
Negli anni del riflusso postconciliare, la retorica del sacro invade ogni aspetto dell'esperienza religiosa: dall'apparato strutturale, al linguaggio, agli abiti, ai gesti... Eppure il cristianesimo non è la religione del sacro, anzi è la sua antitesi liberatoria. Il sacro è funzionale al paganesimo che ha bisogno di una realtà afferrabile con i sensi per garantire la presenza dell'Invisibile. Nel cristianesimo c'è il corpo di Cristo morto in croce e risorto, per cui il tempio e tutta la religione del sacro non hanno più senso. In secondo luogo il sacro (qadosh) esprime per la sua stessa natura la separazione dal mondo, mentre il cristianesimo si fonda sul movimento opposto dell'incarnazione di Dio che entra nella storia umana senza riserve. In armonia con questa prospettiva la modernità guarda il mondo non come cosa profana, ma come il 'regnum hominis' in cui costruire il proprio futuro. Il punto di vista della modernità permette una più approfondita lettura del vangelo. Liberando il cristianesimo dal sacro, tipico retaggio del medioevo e delle civiltà primitive, si rende possibile coniugare la fedeltà al vangelo e la fedeltà al proprio tempo.
Questo libro parla di dono, delle sue forme, delle sue ambivalenze, dei suoi paradossi, del suo valore e della sua bellezza. Parlare di dono, e analizzare concetti ad esso legati o con i quali è possibile instaurare feconde relazioni di senso, quali quelli di gratuità, reciprocità, relazionalità, alterità, scambio, consente l’immaginazione di nuovi scenari di relazioni umane, anche all’interno del mercato. Il volume vuole mettere in dialogo sul tema del dono studiosi appartenenti a discipline differenti, spesso distanti, quali l’antropologia, l’economia, la filosofia, la psicologia, la sociologia, la teologia. Tale prospettiva ha di fatto costituito un’ulteriore chiamata al 'dono', al dono reciproco delle proprie conoscenze e dei propri saperi, del proprio tempo e delle proprie energie, al dono di sé.
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Uno spaccato dell'Egitto contemporaneo, tra povertà, corruzione, ascesa dell'integralismo e individualismo sfrenato.
Nell’anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia gli interventi pubblicati in questo volume propongono una riflessione su alcuni aspetti cruciali dell’'unificazione incompiuta'. Il ruolo delle classi dirigenti, le interpretazioni del Risorgimento, a cominciare da quelle di Marx, Engels e Gramsci, il dibattito su centralismo e federalismo, le reazioni della Chiesa cattolica, lo squilibrio Nord-Sud, l’analisi della borghesia mafiosa, il ruolo delle donne, la rilettura della Costituzione: questi i temi affrontati, con particolare attenzione alle vicende più recenti e al condizionamento che potranno esercitare sul futuro, in un paese che dopo il ventennio fascista, la difficile conquista della democrazia attraverso la Resistenza antifascista, il mezzo secolo di potere democristiano, vive la penosa esperienza del berlusconismo ed è lacerato dal secessionismo leghista. Con un’opposizione frammentata e una sinistra in crisi d’identità.
Il volume è corredato di una cronologia dettagliata sui principali avvenimenti dal 1861 a oggi.
Gli autori: Renato Covino, Antonio Moscato, Giuseppe Prestipino, Filippo Ronchi, Domenico Di Fiore, Enrico Guarneri, Santina Cutrona, Umberto Santino, Monica Lanfranco, Lillo Testasecca.
curatori: Enrico Guarneri, Umberto Santino.
Da circa trent'anni, a partire dalla Philosophische Praxis del tedesco Gerd Achenbach, si va diffondendo nel mondo la professione del filosofo 'pratico'. In cosa consiste questa professione? Perché qualcuno potrebbe bussare allo studio di un filosofo e chiederne la consulenza? Quali gli elementi di continuità e le novità rispetto alla millenaria tradizione filosofica occidentale? Che caratteristiche differenziano le pratiche filosofiche rispetto all'insegnamento della filosofia, alle psicoterapie e alla assistenza spirituale di tipo religioso?A queste domande risponde uno dei pionieri della "filosofia-in-pratica" con una trattazione che, per la prima volta nella letteratura internazionale sull'argomento, offre un quadro completo della tematica: ad uso soprattutto degli aspiranti filosofi professionisti, ma anche dei potenziali 'visitatori'.
Commenti al Vangelo della domenica affidati ad uomini e donne, credenti, non credenti oppure cristiani non cattolici, laici o preti o religiosi che per scelta, per condizione o per decreto si trovano a vivere la condizione di credenti "sulla strada" fuori da ogni protezione o benedizione del potere ecclesiastico. Riflessioni, non "prediche", poco clericali, quindi; ma forse proprio per questo profondamente evangeliche, condotte da persone che hanno accolto l'invito di lasciarsi provocare dal dirompente messaggio di Gesù. Ad alternarsi sulle pagine di questo libro, nato da una rubrica che Adista, storica agenzia progressista di informazione politico-religiosa, ha inaugurato nel 1998, un eterogeneo e autorevole gruppo di "omileti", significativo anche e soprattutto per un pubblico di lettori laici, poco addentro alle questioni del tempio, ma forse curiosi di leggere un commento al Vangelo sottratto al genere predicatorio, svestito del rassicurante ed asettico stile del linguaggio ecclesialese, che cerca di far risuonare la grazia dell'inquietudine, della domanda, dell'attesa, che evita vapori spiritualistici e languori buonisti, che tenta di "affliggere i consolati" (come si proponeva Don Tonino Bello) e di convertire i buoni.

