
Lo schema di costituzione dogmatica "' De Beata Maria Virgine Matre Dei et Matre hominum". conobbe otto travagliate redazioni, prima di essere approvato, il 20 giugno 1962, dalla commissione centrale preparatoria del Concilio Vaticano I1. Dopo aver sottolineato lo stretto legame tra Cristo e Maria, lo schema illustra il posto che la la Madre di Dio e degli uomini occupa nella Chiesa, grazie al suo consenso al compimento della Redenzione. Su questa cooperazione con Cristo all'opera della Redenzione si basano i titoli con cui si è soliti esprimere l'unione della Beata Vergine Mar d con Cristo, a cominciare da quello di Mediatrice di tutte le Grazie. Il testo ricorda por singolari privilegi della Madre di Dio: l'Immacolata Concezione e l'Assunzione in Cielo in anima e corpo e la sua gloria verginale nel parto. Da questi privilegi deriva la singolarità della dignità della Madre di Dio e del culto mariano a Lei dovuto.
11 10 novembre 1962 Papa Giovanni XXIII stabili che lo schema mariano fosse stampato distribuito ai Padri, ma pochi documenti erano destinati a suscitare nell'aula conciliare tante discussioni e rifacimenti come questo. Il testo su Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa, inserito come capitolo VIII della costituzione dogmatica Lumen Gentium, era ben diverso, per il suo minimalismo, da quello originario. Oggi uno dei punti di partenza per una rinascita del movimento mariano può essere il il primitivo schema De Beata Maria Virgine, con la riattribuzione alla Madonna dei titoli di Corredentrice e Mediatrice universale di tutte le grazie che le spettano in quanto Madre di Dio.
testo integrale in latino viene presentato per la prima volta con una traduzione italiana, a fronte, preceduto da una prefazione del prof. Roberto de Mattei.
Tra i teologi che nel XX secolo hanno sostenuto con maggiore scienza e ardore t titolo di Maria Mediatrice e quello, ad esso strettamente connesso, di Corredentrice, spicca il padre gesuita José María Bover Oliver. Il suo sintetico libro che presentiamo con il titolo di Maria Mediatrice è una chiara espressione della sua cultura teologica, filosofica e biblica e della sua profonda pietà personale. In queste pagine l'autore dimostra, con argomenti irrefutabili, come la Mediazione universale di Maria sia conseguenza necessaria della sua dignità e del suo ufficio di Madre di Dio, del Redentore e dell'intera Famiglia del Padre Celeste.
Padre José María Bover oliver nacque a Vinaroz (Castellón de la Plana), in Spagna, il 15 luglio 1877. Studiò alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e, dal 1912 al 1953, insegnò Sacra Scrittura nella Facoltà teologica del Collegio Máximo di Barcelona. Fu cofondatore, nel 1940, dell'AFEBE (Asociación para el fomento de los estudios biblicos en España) e della Sociedad Mariológica Española.
Nel 1941 Pio XII lo nominò membro della commissione scientifica incaricata di preparare la definizione dogmatica dell'Assunzione della Vergine Maria e consultore della Pontificia Commissione Biblica. Dopo una vita religiosa esemplare, padre José Bover morí santamente a Sant Cugat del Vallès. I suoi numerosi studi sulla Mediazione e sulla Corredenzione di Maria approfonditi nei Padri della Chiesa, nella Sacra Scrittura, e nella liturgia gli procurarono fama internazionale e gli valsero l'appellativo di "patriarca dei mariologi spagnoli".
Lo spirito familiare nello Stato e nella società apparso nel 1910 a Lille con il titolo L'Esprit Familial dans la Maison, dans la Cité et dans l'Etat, è tratto dal secondo volume de Il problema dell'ora presente: Antagonismo di due civiltà, una grande opera che espone la teologia della storia di mons. Delassus, pubblicata nel 1904, con una lettera di elogio del cardinale Rafael Merry del Val.
Nel quadro dell'attacco crescente alla famiglia e alla società intera, le Edizioni Fiducia propongono un'edizione critica dell'opera di mons. Delassus, curata da Fabio Fuiano e preceduta da un'introduzione di Roberto de Mattei, per mettere a disposizione dei lettori un vero e proprio tesoro della letteratura cattolica del XX secolo.
La fiducia è una grazia spirituale che può essere definita come una speranza rinvigorita dalla fortezza. La fiducia ci dà la certezza di essere esauditi nelle nostre preghiere e la prima cosa che dobbiamo chiedere è proprio la fiducia, che ci farà infallibilmente ottenere tutti i beni spirituali che chiediamo e e anche quelli materiali, nella misura in cui non pregiudichino beni spirituali, a cUi tutto deve essere ordinato. L'immagine della Madonna della Fiducia che si venera nel Seminario romano ci esprime nel suo sguardo affettuoso e consolante questa verità: nulla è negato a chi nella Madonna confida. Tutto, in Lei e per Lei, ci è possibile.
Luce di Roma cristiana nel diritto apparve nel 1943, quando mons. Alfredo Ottaviani non era ancora cardinale e rivela la chiarezza e il coraggio di un grande difensore dei diritti della Chiesa. Il cardinale Ottaviani fu giurista raffinato, autore di un'opera fondamentale in 2 volumi "Istitutiones iuris publici ecclesiastici"
La purezza è ancora una virtù? La parola peccato ha ancora un senso? Martiri della purezza è un testo che ci invita a porci queste domande, riportando alla memoria le storie di tante giovani donne, vissute in epoche e luoghi diversi, che hanno testimoniato, con la loro vita, l’amore alla virtù della purezza e l’odio del peccato. Molte sono state le “seguaci” di sant’Agnese nei primi secoli della Chiesa ma nessun secolo ha visto tante martiri della purezza come il Ventesimo. Ciò significa che nel cuore di tante donne e uomini, l’anelito alla purezza del corpo e dell’anima e il profondo desiderio di una radicale integrità nella professione della fede e della morale non si è spento. È questo lo spirito che ha animato la composizione di un libro dedicato alla purezza, in cui sedici donne ci illustrano la vita e la morte di altrettante martiri della purezza. In un secolo immerso nell’edonismo e nel relativismo, gli esempi di queste donne emanano un profumo di virtù e di bene che ancora si sente nei luoghi dove esse hanno vissuto e versato il loro sangue.
Il libro, a cura di Virginia Coda Nunziante, raccoglie i contributi di: Caterina Maria Vittoria Arrigoni, Katarzyna Bienias, Carla Costa, Marilena D’Addio, Chiara Dolce, Giusy Fiore, Elisa Flamini, Elvezia Larosa, Maria Madise, Agnese Mastroberti, Maria Chiara Mastroberti, Bedrie Perja, Sara Sanna, Anna Maria Serra, Cristina Siccardi, Iolanda Tallarico, Maria Pia Trogu. La scelta iconografica è stata curata da Fabiola Chay.
“Nella grande Esposizione internazionale di Parigi, del 1900, una vasta Galleria fu dedicato al radicale evoluzionismo. Una enorme scritta lo additava all’ammirazione del pubblico, ammonendo che riallacciare l’uomo a tutta la catena degli animali inferiori, mentre sconvolgeva la fantasia, era l’unica ipotesi che appagava la ragione. Dopo oltre un secolo di insistenza e di divulgazione sull’origine totalmente evolutiva delle specie e dell’uomo, la fantasia non è più sconvolta e trova, in genere, la cosa assolutamente naturale. Ma è appagata la verità scientifica e la ragione? O, rispetto a quella scritta, si sono invertite le parti? Di fronte ai grossi ed eruditi volumi sull’argomento, questo libretto mira al solo vantaggio di presentare in modo concentrato la problematica essenziale, per facilitare l’orientamento del lettore”. (Pier Carlo Landucci)
In questo sintetico studio mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986) che oltre ad essere un grande teologo fu un filosofo della scienza profondo e documentato, sottopone la teoria dell’evoluzionismo al vaglio di una rigorosa analisi scientifica e filosofica, dimostrandone l’inconsistenza e anticipando molti risultati del dibattito critico contemporaneo.
"Roma! Nome pieno di mistero. Dal momento che codesto nome si levò sulle nazioni, nessuna voce l'ha mai pronunziato senz'odio o senza amore, e non si sa se maggiore sia stato l'ardore dell'odio, o la passione dell'amore. Mentre la vanità dello spirito moderno si vanta di conciliar tutto, l'odio e l'amore di Roma continuano la loro lotta, più aspra che mai. L'odio fa scorrere il sangue; l'amore è inesauribile; e la lotta finirà soltanto alle soglie dell'eternità, col trionfo dell'amore. Fino a quel momento l'odio apparirà vittorioso; tuttavia esso è vinto. La sconfitta dell'odio sta nel suo persistere, nel perseguire invano quella vittoria della morte che lo libererà da se stesso. Roma vivrà; i nemici non saranno affatto alleviati dal peso della sua gloria."
E' stato scritto che dall'elezione di Jorge Mario Bergoglio a vescovo di Roma e pontefice di tutta la Chiesa "nulla è stato più come prima".
Cosa è veramente successo? In questi anni, mentre è cresciuta esponenzialmente la popolarità del nuovo Papa, non è altrettanto cresciuta la popolarità della Chiesa o del messaggio cristiano. Gli indici di vitalità della compagine ecclesiale sono sempre più in ribasso. Sembra che si sia verificata una sorta di sovrapposizione del Papa rispetto alla Chiesa, quando non una vera e propria presa di distanza di Francesco dalla Chiesa così come conosciuta finora. Il libro riflette in modo critico sugli assunti portanti dell'insegnamento di Papa Francesco, in materia di fede e di morale, evidenziando i punti di non continuità con la dottrina precedente e con il magistero autentico. Con filiale devozione al Papa, è necessario dire che è questi che dipende dalla Chiesa e dalla sua fede e non viceversa. All'ubi Petrus ibi Ecclesia deve sempre corrispondere l'ubi Ecclesia ibi Petrus.
P. Serafino Maria Lanzetta svolge il suo ministero sacerdotale nella diocesi di Portsmouth, Inghilterra. E libero docente di teologia sistematica presso la Facoltà Teologica di Lugano (Svizzera) e direttore editoriale della rivista teologica Fides Catholica. E' autore di diversi libri e saggi che coprono vari ambiti della teologia, in particolare quello teologico-fondamentale, ecclesiologico, mariologico e morale. Ha curato l'organizzazione di diversi simposi teologici a carattere internazionale con le relative pubblicazioni.

