
Il libro di Edoardo Martinelli riporta alla luce i nuclei fondanti la pedagogia del Priore di Barbiana. Un metodo d'insegnamento che ha nell'aderenza alla realtà e nel rapporto "maestro-allievo" il suo fulcro vitale. Il maestro conduce l'allievo in una zona di intersezione e laica, ma non neutrale, tortuosa, affilata e a rischio quale il filo di rasoio. Dove non esistono più certezze, bensì il primato della coscienza, il libero esercizio della ragione critica, i problemi concreti da risolvere in un tempo diluito. Una concezione rivoluzionaria della pratica d'insegnamento che don Milani concretizzò anche in punto di morte e di cui Martinelli, suo allievo dal 1964 al 1967, fornisce una preziosa testimonianza.
Dietro alla parola io" c'è oggi una grande confusione, eppure la comprensione di cosa è il mio soggetto è il primo interesse... "
Il saggio è stato scritto per i fidanzati nel dopoguerra, periodo in cui premeva l'attenzione verso i problemi della fede e dell'esistenza umana, soprattutto nei confronti della gioventù cristiana. Per la prima volta veniva posto l'accento sull'amore coniugale ed il matrimonio come forma di vocazione alla pari di una speciale consacrazione. Meditazioni sulla famiglia, il matrimonio, i figli, la casa che rimangono straordinaria testimonianza del valore dell'amore coniugale, arricchite in questa nuova edizione dal contributo introduttivo di Giorgio Campanini e da un testo inedito di Carlo Carretto del 1952.
Ci sono molti segni divini nella vita di papa Giovanni Paolo Il, dalla sua predestinazione all'importante ruolo ricoperto e alla missione svolta nel mondo contemporaneo. Così sostiene Renzo Allegri in questa biografia, che rintraccia questi segni fin nell'infanzia di Karol e addirittura prima, in quel terzo segreto di Fatima che fu rivelato a tre ragazzi portoghesi nel 1917, tre anni prima che Karol nascesse. Il giorno stesso dei funerali, cominciavano ad arrivare le prime prove di miracoli compiuti: dal Messico un dossier riguardante l'inspiegabile guarigione di un ragazzo leucemico dopo un incontro col papa. Il libro - più un'inchiesta che una biografia - sarà un contributo alla conoscenza di aspetti finora poco esplorati della sua vita.
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, i due ultimi papi della Chiesa Cattolica hanno tanti punti in comune. Sono quasi coetanei, sono nati ambedue in Europa Centrale, su fronti opposti sono scampati alla seconda guerra mondiale, hanno partecipato insieme al Concilio ecumenico Vaticano II. Hanno poi collaborato a Roma per quasi un quarto di secolo. Gli eventi esteriori, tuttavia, non ci dicono l’essenziale: al di là della lunga collaborazione, tra il papa polacco e il prefetto della dottrina della fede si erano sviluppate stima, cordialità e amicizia come raramente capita di incontrare nella storia.
I testi di Benedetto XVI che qui vengono presentati, tratti da varie occasioni, sono una lettura privilegiata della figura e del pontificato di Giovanni Paolo II. Danno una interpretazione autorevole di alcuni eventi decisivi del pontificato, soprattutto lasciano intravedere, attraverso la commozione del ricordo il cuore del grande papa.
Per chi si aspettava un papa latino americano o addirittura africano, ecco un tedesco, nato nel 1927 nel cuore cattolico dell’Europa, la Baviera. Un uomo che, come il suo predecessore polacco, è stato segnato dal nazismo, dalla guerra, dalla Shoah e dal comunismo. Un europeo militante che ha richiamato tutti a combattere per la verità, nel nome dell’amore. Probabilmente “l’ultimo papa europeo”. Un libro illuminante per il grande pubblico.
Bernard Lecomte, giornalista prestigioso per La Croix, reporter a L’Express, capo redattore presso Figaro Magazine, é autore della recente biografia Giovanni Paolo II, Baldini & Castoldi, 2004.
Benedetto XVI non ha scritto una storia del pontificato di Giovanni Paolo II e neppure un saggio sul pensiero del suo predecessore. Con un'operazione semplice e coraggiosa il nuovo papa si colloca tra le schiere di ammiratori e fedeli desiderosi di esprimere a Giovanni Paolo II stima e affetto.
E' la domanda che si pone chi e messo a confronto con la malattia, la morte o anche con le catastrofi naturali. Nel libro l'Autore lascia spazio proprio a tali interrogativi, descrivendo il modo di rapportarsi a esperienze concrete di sofferenza.

