
«La Madre di Dio, che ricordiamo col titolo di Beata Vergine del monte Carmelo, insuperabile nell’accogliere la Parola di Dio e nel metterla in pratica (cfr Lc 8,21), ci aiuti a purificare il cuore e a custodirvi la presenza del Signore» (papa Francesco)
Noi abbiano la capacità di liberare noi stessi, gli altri e perfino intere città dal potere del maligno, pregando il Padre, nel nome di Gesù, di allontanare Satana dalla nostra vita. Don Marcello Stanzione ha qui raccolto le preghiere di liberazione più efficaci con l’oppressione degli spiriti maligni.
Marcello Stanzione, nato a Salerno il 20 marzo 1963, sacerdote, è parroco di Santa Maria La Nova nel comune di Campagna (SA). Nel 2002 ha rifondato l’Associazione Cattolica Milizia di San Michele Arcangelo (www.miliziadisanmichelearcangelo.org) per la retta diffusione della devozione cattolica ai Santi Angeli. Ha scritto oltre 200 libri di spiritualità per 30 diverse case editrici europee sia cattoliche che laiche tradotti in polacco, sloveno, portoghese, francese, spagnolo e inglese.
Attorno al 1598 Caravaggio dipinge un quadro che passerà alla storia con il titolo Marta rimprovera Maria Maddalena per la sua vanità: un’opera davvero unica nel suo genere, che segna un momento di svolta nella tradizione iconografica. Ma cosa ha trasformato Marta da sorella di Maria di Betania, come leggiamo nei vangeli, a sorella della Maddalena? E, soprattutto, quali sono stati gli elementi scatenanti di questa e di altre invenzioni iconografiche che la riguardano, come quella che la vede combattere contro un drago?
Prendendo le mosse da un’analisi delle fonti evangeliche e letterarie, il libro tenta di dare una risposta a molti degli interrogativi che ruotano intorno a questa importante figura femminile – l’unica donna a cui nei vangeli viene attribuita una dichiarata professione di fede – e mette in luce un mondo intricato e interessante. Una storia in cui l’arte diviene un riflesso non solo della fede, ma di tutte quelle componenti politiche e culturali che, nel corso del tempo, hanno mutato i caratteri, le simbologie e le attese su Marta, colei che «accolse Gesù nella sua casa».
Il calendario liturgico 2020 quotidiano per il rito romano, va dal 1º dicembre 2019 - prima domenica di Avvento - al 5 dicembre 2020, domenica conclusiva dell’anno liturgico. Per ogni giorno dell’anno il sussidio riporta: - Il grado della celebrazione prevista dalla liturgia (solennità, festa, memoria obbligatoria o facoltativa del santo) e il colore liturgico. - I riferimenti biblici delle letture della santa Messa e il ritornello del Salmo responsoriale. - Nei giorni in cui non ci sono delle ricorrenze liturgiche uno dei santi del Martirologio Romano o dei Calendari propri delle Chiese locali. - La settimana del Salterio della liturgia delle ore, indicata con un numero romano. Il calendario liturgico 2020 fornisce tutte le informazioni necessarie per vivere in compagnia della Parola di Dio la vita liturgica della Chiesa e per una più attenta e proficua celebrazione del mistero pasquale del Signore. Un sussidio indispensabile per essere membra attive del corpo di Cristo che è la Chiesa!
Al centro del trattato sull’Eucaristia di Giovanni Duns Scoto, nel IV libro del suo «Commento alle Sentenze», si trovano incastonate due questioni dedicate all’essere degli accidenti. Esse vantano un notevole interesse teoretico, non soltanto per un’adeguata comprensione della teologia eucaristica del maestro scozzese, ma soprattutto per definire la relazione da lui istituita tra metafisica e teologia, che rappresenta uno dei temi cardine del suo pensiero. È qui offerta la traduzione di tali questioni in cui il Sottile si interroga sullo statuto ontologico degli accidenti, corredata di introduzione, note e apparati. Il volume è curato da Davide Riserbato, docente a contratto di Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e professore regolarmente invitato presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum e presso la «Cattedra Marco Arosio di Alti Studi Medievali» dell’Ateneo Pontificio «Regina Apostolorum» (Roma), dove tiene corsi di Storia della filosofia medievale.
Novena di Pentecoste
La preghiera rappresenta il respiro dell'anima? Allo stesso modo in cui non si può vivere senz'aria, così non è possibile essere cristiani senza preghiera. Questo libro vuole costituire un invito a (ri) trovare il gusto della preghiera: uno strumento per gruppi e singoli, comunità e movimenti, in ordine a veglie di preghiera, celebrazioni della parola, adorazioni eucaristiche e invocazioni di liberazione.
Consegnata ai posteri dagli anonimi copisti medievali come continuazione dell'interrotta serie di sermoni sul Cantico dei Cantici di san Bernardo, la raccolta di sermoni di Gilberto di Hoyland (che fu anch'essa lasciata incompiuta per la morte dell'autore e viene qui per la prima volta presentata in traduzione integrale in italiano) è in realtà un'opera di grande rilievo e autonomia, ampiamente diffusa nel suo tempo e oggi immeritatamente sconosciuta, a motivo dell'ingiusto giudizio che ne formularono alcuni grandi medievisti degli anni Cinquanta. Si tratta invece di un'autentica miniera della teologia spirituale medievale, a cui attingere (con lettura continuata o sorseggiando qua e là) per istruttivi insegnamenti sulla ricerca di Dio da parte dell'anima innamorata di Lui.
Con quali parole accompagnare l’inizio e la fine di ogni giornata? In che modo sostare in silenzio davanti all’infinito per trovare il coraggio e la spinta giusta per vivere? La Fraternità di Romena propone in questo libro il suo stile originale di preghiera, uno stile che può interpretare i bisogni di tutte le persone, qualsiasi sia il loro cammino di vita. Si tratta di Lodi, quindi di preghiere che esprimono un grazie e che accompagnano i giorni della settimana: ogni giorno una lode del mattino e una della sera con un tema.
In un momento in cui la Chiesa concentra l'attenzione sull'educazione e la trasmissione della fede alle nuove generazioni con il Sinodo I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, l'autore presenta e mette in evidenza come l'Eucaristia ha ispirato questi grandi maestri della tradizione cristiana: Giovanni Bosco, Teresa d'Avila, Paolo VI, Alfonso Maria de' Liguori, Giuseppe Lazzati, Maria Elisabetta Mazza, Carlo Gnocchi, Pino Puglisi, Francesco di Sales. Un modo per conoscere le loro preziose lezioni di vita cristiana.
L'autore o gli autori del Codex Purpureus Rossanensis certamente non potevano prevedere il successo e la risonanza che a distanza di secoli avrebbe avuto quell'opera per loro certamente di normale attività letteraria. Oggi, peraltro, la sua notorietà è stata rilanciata dal suo riconoscimento ed inserimento, il 9 ottobre 2015, nel Registro della Memoria del mondo (Memory of the World) da parte dell'Unesco, che è valso ad accrescere il fascino e quasi l'alone di mistero che da sempre lo hanno circondato. Il Codex non finisce di meravigliare e di stimolare gli studiosi, provocandoli e quasi sfidandoli a tentare ogni altro tipo di approccio nuovo per penetrarne quegli aspetti innovativi che immancabilmente arrivano. La bellezza del prezioso Evangeliario sta anche in questo: chiunque vi si può accostare e perdersi in una visione di immensità e di luce trasparente inimmaginabile. Chi non resta ammaliato dai colori sempre freschi delle miniature? Dalle simbologie nascoste negli stessi personaggi raffigurati? Dalla forza estetica ed estatica che promana dalla porpora, dagli ori e dagli argenti delle scritte? Il Codex riesce ad essere ancora oggi, dopo quasi sedici secoli, tutto questo e molto di più. Un problema non di poco conto da definire è la sua destinazione d'uso. E un codice-oggetto destinato ad evidenziare lo status symbol del suo possessore? È un libro liturgico per le grandi celebrazioni sacre bizantine? Questo studio presuppone proprio la destinazione liturgica del Codex e, richiamandosi ai soggetti ed ai personaggi specificatamente raffigurati nelle miniature, non solo evidenzia la fondatezza del loro rapporto stretto con le iconografie quotidiane della Settimana Santa bizantina, anche quella ancora oggi praticata nell'Eparchia di Lungro in Calabria, ma arriva a considerazioni che inducono a stabilire una successione diversa delle Tavole, la cui attuale collocazione è da ritenere posticcia e non coerente con le esigenze liturgiche della Settimana Santa bizantina.
Benedetto XVI torna a parlare al cuore dell’uomo. Eccezionalmente ha deciso di consegnare al grande pubblico, credenti e non, questi suoi scritti, inediti per il lettore italiano, in cui affronta con sapienza e semplicità il tema dell’amore e il significato della vita. Quell’amore che è sempre stato al centro della sua riflessione, il cuore del suo magistero, tema a cui dedicò la sua prima enciclica e al quale ha deciso di ritornare oggi con questo suo ultimo libro. Queste pagine ci confermano ancora una volta che Benedetto XVI è il grande innamorato, capace di mostrare all’umanità la novità sconvolgente dell’amore di Dio e la sua passione per l’uomo.

