
Perché la madre di Gesù, di cui i vangeli parlano poco e con estrema sobrietà, è diventata la vergine purissima, la mediatrice celeste, il modello di ogni obbedienza femminile? E che cosa resta di lei, se si toglie tutto ciò che venti secoli di devozione e di politica ecclesiastica le hanno sovrapposto? Anne Soupa e Sylvaine Landrivon procedono in tre tempi. Decostruiscono l'immagine ereditata: l'opposizione con Eva, l'ossessione per la verginità, la maternità eretta a destino di tutte le donne. Raccolgono poi le prove nei testi: le quattro donne irregolari della genealogia di Matteo, il Magnificat riletto dai teologi della liberazione. E ricostruiscono infine una figura più nitida (e più scomoda): una donna ebrea del I secolo che decide da sé, che infrange un tabù del suo tempo, che prende la parola. Profetessa prima che madre, discepola prima degli apostoli, sorella prima che regina. Non è un libro contro la devozione mariana: è un libro per la sua verità. L'edizione italiana si apre con una Prefazione inedita delle autrici sulla nota vaticana Mater populi fidelis, con cui nel novembre 2025 il Dicastero per la dottrina della fede ha dichiarato inappropriato il titolo di "corredentrice": la stessa strada - osservano, non senza ironia, le autrici - che queste pagine avevano già percorso.
Dodici donne che seguono Gesù, lo ascoltano a cuore aperto. Dodici volti da scoprire al seguito dei Vangeli. Oltre alle più conosciute Maria, la madre di Gesù, Maria
di Magdala, e anche Marta e Maria, «le altre, chi sono?», si chiede Anne Soupa. Biblista e sensibile al ruolo della donna nella Chiesa, l’autrice va loro incontro e ne tratteggia il ritratto.
Scopriamo allora che, diversamente dai discepoli uomini che, spesso, fanno fatica a cogliere l’insegnamento di Gesù, le donne, comprendono che la Buona Novella è Gesù in stesso. Esse credono... Presenti alla croce, esse amano, costi quel che costi. Presenti davanti alla tomba aperta, esse sono le prime a vedere il Risorto. Con loro, Gesù non fa mai accezione di sesso: non vi è alcuna discriminazione. Con le donne, Gesù si rivela – già! – un difensore ardente dei Diritti dell’Uomo. Le donne hanno amato Gesù e Gesù ha ben ricambiato.
Queste discepole sono i prototipi di una Chiesa interamente volta verso il suo Signore.

