistati, di cui dà conto in particolare Franco Garelli nel suo Gente di poca fede. Il sentimento religioso nell'Italia incerta di Dio, il Mulino, Bologna, 2020), ma ha avuto anche un carattere qualitativo, attraverso interviste del tutto libere oppure semiguidate a un insieme di 164 soggetti, opportunamente scelti sul territorio nazionale (seguendo criteri non lontani dal quadro demografico complessivo). Ne risulta uno scenario assai variegato e intrigante che attesta la persistenza di forme di credenza e ritualità, ma apre anche prospettive problematiche sul futuro della fede. Sono esaminati soprattutto i temi della vita quotidiana e festiva, della felicità e del dolore, della vita e della morte, della rappresentazione di Dio, della preghiera, dell'istituzione religiosa e di papa Francesco.
Questo volume presenta un articolato approfondimento dei temi emersi dalla ricerca nazionale quali-quantitativa sulla religiosità in Italia portata avanti tra il 2017 e il 2018, che ha coinvolto molti poli universitari e centri di ricerca e mobilitato diversi studiosi del nostro Paese. È anche una sorta di esperimento di sinergia metodologica, perché ha messo insieme approcci, tecniche, metodi ? alcuni tradizionali e altri più innovativi ? al fine di evidenziare limiti e potenzialità di un modo di fare ricerca il più possibile aperto a diverse prospettive analitiche e mirato a cogliere, weberianamente a "comprendere", l'odierna complessità del credere. Attraverso il percorso proposto, il testo vuole valorizzare la pluralità: diversi approcci, plurimi attori e molteplici forme del credere. Infatti, se è vero che nella moltiplicazione delle possibilità esplicative, osservative ed esperienziali si rischia di smarrire il senso dell'unità e di alimentare l'incertezza, è anche vero che soltanto con una prospettiva polisemica e multidimensionale si possono cogliere in profondità le sfumature dei fenomeni più complessi.
In questo lavoro, l'autore prova a dare risposte a quesiti come: è possibile definire e rappresentare il territorio per mezzo di una visione multi-disciplinare? Che ruolo ricopre e quali obiettivi deve perseguire il marketing nella pianificazione territoriale? L'ultimo decennio, a causa di crisi finanziarie e guerre civili è stato caratterizzato da flussi migratori che hanno contribuito a ridefinire gli spazi urbani e i rapporti tra questi e le aree rurali e costiere. Lo stesso periodo segna l'avvento della sharing economy, che contribuisce a facilitare la mobilità di viaggiatori alla ricerca di relazioni con i territori e le comunità, al fine di soddisfare bisogni funzionali, narrativo-simbolici ed esperienziali. Queste tendenze rappresentano le facce della stessa medaglia. Infatti, se da un lato i flussi migratori contribuiscono a ridefinire, spazialmente e abitativamente, le aree "marginali" e quelle periferiche delle grandi città, i flussi turistici segnano gli elementi identitari dei territori, provocando, in alcuni casi, fenomeni distorti di "gentrificazione". La reazione a queste tendenze è lo sviluppo degli interessi, politico-territoriali e scientifici, verso le aree "marginali", che si prestano a divenire laboratori di sperimentazione di forme di "innovazione sociale" per contribuire ad invertire le tendenze sociodemografiche ed economiche e sostenere, anche grazie al diretto impegno delle comunità, le azioni di tutela ambientale. È su questa base che il lavoro cerca di proporre al lettore elementi per una lettura delle dinamiche territoriali, utile a supportare i processi di pianificazione in ottica di sostenibilità.
Il volume si propone di descrivere i diversi Disturbi del neurosviluppo, alla luce del nuovo inquadramento del DSM-V, e di esaminare i possibili trattamenti specialistici e interventi didattici tenendo conto delle indicazioni scolastiche definite dalle normative vigenti. All'interno del libro vengono inseriti alcuni disturbi di questo nuovo raggruppamento, come la Disabilità intellettiva, i Disturbi della comunicazione, i Disturbi dello spettro autistico, il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e il Disturbo specifico dell'apprendimento (DSA).

