
Perché le funzioni di prete, diacono, vescovo sono riservate ai soli uomini? È davvero scritto nel vangelo che le donne non possono essere apostole di Cristo? In questo manifesto coraggioso e rigoroso, la teologa francese Sylvaine Landrivon ci conduce nella casa di Betania per riscoprire figure femminili troppo a lungo dimenticate o fraintese. Sviluppando un’analisi innovativa dei testi evangelici, l’autrice rivela come Marta e Maria di Betania, insieme alla Maddalena, abbiano avuto un ruolo fondamentale nella rivelazione della missione di Gesù. Con audacia intellettuale e profonda erudizione, Landrivon propone un’ipotesi rivoluzionaria, facendo leva su un dettaglio del testo originale che apre prospettive completamente nuove sulla comprensione del ruolo delle donne nel cristianesimo primitivo: Magdal, in ebraico, significa "torre" e non indica necessariamente una città... Eppure questo non è solo un libro di esegesi biblica. Dalla ricerca teologica, l’autrice passa all’azione concreta, mostrando come le prime comunità cristiane si radunassero nelle case, dove le donne ricoprivano ruoli di leadership. Come si può, allora, sostenere oggi un modello ecclesiale esclusivamente maschile? Un libro destinato a chi cerca di comprendere il rapporto tra Gesù e le donne, per ritrovare (ed è urgente!) la freschezza delle origini cristiane. Prefazione all’edizione italiana in forma di lettera aperta a papa Leone XIV.
In quell’alba che annuncia la fine della notte, in quell’ora in cui «è ancora buio» (come annota l’evangelista Giovanni), esplode la gioia della Pasqua per Maria Maddalena, l’amica di Gesù, la prima persona a cui il Signore si mostra risorto.
La tradizione occidentale, in seguito, ha però mescolato e confuso le figure femminili che attorniavano Gesù. E così Maria Maddalena, erroneamente associata da Gregorio Magno la peccatrice (anonima), è stata immersa nella notte delle forze oscure di una corporeità che potrà sublimarsi solo nello slancio mistico e in una vita di penitenza.
Superando questa confusione grazie a un ritorno critico sulle fonti, il XX secolo ha ripulito a poco a poco l’immagine più autentica di Maria di Magdala. Oggi, mediate gli apporti di esegeti e teologi, ma anche per merito delle scienze umane e del nuovo sguardo che esse posano sulle donne, è ora di dare impulso a una nuova uscita dalla notte per la Maddalena, rinnovando il senso del celebre appellativo che le è riservato da secoli: “apostola degli apostoli”.
E, a partire da questa compagna di Gesù riconosciuta finalmente nella sua dignità, nella sua fedeltà, nella sua fede senza difetti, è possibile rivalutare da capo la luce che la sua figura riflette su tutte le donne nella chiesa di domani.
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