Composti nel 1522 in spagnolo in una stesura non definitiva, trascritti poi in latino e pubblicati nel 1548 a Roma, gli Esercizi spirituali rappresentano la "chiave di volta" della spiritualità di Ignazio di Loyola. Tale pratica infatti, anteriore ad Ignazio, fu elaborata per la prima volta da lui in forma sistematica: sotto la guida di un direttore, l'esercitante dovrà vivere in silenzio e solitudine per un mese. La prima settimana è centrata sull'esame di coscienza; la seconda e la terza, sulla contemplazione dei misteri e della passione di Cristo; nell'ultima settimana l'esercitante giunge infine ad una vita di unione con Dio. Nata dall'esperienza diretta di Ignazio di Loyola che percorse infatti egli stesso le tappe sulle quali è strutturato il suo metodo -, l'opera è, prima che una composizione letteraria, il cammino e il progetto di un uomo. Un "classico" della storia della spiritualità.
Il Trattato dell'amor di Dio costituisce forse il fiore all'occhiello delle opere di san Francesco di Sales e della sua stessa vita. In quest'opera il santo vescovo trasfonde l'essenza della vita spirituale, radicandola nella carità. Indica e illumina le vie migliori perché ciascuno possa realizzare un incontro personale con Dio. La palestra della contemplazione dei misteri ineffabili dell'amore di Dio è la strada maestra perché ciascuno riesca a gustare la pienezza di vita in Dio. Francesco traccia in queste pagine una rinnovata identità del cristiano: una persona unificata, in armonia con tutte le realtà terrene, che fonda le sue scelte prioritarie nella carità come etica di relazione e via maestra alla vera santità.
Il testo che hai tra le mani è chiamato Guida di arco, una mediazione dei catechismi Cei per l’Iniziazione cristiana che raccoglie la proposta formativa dell’Azione Cattolica ai ragazzi dai 12 ai 14 anni. Contiene indicazioni sul metodo scelto dall’associazione per accompagnare i piccoli all’incontro con Cristo e suggerimenti per offrire un cammino di fede organico e graduale. Insieme alla guida trovi Work in progress (Wip), il testo ormai rinnovato che accompagna la formazione degli educatori-catechisti, da usare personalmente o in gruppo. Attraverso l’esperienza di gruppo, i ragazzi scopriranno la bellezza di mettersi alla sequela del Signore e si immergeranno nel mondo dell’Accademia del fumetto. Qui capiranno che ognuno possiede uno stile unico e distintivo, imparando a seguire la propria strada fino a esclamare “WOW, CHE TRATTO!”.
I movimenti e le nuove comunità sono realtà ecclesiali nate da doni carismatici che hanno conosciuto uno straordinario sviluppo nel periodo postconciliare, divenendo un prezioso veicolo di recezione delle acquisizioni del Concilio e coinvolgendo migliaia di persone in tutto il mondo. Di fronte a questo fenomeno, il canonista e il teologo non possono restare indifferenti, considerando il gran numero di fedeli che appartengono a tali realtà o che con esse intrattengono rapporti di diversa natura. Il presente volume — frutto dell'esperienza maturata nel corso di diversi anni di insegnamento da un gruppo di docenti di teologia e di diritto canonico, sotto la direzione del prof. Luis Navarro — intende offrire una riflessione serena e rigorosa, condotta con spirito scientifico, sguardo lucido e obiettivo e con quella disposizione di «apertura della mente e del cuore» che consente di riconoscere i frutti generati da tale fenomeno aggregativo, senza tuttavia trascurare le problematiche e le situazioni critiche emerse negli ultimi anni. I contributi raccolti seguono un percorso organico che prende avvio dall'analisi della collocazione teologica ed ecclesiologica dei movimenti e delle nuove comunità, per affrontare poi gli aspetti canonici più rilevanti del processo di istituzionalizzazione di queste realtà ecclesiali.
Perché la madre di Gesù, di cui i vangeli parlano poco e con estrema sobrietà, è diventata la vergine purissima, la mediatrice celeste, il modello di ogni obbedienza femminile? E che cosa resta di lei, se si toglie tutto ciò che venti secoli di devozione e di politica ecclesiastica le hanno sovrapposto? Anne Soupa e Sylvaine Landrivon procedono in tre tempi. Decostruiscono l'immagine ereditata: l'opposizione con Eva, l'ossessione per la verginità, la maternità eretta a destino di tutte le donne. Raccolgono poi le prove nei testi: le quattro donne irregolari della genealogia di Matteo, il Magnificat riletto dai teologi della liberazione. E ricostruiscono infine una figura più nitida (e più scomoda): una donna ebrea del I secolo che decide da sé, che infrange un tabù del suo tempo, che prende la parola. Profetessa prima che madre, discepola prima degli apostoli, sorella prima che regina. Non è un libro contro la devozione mariana: è un libro per la sua verità. L'edizione italiana si apre con una Prefazione inedita delle autrici sulla nota vaticana Mater populi fidelis, con cui nel novembre 2025 il Dicastero per la dottrina della fede ha dichiarato inappropriato il titolo di "corredentrice": la stessa strada - osservano, non senza ironia, le autrici - che queste pagine avevano già percorso.
I primi seguaci di Gesù non si considerarono mai esponenti di una nuova religione. Furono uomini e donne che, dopo la morte del Maestro, cercarono di comprendere il senso della sua vicenda e di riorientare attorno a lui la propria vita. Il libro ricostruisce la storia delle origini del movimento di Gesù fra gli anni Trenta e gli anni immediatamente successivi alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, un periodo decisivo per la formazione di un'identità cristiana. Attraverso un confronto critico e serrato con le fonti, si seguono le vicende dei primi credenti, da Pietro a Stefano, da Paolo a Giacomo il Giusto, nei loro diversi contesti. Lontano dall'idea di un cristianesimo da subito definito e separato dal giudaismo - non già un albero forte e rigoglioso, ma una pianta che ha dovuto plasmare il suo spazio adattandosi al bosco in cui è cresciuta -, il volume restituisce un'immagine dinamica, fluida, plurale del movimento dei primi seguaci di Gesù.
Che cosa significa veramente "servire" nella chiesa? Come e perché sono nati i ministeri nelle comunità cristiane delle origini? Quale ruolo hanno avuto le donne nella fondazione e nella guida delle prime chiese locali? L'evoluzione dei ministeri nella chiesa può considerarsi conclusa oppure è ancora aperta? Michael Theobald risponde a queste domande con un percorso che risale alle origini dei ministeri nel Nuovo Testamento e getta una luce nuova sui movimenti di riforma della chiesa di oggi. A fronte della sacralizzazione e della clericalizzazione delle strutture ecclesiastiche lungo i secoli, Gesù insegna che «servire, non dominare» è il principio fondamentale per chi vuole occupare posizioni di responsabilità nella comunità del Regno. Strutturato in tre sezioni - Fondamenta, Sviluppo e Tradizione - il volume ricostruisce la genesi storica dei ministeri, ne analizza gli sviluppi e li confronta con la tradizione ecclesiale fino al concilio Vaticano II. Sullo sfondo della domanda di riforma che attraversa oggi la comunità cristiana, Theobald mostra come il Nuovo Testamento custodisca una lezione ancora dirompente per rinnovare l'autocomprensione della chiesa nel XXI secolo.
Questo volume è stato appositamente pensato per gli studenti delle Università Pontificie ed è particolarmente raccomandato per il ciclo di Licenza. L'opera si articola su due sezioni: nella prima l'autore presenta una Grammatica Latina chiara e dettagliata, corredata di esercizi; nella seconda è proposta un'antologia di testi latini della letteratura cristiana, dall'antichità all'inizio del medioevo.
Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, "ricco di misericordia" (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come "Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà" (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella "pienezza del tempo" (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio.
Prima delle due guide che accompagnano il cammino biennale di "Sarete miei testimoni" alla scoperta del progetto di salvezza di Dio da accogliere e vivere, celebrandolo nella Cresima. Il sussidio fornisce ai catechisti un aiuto perché la loro missione sia fedele al Catechismo, ai destinatari e a un metodo pedagogicamente efficace e catechisticamente corretto. Presenta perciò una "mappa" dell'incontro che a partire dalle pagine del Catechismo sempre riportate, consente al catechista di muoversi secondo un itinerario che tiene conto di tutte le componenti dell'atto catechistico.
A distanza di quarant'anni dalla pubblicazione di La Chiesa in missione, Severino Dianich riprende le tematiche che avevano reso quel testo una pietra miliare per l'ecclesiologia e le rilegge arricchendole con le nuove prospettive e i nuovi problemi che, in questi decenni, hanno obbligato la Chiesa a fare i conti con se stessa, con il mondo e con il Vangelo. In particolare, il Pontificato di papa Francesco ha dato un'accelerazione forte ad alcune domande ormai inevitabili, quando si parli della comunità cristiana come luogo di annuncio e di missione: in questo senso, la categoria dell'altro diventa necessaria per poter interpretare presente e futuro dell'annuncio evangelico, nella storia, in vista della proposta di salvezza che contraddistingue il cristianesimo fin dalle sue origini. L'altro, che non è semplicemente "distanza- da colmare o "diversità- da integrare, bensì la necessaria pro-vocazione che muove ogni progetto di costruzione di una comunione che non sia esclusiva ma capace di rimodellarsi «per aiutare tutti i fedeli a sentirsi corresponsabili, nella molteplicità dei carismi che lo Spirito di Gesù diffonde, nell'unica missione» (dalla Prefazione di Giacomo Canobbio).