
Una teologia della creatura oggi non può non guardare, a occhi spalancati, dentro il cuore pulsante del vivente. L’idea che un filo d’erba possa vibrare di sensibilità entrando in viva relazione con il mondo umano emerge dalla novella di Luigi Pirandello, Canta l’Epistola.
E solo una teologia come quella di Paolo De Benedetti è capace di cogliere la creaturalità di una bellezza deperibile e inerme come quella di un filo d’erba. Non in virtù di una sensibilità ecologica estesa anche alle cose inanimate – un sentimento pur lodevole che oggi però è abbastanza diffuso, almeno nelle anime più avvertite – ma in virtù di una precisa lettura della Parola biblica, che interpreta la storia a partire dal basso, dall’infimo, dal perdente.
Le molte scoperte archeologiche dell’ultimo secolo e la recente interpretazione di alcune lingue antiche, anteriori o coeve alla Sacra Scrittura, hanno consentito una felice rivisitazione di tutta la Teologia Biblica. Oggi è possibile delineare con maggiore chiarezza l’ambiente storico, culturale e religioso nel quale si è formato il patrimonio biblico.
Alla luce di questi importanti sviluppi, questo libro è un esperimento nuovo e originale che tenta di unificare il cammino storico e religioso della Parola di Dio, offrendo di essa una visione sistematica e unitaria.
L’Autore, prendendo in esame tutti i libri biblici, dalla Genesi all’Apocalisse, traccia un disegno generale che abbraccia sia la metodologia che i contenuti. L’opera può essere uno strumento utile per l’esegesi come per la teologia stessa, della quale la Parola di Dio è «anima» e «cuore», oltre che per la Pastorale e la Catechesi ecclesiale.
Autore:
Anderlini Gianpaolo - Docente di materie letterarie al Liceo Scientifico A.F. Formiggini di Sassuolo e redattore della rivista “QOL” che si occupa del dialogo ebraico-cristiano. Ha pubblicato articoli e contributi su “QOL”, “Bibbia e Oriente”, “Rivista Biblica Italiana”, “Orientamenti”, “Parola spirito e vita” e in diverse opere collettive. Segue e coordina le attività della Scuola di lingua e cultura ebraica di Salvarano (RE).
Target:
Per tutti.
Contenuti:
Un’interpretazione di Mosè che rende vivo e attuale il grande personaggio biblico.
La prima parte, “I nomi di Mosè”, descrive la complessa identità del profeta, attraverso le letture che ne hanno fatto gli egiziani, gli ebrei, i cristiani e i musulmani.
La seconda parte, “I volti di Mosè”, racconta le tappe della sua vita di fede, attraverso i doni che egli ha ricevuto per essere guida della liberazione del popolo di Dio, tracciando un cammino spirituale ricco di significato anche per gli uomini e le donne di oggi.
Autore:
Garota Daniele - Nato nel 1957, vive a Urbino. Da anni appassionato indagatore dei temi ultimi e decisivi della fede cristiana, ha già pubblicato decine di libri.
Target:
Per tutti.
Contenuti:
Uno studio serio ma accessibile, che mette in risalto la capacità del libro dell’Apocalisse di infondere speranza in tempi difficili. L’apocalittica è presentata come un modo di vivere la storia per costruire insieme il futuro, non come paura della fine del mondo. Il volume offre una ricca panoramica del genere apocalittico nei tempi antichi e nell’età moderna fino ai nostri giorni. Una lettura utile sia come informazione storica che come spunto per la vita spirituale.
I temi e i problemi attuali intorno alle cosiddette “realtà ultime”, ovvero sull’escatologia cristiana, formulati da un grande maestro in modo comprensibile per chiunque sia ad essi interessato. Una riflessione puntuale, competente e aggiornata che, evitando l’astrazione dei concetti, cerca costantemente un riscontro nell’esperienza.
Dalla quarta di copertina:
Che cosa significa la speranza nella risurrezione e in che cosa si distingue dall’attesa di una ripetizione della vita terrena (reincarnazione)? Come è possibile comprendere oggi parole come “cielo”, “inferno”, “purgatorio”? Che cos’è la morte, che cosa accade quando si muore, che cosa c’è dopo? E ancora, che rapporto esiste tra il futuro che l’uomo costruisce con le proprie forze e il futuro che attendiamo da Dio?
A queste domande risponde Gisbert Greshake nella nuova edizione, attualizzata sulla base dei nuovi risultati delle scienze bibliche e ermeneutiche, di un libro già fortunato.
«La realtà ultima come meta di tutta la creazione si profi la già ora, nel presente, e lo determina, gli indica la direzione, lo pone in questione, così che lo sguardo sul futuro ultimo è della massima importanza per la nostra situazione attuale» (G. Greshake).
In queste pagine Sabino Palumbieri riflette sulla bellezza della vocazione matrimoniale e famigliare, a partire da una coppia di sposi recentemente diventati beati: Zélie e Louis Martin, genitori di santa Teresa di Gesù Bambino. In appendice si trova anche il rito per la Benedizione delle famiglie.
La catechesi quaresimale dell'Arcivescovo guida quest'anno attraverso le pagine delle lettere di san Paolo, alla scoperta della «vita nuova in Cristo». Il sussidio accompagna e segue l'ascolto, su Radio Marconi o Telenova, raccogliendo i brani della Parola di Dio, le invocazioni e le preghiere e alcune schede di approfondimento con le domande guida per l'approfondimento e la condivisione nei gruppi parrocchiali.
Cristianesimo ed emergenze culturali del terzo millennio.
Il compito, le sfide, gli orizzonti
Prefazione di S.E. Mons. Gianni Ambrosio
Ogni vera inculturazione del Vangelo passa attraverso il vissuto culturale di un popolo e in esso si consuma, si compie: entra a permeare profondamente abitudini, usanze, istituzioni, ruoli, leggi, persino sistemi di produzione, perché in fondo raggiunge e cambia l’uomo nella sua realtà di uomo, trasformando i giudizi di valore, il modo di percepire se stesso e la realtà che lo circonda. Per questo motivo, il Vangelo che si incultura esige anche un discernimento valoriale sulle oggettivazioni visibili dello spirito umano, sapendo che però la comunicazione del Vangelo va ben più in profondità. Quella del “coltivatore di sicomori” appare come una metafora interessante che nella lettura del processo di inculturazione permette di riconoscere il “rispetto” per ogni cultura, ma anche il dono fatto dal Vangelo. Il coltivatore è in realtà un intagliatore, perché opera un taglio particolare che permette al frutto di giungere a maturazione. La necessità del “taglio” dice l’importanza che il contenuto eccedente e salvifico del Vangelo incida le/nelle culture; d’altra parte però i frutti sperati sono propri delle culture. Questa prospettiva è indagata nell’opera tenendo conto delle sfide fondamentali dell’odierna congiuntura culturale – il multiculturalismo, la questione ambientale ed ecologica, il riduzionismo antropologico tra bioetica e politica – e di due grandi orizzonti possibili per risolvere le difficoltà: l’allargamento sapienziale de
Come è possibile desiderare il futuro, piuttosto che temerlo? Può questo desiderio divenire speranza, una speranza così grande da accomunare l'umanità intera? E che rapporto ha, con questo orizzonte di desiderio e di attesa, la specifica speranza insita nella fede cristiana? C'è un desiderio onesto di futuro che sogni e prepari un bene comune e definitivo? In queste pagine vorrei provare a rispondere a tali questioni. Propongo la mia riflessione qui per un'esigenza di verità e anche per un sentimento di protesta contro un presente ingiusto e ingannevole.
Il presente saggio è frutto della ricerca dottorale dell'A. Il tema indagato è quello della spiritualità laicale. La ricerca si muove quindi a partire dalla questione della spiritualità, ritenuta fondamentale per favorire nei laici una piena consapevolezza della propria vocazione e per formare ultimamente laici non solo generosamente impegnati, ma anche cristianamente maturi. A fronte delle numerose, e a volte contrastanti, pubblicazioni al riguardo si è ritenuto opportuno affrontare le domande di fondo: "cos'è spiritualità?"; "quale spiritualità riguarda i fedeli laici?". L'indagine si svolge interpellando il Vaticano II, il concilio che per primo ha dedicato attenzione alla figura laicale, che di essa si è interessato soprattutto per stimolare una maggior vita spirituale, che ha costituito contemporaneamente una sintesi della teologia precedente e suggerito sviluppi nuovi per la riflessione successiva.
L’immagine di Dio nell’uomo
non è un dato di fatto legato alla creazione,
ma la vocazione costitutiva dell’alleanza,
è la chiamata a essere a imitazione di Dio:
come lui amanti in piena gratuità,
fedeltà e compassione.
Queste pagine scaturiscono da un’idea originale: la teologia biblica deve essere il grembo entro cui cresce la riflessione teologica, poiché quest’ultima non è nient’altro che interpretazione del linguaggio simbolico della Bibbia. Il linguaggio figurato ha un peso determinante nel parlare biblico su Dio: di Dio si dice che ha occhi e mani, che ha passione e tenerezza. E questo ci conduce a un’immagine di Dio del tutto differente da quella del Dio dei filosofi: un Dio soggetto, invece che un Dio oggetto, un Dio persona, invece che un Dio forza, un Dio per l’uomo, invece che un Dio in sé.
La nostra storia ha visto e vede la costruzione di cattedrali,santuari,complessi parrocchiali, monasteri, conventi, cappelle sparse ovunque nelle città e nelle campagne:un grandioso fenomeno che ha coinvolto e coinvolge teologi e architetti. La teologia e l'architettura solo di rado si sono intrecciate in modo sistematico:l'intento di questo libro è di portare finalmente al pensiero la loro relazione organica e vitale. Severino Dianich,uno dei più autorevoli teologi italiani,è convinto che la teologia non può che trarre grande giovamento dalla riflessione sulle chiese,perché non è possibile che l'immensa mole di edifici,nella sua incredibile varietà e ricchezza di forme, non abbia nulla da dire a proposito della complessiva esperienza della fede. Anche per questo il libro si compone al contempo di testo e di immagini,conducendo il lettore in un viaggio della mente tra le più belle chiese del mondo.
AUTORE
Severino Dianichè nato a Fiume nel 1934 e dal 1958 è prete della diocesi di Pisa. Laureato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana ha insegnato in diverse università ed è stato professore ordinario di ecclesiologia e cristologia alla Facoltà di Teologia di Firenze,dove ha promosso e diretto un Master in Teologia e Architettura di Chiese. La sua ricerca,infatti,negli ultimi dieci anni si è orientata sui problemi della relazione fra espressioni artistiche e riflessione teologica. Con Timothy Verdon ha curato per le Edizioni Dehoniane di Bologna una raccolta di studi sulla Trinità del Masaccio e,assieme a Gianni Cioli e Valerio Mauro,un'opera collettanea sulla cattedrale di Orvieto.Ha dato corsi e tenuto seminari su questi temi nella Facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma, nella sede di Ravenna dell'Università di Bologna,nella Facoltà di Architettura dell'Università Cattolica di Lima (Perù).Della sua vasta bibliografia basti ricordare La chiesa mistero di comunione,edito da Marietti e ripubblicato innumerevoli volte,Chiesa in missione ed Ecclesiologia. Questioni di metodoe una proposta delle Edizioni Paoline, Il Messia Sconfitto. L'enigma della morte di Gesùedito da Piemme,il Trattato sulla chiesa,scritto assieme a Serena Noceti,pubblicato dalla Queriniana.

