
Come hanno insegnato Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, la pace del mondo parte da un sentiero che attraversa il cuore delle singole persone.
Ora, in queste pagine, l'autore ti prende per mano e ti conduce, con persuasione forte e dolce insieme, a prendere consapevolezza di quel che nel tuo cuore molto spesso è inquietitudine e angoscia in opposizione a ogni desiderio di pace. Non si tratta di norme generiche, stilate a freddo, dentro la concatenazione di premesse e conseguenze dottrinali. No! L'autore sa che in qualsiasi tempo della storia " la vita dell'uomo è segnata da contrasti e tentazioni (cf. Gb 7,1).
Proprio per questo clima di guerra, è importante che tu vigili sul tuo cuore perchè possa essere abitato dalla pace".
Non illude e non delude l'autore! Tiavverte che la strada comporta "un cert travaglio", ma ti conduce con piena attenzione a riconoscere i moti più diversi che generano perturbazioni interiori e ti derubano della pace. Su quei movimenti, scoperti e chiamati per nome, l'autore ti insegna come spiritualmente lavorare. Soprattutto ti conduce ad affrancarti dalla tua parte egoica, a scoprirne le perverse e sottili e ingannevoli propensioni, per aiutarti a "gettare nel Signore ogni affanno"
"Secondo la testimonianza di Filone Alessandrino, gli antichi monaci erano in effetti dei terapeuti. Il loro ruolo, prima di condurre all'illuminazione, era di guarire la natura, di metterla nelle migliori condizioni per poter ricevere la grazia, poiché la grazia non contraddice la natura, ma la reintegra e la completa. È quello che appunto fa Evagrio, indagando con estrema meticolosità i meccanismi che sottendono ai processi mentali e le cause remote dei nostri pensieri, emozioni e atteggiamenti di vita. A partire dalla loro rigorosa indagine, suggerisce i rimedi opportuni, così da pervenire a quella libertà interiore che è presupposto alla pace del cuore e all'intima comunione con Dio" (Dalla Prefazione di Andrea Schnöller).
John Main (1926-1982) è entrato a far parte dell'Ordine dei Benedettini dopo aver prestato la sua opera in Estremo oriente con il British Colonial Service ed essere stato lettore di Diritto Internazionale presso il Trinity College di Dublino. Ha fondato il Priorato Benedettino di Montreal ed ha dato vita ad una comunità spirituale diffusa in tutto il mondo e legata dalla comune pratica quotidiana della meditazione silenziosa. Questo libro tratta della Preghiera pura. Preghiera pura significa il trascendimento di tutti i pensieri e le immagini. Non guardare verso Dio, ma dentro Dio. Significa vedere Dio con la visione priva d'immagini della fede, cioè il potere (e il dono) che realizza la nostra unione con Cristo che prega in noi.
Un'insolita leggerezza caratterizza questi racconti terapeutici: quella del linguaggio quotidiano e della conversazione amichevole. Il parlare come tutti, senza obblighi o condizionamenti tecnici, toccando solo i punti fondamentali della sfera emotiva porta con sé un'aria di libertà, ed è forse questo a mettere a suo agio i pazienti che si raccontano attraverso una breve fiaba, costruita mettendo in rapporto fra loro tre parole. Una procedura che implica un cambio di strategia nell'approccio psicologico: questo, come scrive l'autrice nelle pagine introduttive, consiste nel non andare più in cerca delle cause della malattia o del disagio esistenziale, ma nel vedere piuttosto come questo possa evolversi.
Questo libro è un invito allo stupendo banchetto della fede, in cui la mensa è ricolma di delizie e da cui nessuno può andarsene affamato: bellissima occasione offerta al pubblico italiano, assetato spiritualmente, di partecipare con gioia al banchetto e gustare la ricchezza della misericordia. Questo libro ci rivelerà pure lo spazio infinito della preghiera, che è l'unico modo con il quale l'uomo si unisce alla sorgente della vita, Dio, l'unico in grado di aiutare la nostra crescita spirituale, di completare il nostro essere, di farci diventare come Lui: increati e immortali per grazia. "Nessuno lamenti la povertà, perché è apparso il nostro comune Regno; nessuno si rattristi per le cadute, perché il perdono è scaturito dal sepolcro; nessuno abbia paura della morte, perché la morte del Salvatore ci ha liberati".
Il proposito di questo libro è nella linea di un semplice racconto di esperienze: raccontare i massimi raggiungimenti che il noto poema zen del contadino e il suo bue ci svela attraverso le strofe e l’ingenuità dei disegni all’inchiostro di china e, allo stesso tempo, descrivere esperienze simili nel campo della spiritualità cristiana, poiché, in definitiva, il poema del contadino, nella sua semplicità, lancia una certa sfida. In questo piano di semplice scambio non si tratterà dunque di fare un confronto teologico e neppure ecumenico strettamente parlando, ma di lanciare uno sguardo puro e limpido alle esperienze raccontate dall’una e l’altra parte. Sarà dunque il racconto di due vie, o, se volete, due avventure, ma non due vie qualsiasi: si tratta infatti di due itinerari verso il risveglio dell’uomo nuovo, che danno significato alla lunga e faticosa avventura e all’intera esistenza dei ricercatori.

