
Questo testo è prima di tutto un'espressione di fede che tenta, con semplicità, di condurre lo sguardo del cure al cospetto del Mistero di Dio Trinità. Don Daniele, in quest'opera, ci conduce per mano a intraprendere un cammino spirituale che ci porta a contemplare la vita intima di Dio. Lo fa partendo dalla Sacra Scrittura, dalla riflessione dei Padri della Chiesa e dalla Tradizione d'Oriente e d'Occidente, aprendo una porta verso orizzonti nuovi, anche ecumenici, attraverso l'ambito artistico, soffermandosi in modo speciale su un'icona particolarmente venerata: quella della Trinità di sant'Andrej Rublev» (dalla Prefazione di Sua Eccellenza Monsignor Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo).
L'intenzione di rendere ragione della fede, innanzitutto di fronte a chi non la condivide oppure la mette in dubbio, ha sempre accompagnato il cristianesimo. La credibilità ha una storia: il suo grembo è nella Scrittura, il suo significato si dipana nel tempo.
Dopo aver ricostruito sinteticamente questa storia, il volume mette a fuoco alcune fra le principali vie percorse oggi dalla teologia per mostrare la ragionevolezza della fede. La bellezza del Dio cristiano, l'inedito volto di Dio manifestato da Gesù di Nazaret, il Dio capovolto, costituisce la radice, e il cuore, di tale ragionevolezza.
Questo libro è molto di più di un testo per il titolo del dottorato.
È un piccolo (perché la teologia una questione complessa), ma valido contributo per il rinnovamento della chiesa e della teologia su cui tanto insiste Papa Francesco.
L'escatologia non è semplicemente il discorso che porta, spinge all'impegno morale, visto che pure presenta un futuro da raggiungere (paradiso) o da perdere (inferno). Anche, certamente, ma è anche quel discorso che viene come "formato" dalla prassi, ossia dalla concretezza della storia.
Per capire cosa significa questa forma pratica dell'escatologia, e perciò della teologia, si avvicinano due teologi contemporanei: Jürgen Moltmann, tedesco, e Leonardo Boff, brasiliano; due pensatori diversi eppure accomunati dall'esigenza di costruire una teologia non astratta, ma legata alla prassi e alla storia concreta che si vuole trasformare alla luce del regno di Dio.
Questo libro confronta e "spiega", attraverso l'analisi dei testi, queste due visioni, diverse ma uguali nello sforzo di contribuire a una teologia viva, cioè che ascolta la vita e così annuncia il vangelo.
(Dalla Presentazione di Antonio Nitrola)
«La Messa è la gioia del vero cristiano» diceva il beato Giacomo Alberione, poiché aiuta a dirigere la propria giornata sulla via del Signore. Il messalino quotidiano "Sulla Tua Parola" è uno strumento semplice e completo, indirizzato a sacerdoti e laici, che offre la possibilità di un immediato utilizzo sia per la Messa che per la meditazione personale. Presenta inoltre coinvolgenti approfondimenti quotidiani sulla vita di santi, beati, venerabili, servi di Dio. Inimitabile, non teme confronti: chi acquista il Messalino non lo lascia più!
Questo contributo affronta in prospettiva didattica gli impegnativi temi della cosmologia, dell'ontologia e della teologia razionale, cioè i cardini della filosofia sistematica. I problemi cosmologico, ontologico e teologico, la cosiddetta philosophia prima, sono trattati, in coerenza con l'insegnamento della Chiesa, privilegiando la prospettiva tomista o, ancor più precisamente, neo-tomista. Il fine, infatti, è di recuperare l'eredità tradizionale di San Tommaso, per farne tesoro nel dibattito filosofico contemporaneo. Il lavoro, quindi, viene sviluppato nel solco di una sorta di «impegno ontologico», quale rimedio alla perdita dell'essere che, in molteplici sue espressioni, tende a dissolvere i fondamenti della cultura contemporanea. La convinzione di fondo è costituita dall'armonia tra fede e ragione, nella consapevolezza dell'invalicabilità dei limiti del mistero, che trascende le facoltà di comprensione dell'uomo, ma che non ne offende la ragione. Molta importanza è stata riservata al tema del linguaggio teologico, che si riconduce all'esigenza di «dire Dio oggi», indagando sulle metodiche più idonee per incidere sul tessuto culturale dell'uomo secolarizzato.
In questo volume vengono per la prima volta raccolti in edizione italiana gli scritti di Enrico Cantore sj (1926-2014), promotore di un originale approccio allo studio della dimensione umanistica della scienza, da lui definito "umanesimo scientifico". Si tratta di una raccolta di 17 saggi apparsi in riviste specializzate e di cultura scientifica generale nell'arco di quasi mezzo secolo. La narrazione appassionata di Enrico Cantore invita il lettore a riflettere sul senso dell'attività intellettuale e sul significato religioso della ricerca scientifica, attingendo dalle testimonianze degli scienziati di ogni tempo. Finalità dell'opera, in continuità con quella perseguita dall'Autore durante tutta la sua vita, è promuovere ed alimentare in studiosi e giovani ricercatori il gusto della riflessione filosofica, sapienziale e talvolta squisitamente teologica, mostrandone l'intrinseco legame con l'attività dello scienziato. Gli scritti sono preceduti da due saggi introduttivi di Giuseppe Tanzella-Nitti e di Claudio Tagliapietra.
La ricerca della verità è motore dell'impresa conoscitiva, il suo raggiungimento è l'obiettivo della ricerca scientifica, la sua contemplazione è il fine ultimo a cui tende ogni uomo. Al giorno d'oggi, il riferimento alla verità è spesso indebolito e sostituito da altri approcci o priorità: l'opinione, il sentimento personale, il consenso sociale, la semplice correlazione, ecc. La nozione di verità è ritenuta spesso inaccessibile, anacronistica e talvolta persino pericolosa. Eppure, sembrano esistere degli ambiti della conoscenza umana in cui distinguere il vero dal falso non solo continua ad avere senso, ma costituisce proprio il fine ricercato dall'intelligenza e anelato dall'esistenza stessa dell'uomo. Come contributo all'appassionante e imperitura discussione sul ruolo della verità nel pensiero scientifico, filosofico e teologico, il presente volume offre i frutti della riflessione comune maturata a partire dagli interventi al Seminario Permanente 2019/2020 e al XII Workshop della Scuola Internazionale Superiore per la Ricerca Interdisciplinare (SISRI).
Tra fede e analisi letteraria, un percorso contro la distruzione del nostro patrimonio spirituale, alla ricerca dell'autentica ricchezza umana: l'amore per l'altro. L'uomo, essere imitativo, apprende la vita con gli occhi. Ecco perché - in ogni tempo e in ogni luogo - ha sempre puntato lo sguardo su qualcun altro per capire se stesso. Nascono così le grandi storie: l'Iliade e l'Odissea, ma anche i testi sacri come la Bibbia e il Corano; e poi la Divina Commedia, le opere di Shakespeare, passando per Il Signore degli Anelli e Harry Potter. Testi che raggiungono, sollecitano e guidano, attraverso i secoli e le generazioni, l'immaginario collettivo. Tra tutte queste opere, tuttavia, ce n'è una che si presta forse più delle altre a fungere da chiave di lettura per il presente: si tratta dell'Eneide di Virgilio. Tra riscrittura e riflessione, "La scelta di Enea" illumina quindi il ruolo di un'opera fondante della nostra cultura come strumento per interpretare la contemporaneità: una lente attraverso la quale analizzare l'inverno che la nostra società sta attraversando, in attesa di una nuova primavera.
«Generare è uno degli atti capitali non solo della creatura umana ma anche di ogni vivente. È, quindi, comprensibile che attorno ad esso si muova una galassia di componenti e di derivati non solo fisiologici, ma anche simbolici», così scrive il cardinale Gianfranco Ravasi aprendo queste pagine affidate a una sorta di dittico. Nella prima tavola prevale una riflessione teologica e culturale sulla categoria "generazione" (il cui valore è palese sin dai primi capitoli della Genesi e dall'apertura dei Vangeli); nella seconda, costruita su un lessico biblico essenziale, si analizzano i termini disposti quasi a costellazione attorno all'asse fondamentale della generazione. Più che un saggio teologico è una libera trattazione nel segno di un percorso tematico per «tenere insieme i fili di una rete simbolica che regge l'esistenza, l'esperienza e la conoscenza umana, vitale e spirituale.
Cercare il punto accessibile al bene e progettare l'azione educativa a partire da esso è l'arte del discernimento salesiano. Questo punto però, questo luogo della presenza e dell'azione di Dio nella storia, l'educatore lo deve saper scoprire prima di tutto in se stesso, nel proprio cuore e e nel cuore degli avvenimenti, lieti o dolorosi, del suo quotidiano. Solo allora diviene capace di educare i giovani a fare lo stesso! La capacità di discernere, inoltre, è il punto di partenza imprescindibile per mettere in pratica l'invito alla sinodalità che la Chiesa rivolge, in questo tempo, ad ogni comunità cristiana, comprese le comunità educative.
Le storie - o meglio parabole - raccolte in questa pubblicazione intendono condurre il lettore nelle situazioni quotidiane oppure in quelle fantastiche tramandate dalle tradizioni orali in tutto il mondo, allo scopo di far sognare e di trasmettere insegnamenti importanti per la vita.
Precisa Bruno Ferrero nella presentazione: "La pratica della narrazione porta a un'esplorazione di sé estremamente arricchente e alla ricerca di nuove energie che, una volta risvegliate e messe in moto, saranno in grado di apportare il cambiamento necessario per allineare la nostra vita ai nostri desideri più profondi. Se il nostro desiderio contiene l'infinito, l'infinità delle possibilità gli verrà incontro, gli si comunicherà e gli risponderà, come fanno le fate nelle storie".
Dopo la pubblicazione di "Parabole della montagna" dello stesso autore (Elledici, 2022), in questo libro ancora una volta protagonista è la Montagna, con le sue sorgenti, l'alpeggio, i borghi, laghetti, la rugiada, le pietre, i castelli sulla roccia, la flora e la fauna, il paesaggio con la luna, le stelle o il sole, fino all'incontro sulla cima col Divino...
Sagace pamphlet che ha fatto discutere moltissimo i media francesi e ha ottenuto un ottimo successo di vendite, con ben tre ristampe in pochi mesi. Appoggiandosi a Blaise Pascal, Flannery O'Connor, Gilbert K. Chesterton, ma facendo i conti anche con Friedrich Nietzsche e Michel Houellebecq, l'autore rivendica per il cristianesimo la qualifica di «vero realismo», capace di proporre all'uomo e alla donna di ogni tempo l'unico orizzonte serio di vita: la santità.

