
Il calendario cristiano, che computa passato e futuro a partire dalla nascita di Gesù, non ha definito solo la struttura degli anni, dei decenni e dei secoli, ma ha profondamente condizionato il sentimento del tempo e ha consentito l'affermarsi di tradizioni narrative e poetiche, dai versi latini a quelli dell'antica Irlanda fino ai Contes medievali e alle «storie da calendario» di Grimmelshausen, Hebel e Brecht.
Il primo tentativo di sistematica contestazione del computo cristiano del tempo avviene con la rivoluzione francese, mentre nel corso dell'Ottocento filantropi, positivisti, allievi di Comte e di Nietzsche elaborano, pur senza molto successo, nuovi modi per contare i giorni. Nel Novecento vengono ideati veri e propri «controcalendari» nella Russia bolscevica, nell'Italia fascista e nella Germania nazionalsocialista, ma nemmeno i regimi totalitari, a eccezione di brevi periodi, si dimostrano capaci di contestare in modo efficace il calendario tradizionale.
Sommario
1. Datazioni. 2. Gli inizi del calendario cristiano. 3. Prima e dopo Cristo. 4. Controcomputi e contro calendari. Note. Cronologia. Bibliografia.
Note sull'autore
Hans Maier è professore merito della «cattedra Guardini» (Concezione cristiana del mondo, teoria della religione e della cultura) alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco. Dal 1970 al 1986 è stato ministro della Cultura e dell'istruzione della Baviera. Nei suoi studi si è occupato, in particolare, del totalitarismo, delle religioni politiche e della relazione tra cristianesimo e democrazia. Su quest'ultimo tema ha pubblicato un libro conJoseph Ratzinger dal titolo Democrazia nella Chiesa. Possibilità, limiti, pericoli, (Paoline, 1971).
Lo scontro tra le fedi cristiane che si apre con la Riforma protestante e il perdurare del conflitto con l'islam contribuiscono in età moderna alla rinascita dell'idea di guerra santa. Per iniziativa dei gesuiti, tra Cinque e Seicento compaiono anche i primi catechismi destinati ai soldati, un genere che avrà vasta fortuna assumendo talvolta la forma del libretto illustrato e dello scritto epistolare o diaristico. Rispetto all'estemporanea predicazione bellica del clero cattolico medievale, si struttura così in modo nuovo il rapporto tra pietà cristiana e valore militare con l'intento di trasformare - anche attraverso il conforto materiale e la preparazione «a ben morire» - la sciagura della guerra in risorsa spirituale.
Sommario
Introduzione. 1. Il primo catechismo militare. 2. Cappellani e militari. 3. Il soldato cristiano. 4. La Compagnia di Gesù. 5. La missione castrense. 7. Buone letture, cattive letture. 8. Tra '600 e '700. 9. Una conclusione.
Note sull'autore
Vincenzo Laveniainsegna Storia moderna all'Università di Macerata. È autore de «Cauda tu seras pendu». Lotta politica ed esorcismo nel Piemonte di Vittorio Amedeo I (1634) (Dedalo 1996), Martin de Azpilcueta (1492-1586). Un profilo (Edizioni di storia e letteratura 2003), L'infamia e il perdono (Il Mulino 2004). Ha curato la raccolta di saggi Ritorno delle fedi, crisi della secolarizzazione? Dall'età degli estremi al nuovo millennio (L'Ancora del Mediterraneo 2010) e Riti di passaggio, storie di giustizia. Per Adriano Prosperi, vol. 3 (con Giovanna Giovanna Paolim, Edizioni della Normale 2011).
Con Adriano Prosperi e John Tedeschi ha diretto la stesura del Dizionario storico dell'Inquisizione (Edizioni della Normale 2010).
I catechismi in lingua indigena prodotti dai gesuiti in America Latina tra la seconda metà del Cinquecento e la prima metà del Seicento sono un ricchissimo e insospettabile osservatorio sull'incontro e lo scontro tra le culture nel primo periodo dell'impresa coloniale dell'Occidente, quando la confessione e l'esame di coscienza diventano centrali nel nuovo modello missionario.
Ben presto le lingue locali si rivelano particolarmente problematiche e inadeguate a progetti di conversione e di civilizzazione, poiché - secondo i gesuiti e in prospettiva missionaria - esse sono prive di concetti e categorie grammaticali, retoriche, teologico-politiche e metafisiche. Tutto ciò rende necessario produrre una «lingua generale» per intraprendere la comunicazione e la traduzione del messaggio evangelico e delle sue categorie linguistiche occidentali con il minor numero possibile di malintesi. La costruzione di questa lingua, il Tupì, detta anche «greco della terra», si realizzerà attraverso due apparati esterni alla cultura indigena: la struttura grammaticale latina e i modelli di discorso proposti dai catechismi iberici.
L'AUTORE
Adone Agnolin insegna Storia moderna e Storia delle religioni all'Università di San Paolo, in Brasile. Tra le sue pubblicazioni: O Apetite da Antropologia. O sabor antropofágico do saber antropológico: alteridade e identidade no caso tupinambá (Associação Editorial Humanitas, 2005); Jesuítas e Selvagens: A Negociação da Fé no encontro catequético-ritual americano-tupì (séculos XVI-XVII) (Humanitas, 2007); e História das Religiões: perspectiva histórico-comparativa (Paulinas, 2013).
Che cosa accomuna il cammino di Gesù verso la croce e il cammino inaugurato dal sacramento delle nozze? Il dono che Gesù fa di sé sul Golgota rappresenta il vertice di un percorso d'amore che è paradigma della vocazione degli sposi a una comunione fatta di accoglienza, perdono, condivisione; l'evento di croce non è l'ultima parola, ma apre alla risurrezione. Questo "mistero grande" dona agli sposi la grazia dello Spirito, per riviverlo nella concretezza della loro esistenza e camminare verso la perfezione dell'amore.
Sommario
«Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!» (Ef 5,32). Preghiera d'inizio. I stazione. Gesù è condannato a morte. II stazione. Gesù prende su di sé la croce. III stazione. Gesù cade per la prima volta sotto la croce. IV stazione. Gesù incontra per la prima volta Maria, sua madre. V stazione. Il cireneo aiuta Gesù a portare la croce. VI stazione. La Veronica asciuga il volto di Gesù. VII stazione. Gesù cade la seconda volta. VIII stazione. Gesù incontra le donne. IX stazione. Gesù cade la terza volta. X stazione. Gesù è spogliato delle sue vesti. XI stazione. Gesù è inchiodato alla croce. XII stazione. Gesù muore in croce. XIII stazione. Gesù è deposto dalla croce. XIV stazione. Gesù viene posto nel sepolcro. XV stazione. Gesù risorge da morte e vive glorioso alla destra del Padre. Preghiera di conclusione.
Note sull'autore
Carlo Rocchetta,già docente di Sacramentaria alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e alla Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, è socio fondatore della Società italiana per la ricerca teologica e dell'International Academy for Marital Spirituality. Per EDB dirige il Corso di teologia sistematica e ha pubblicato, tra l'altro, I sacramenti della fede (1982; 8a edizione, interamente riscritta in due volumi, 32001); Sacramentaria fondamentale (42007); Il sacramento della coppia (52010); Teologia della tenerezza (42005); Viaggio nella tenerezza nuziale. Per ri-innamorarsi ogni giorno (52010); Elogio del litigio di coppia. Per una tenerezza che perdona (62013); Briciole di tenerezza. Per educarsi allo stupore di essere (22008); Gesù Medico degli sposi. La tenerezza che guarisce (32008); Le stagioni dell'amore (2007); Vite riconciliate. La Tenerezza di Dio nel dramma della separazione (2009); Il Rosario della Tenerezza (2010); Teologia della famiglia (22013), Abbracciami. Per una terapia della tenerezza. Saggio di antropologia teologica (2012; 2° edizione rivista e integrata, 2013).
Nel 50° anniversario della morte, il volume raccoglie le otto encicliche firmate da papa Roncalli, rendendole accessibili al grande pubblico in formato tascabile e a prezzo contenuto.
Per introdurre i piccoli all'evento della Pasqua, il racconto narra l'ultima parte della vita di Gesù, dall'ingresso in Gerusalemme fino alla Pentecoste. I disegni, come sagome colorate, e il linguaggio semplice rendono il volumetto cartonato, con bordi arrotondati, adatto a bambini in età prescolare. Età di lettura: da 5 anni.

