
L'animazione nelle strutture per anziani è un argomento delicato. Fare animazione non significa infatti intrattenere le persone o far loro trascorrere piacevolmente il tempo libero (che più che altro rischia di essere vuoto), ma anzitutto facilitare processi attraverso i quali le persone riscoprono la capacità di abitare il tempo che vivono. Il presente manuale vuole essere strumento valido per gli animatori che si occupano di persone anziane. Vengono pertanto formulate numerose proposte di attività di animazione, che intendono andare oltre quelle tradizionali praticate nelle case di riposo, e che possono aiutare l'anziano a ricostruire e comunicare il racconto autobiografico del suo passato, a riappropriarsi dell'identità personale e di un'immagine positiva di sé, a riattivare le funzioni cognitive e motorie, e a migliorare lo stato emotivo. Alcune proposte di animazione presentate nel volume: - Le stagioni, i mesi, gli avvenimenti atmosferici e le festività - Odore e sapore di caffè - Il pane - Cucina: laboratorio sensoriale - Narrare una favola - Rioni, mestieri ed eventi - Viaggio e gioco - Documentari di città e altri luoghi - Immagini fotografiche e opere d'arte - Dipingere - Ascolto musicale Alcune proposte di attività sonora: - Identificare il proprio nome - Il mare - Corpo e ritmo - Paesaggio sonoro - I suoni del corpo - Suoni e rumori dell' ambiente domestico - Suoni e rumori dell'ambiente esterno - Suoni e stagioni - Viaggio a Roma - Suoni pasquali e natalizi - Passeggiata in città Anna Loredana Civita Dopo aver frequentato l'Istituto d'Arte di Trieste si iscrive all'I.S.I.A. (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Urbino. Conclusi gli studi lavora in campo pubblicitario per diversi anni in varie città italiane, collaborando con ditte famose. Dovendo cambiare improvvisamente città, cerca un lavoro qualsiasi e inizia a lavorare come animatore in una casa di riposo. Si documenta sulla malattia di Alzheimer e ricomincia a studiare conseguendo negli anni successivi i titoli di Operatore Validation, Musicoterapista, Conduttrice di gruppi ABC e Laughter Yoga Leader. Continua a lavorare in casa di riposo e conduce i gruppi ABC per i familiari dei malati Alzheimer presso l'associazione Goffredo De Banfield di Trieste, insegnando loro un metodo per una relazione 'felice' con il malato di demenza.
Questo Nuovo manuale di sociologia, di cui sono autori alcuni tra i più significativi esponenti della sociologia italiana, vuole essere una messa a punto aggiornata della disciplina sociologica, presentata in forma semplice ma rigorosa, adatta sia agli studenti che agli studiosi. Intenti comuni, condivisi dagli autori, sono stati essenzialità dei contenuti, chiarezza del linguaggio, brevità della trattazione.
Il volume è destinato ai corsi introduttivi alla sociologia, sia di laurea triennale sia di laurea magistrale, ma anche a corsi specialistici, in quanto è possibile stabilire, all’interno del libro, diversi tracciati operando un’apposita selezione fra i capitoli.
L’opera si presta anche ad una divulgazione più ampia, destinata ai non specialisti che vogliano conoscere, approfondire, verificare la reale portata di una scienza che ha quasi duecento anni ma ancora non sembra del tutto affermata, specialmente in Italia. Ricercatori universitari, liberi professionisti, cultori delle scienze umane e sociali, decisori socio-politici e operatori di diversa formazione potranno trovarvi spunti nuovi ed efficaci in vista del loro agire in società.
Roberto Cipriani,
è Professore emerito di Sociologia nell’Università Roma Tre; è stato Presidente del Consiglio Europeo delle Associazioni Nazionali di Sociologia e Presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia.
Contributi di:
F. Alberoni - G. Bettin Lattes
G. Bove - A. Bruschi - F. Butera
A. Cavalli - L. Cavalli - V. Cesareo
R. Cipriani - M. Colasanto - C. Corradi
A. Costabile - F. Crespi - P. Di Nicola
P. Donati - P. Fantozzi - F. Ferrarotti
L. Gallino - F. Garelli - A. La Spina
C. Leccardi - A. Martinelli - S. Martino
M. Morcellini - M. Palumbo - S. Poli
L. Ricolfi - S. Segre - M.A. Toscano
Negli ultimi dieci anni, dalla nascita dello smartphone alla robotica, l’economia post-fordista ha subito un profondo mutamento e sta ora attraversando un processo irreversibile di trasformazione digitale chiamato Quarta rivoluzione industriale o Economia 4.0. I fattori che hanno maggiormente contribuito alla creazione di questo nuovo modello economico sono la rapida evoluzione dell’information technology e l’imponente sviluppo di Big Data e Internet of Things.Uno scenario che comporta una crescente esigenza di nuove competenze e figure manageriali, capaci di utilizzare le nuove tecnologie. In questo contesto si inserisce il ruolo chiave del digital data officer che ha il compito di governare la nuova economia e di accelerare il processo d’innovazione e di trasformazione digitale dell’industria.
Il libro, oltre a descrivere questa e altre nuove figure manageriali, affronta temi come la costruzione del mercato unico digitale europeo, la Big Data governance, i nuovi modelli di business, le piattaforme digitali. Propone poi una serie di statistiche, a livello mondiale, europeo e italiano, utili a comprendere la vision e a monitorare l’andamento dei vari indicatori dell’economia digitale. Si sofferma sui concetti chiave legati allo sviluppo digitale, come le catene globali del valore, e sul loro impatto in termini di produttività, occupazione, investimenti e accesso al credito attraverso un’analisi settoriale.
Il processo di delocalizzazione o offshoring intrapreso negli anni passati da alcuni settori industriali verso paesi emergenti, potrebbe vedere una inversione di tendenza, o reshoring, per effetto delle nuove tecnologie e dei robot. Infine, nella seconda parte del libro vengono approfonditi i molti aspetti che stanno configurando l’economia 4.0, come la fabbrica digitale, la sharing economy, il risk management, i social media, il digital marketing e i servizi digitali.
Fabrizio Carapellotti, Responsabile Osservatorio Statisticheimpresa 2.0 (vincitore del premio Innovazione Smau 2016) è specializzato in analisi economico- finanziarie sul sistema produttivo presso la direzione generale per la politica industriale, la competitività e le PMI del Mise. È autore di diversi paper scientifici e di “Economic Data Scientists: come gestire i dati economici nell’era dei big data” (Maggioli).
Parte II Contributi di:
Mariangela Capo, Lidia Caprara, Ilaria Cazziol, Angelica Craveli, Francesca Criscuolo, Fabiana D’Angelo, Lucrezia Della Seta, Iris Devigili, Carolina Linkowski, Giulia Mancini, Rossella Mariani, Maria Gentile Poggi, Romina Potenziani, Valentina Righetti, Giulia Simonelli, Maria Laura Russo Spena, Ambra Taccola, Annalisa Vignoli.
IINDICE
Prefazione di Beniamino Quintieri
Presentazione di Isabella Carapellotti e Umberto Guidoni
Parte Prima Il Digital Data Officer e l'economia 4.0
Capitolo 1 Lo scenario sulla data economy e il Digital Data Officer
1.1 L’economia trainata dai dati
1.2 La big data revolution e il mercato unico digitale
1.3 Digital skills e il ruolo del Digital Data Officer
1.4 L’attività di big data governance
1.5 La cybersecurity e il quadro europeo sulla data protection
1.6 Le piattaforme digitali e le tecnologie del futuro
1.7 L’app economy e i tool per creare mobile app
Capitolo 2 Digital transformation: vision e statistiche
2.1 Le principali sfide del processo di digital transformation: IoT, Industry 4.0, Big data e Skills
2.2 Lo sviluppo sostenibile e competitivo nell’era digitale: indicatori statistici mondiali
2.2.1 Il Global Information Technology
2.2.2 Il Doing Business
2.2.3 Il Global Attractiveness Index
2.2.4 Il Global Innovation Index
2.2.5 Il Global Competitiveness Index
2.3 La trasformazione digitale dell’industria europea e i principali indicatori statistici
2.3.1 L’Industrial R&D Investment Scoreboard
2.3.2 L’Innovation Scoreboard
2.3.3 Il Composite Leading Indicator
2.3.4 Il Digital Index DESI
2.3.5 Il Digital Agenda Scoreboard
2.4 La digitalizzazione delle imprese italiane e della PA
2.5 Gli indicatori regionali dell’Agenda Digitale Italiana e il Regional Digital Index
2.6 La diffusione della banda ultra larga in Italia
2.7 L’attività di ricerca e sviluppo delle imprese italiane e la mappa delle startup innovative
Capitolo 3 Smart manufacturing e risk management: un’analisi dei dati
3.1 Il trend economico e le catene globali del valore per le imprese competitive
3.2 La rinascita industriale europea e i fattori di sviluppo
3.3 L’analisi dell’evoluzione di produttività e occupazione nei settori industriali europei
3.3.1 I dati dei settori tradable e non tradable
3.3.2 I dati del manifatturiero high tech
3.3.3 I dati del manifatturiero low tech
3.3.4 I dati dei servizi high tech knowledge intensive
3.4 L’analisi d’impatto degli investimenti sulla crescita stimata nei paesi europei
3.4.1 I dati sugli investimenti nel manifatturiero in Italia
3.4.2 I dati sugli investimenti nel manifatturiero in Germania
3.4.2 I dati sugli investimenti nel manifatturiero in Francia
3.5 Risk management e Smart project
3.6 L’analisi del merito creditizio nell’industria
3.6.1 I dati economico-finanziari del manifatturiero per classe dimensionale
3.6.2 I dati economico-finanziari delle imprese del comparto ICT
3.6.3 Un metodo per l’analisi del rating di un portafoglio ICT
3.7 Le medie imprese e l’analisi regionale e distrettuale del merito creditizio
3.7.1 I dati economico-finanziari delle medie imprese per regione e distretti
3.7.2 La mappa dei distretti digitali e un metodo per l’analisi del rating
Parte Seconda
Contributi sulla Digital Economy e nuove figure manageriali
Capitolo 1 Accesso ai fondi Europei per le Pmi e startup digitali
Capitolo 2 Risk management e l’Internal Audit
Capitolo 3 I rischi finanziari nell’ICT e il Digital Risk Officer
Capitolo 4 Commodity Risk Management e l’Energy Risk Manager
Capitolo 5 Digital banking, Risk Management e Chief Financial Officer
Capitolo 6 L’accesso al credito e la figura del Credit Risk Analyst
Capitolo 7 Fabbrica digitale, FabLab e Chief Innovation Officer
Capitolo 8 Web e marketing 3.0
Capitolo 9 Social Media e Digital Communication Specialist
Capitolo 10 Il ruolo del Social Media Manager
Capitolo 11 Marketing nel turismo e l’e-Tourism Marketing Specialist
Capitolo 12 Marketing Analytics nel settore del lusso
Capitolo 13 Coworking e Sharing Economy
Capitolo 14 Nuovi approcci informatici alla Data Science
Capitolo 15 La nuova formazione digitale e il Digital Learning Specialist
Capitolo 16 Strategie digitali, equity crowdfunding e Chief Strategy Officer
Capitolo 17 Digital Analytics e Chief Analytics Officer
Capitolo 18 Pillole digitali: pagamenti innovativi
Conclusioni La nuova impresa digitale
Per comprendere come redigere, leggere e interpretare un bilancio di esercizio un ruolo decisivo riveste il procedimento utilizzato per rilevare e rappresentare i valori che originano dalle operazioni di gestione. Il volume ha per oggetto i principi e la metodologia contabile di rilevazione dei fatti amministrativi e di rettifica dei valori rilevati in ragione della loro competenza economica per la determinazione del reddito di esercizio e del capitale di funzionamento, fino alla rappresentazione in bilancio negli schemi obbligatori previsti dalla legge. Il suo obiettivo è fornire agli studenti uno strumento didattico per comprendere la dinamica dei valori contenuti nel bilancio di esercizio. In un contesto normativo che ha subito profonde trasformazioni, il volume mantiene come punto di riferimento: le norme del Codice Civile, riformate dal D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 139, di recepimento della Direttiva 34/2013/UE; i principi contabili OIC, aggiornati al dicembre 2017. Il lavoro costituisce, quindi, un utile supporto anche per professionisti e studiosi della materia.
Il testo è un utilissimo strumento per quanti si preparano per la prova pratica dell'esame di abilitazione alla professione di assistente sociale e assistente sociale specialista e quanti invece, già professionisti, affrontano la prova pratica di concorsi o prove selettive pubbliche per tale profilo professionale. Il volume è strutturato in modo che vengano prima offerti gli inquadramenti teorici su metodi e tecniche della professione e, immediatamente dopo, le indicazioni operative relative a casi pratici. I casi pratici proposti sono sviluppati da assistenti sociali impegnati sul campo che, in considerazione dell'esperienza acquisita, delineano le metodologie, i riferimenti normativi e deontologici, gli strumenti utilizzati e l'organizzazione del servizio di appartenenza. L'opera è suddivisa in tre aree di intervento: pianificazione, programmazione e progettazione dei servizi sociali e sanitari, coi relativi casi pratici; ricerca sociale, ambito di fondamentale importanza per lo sviluppo della professione; lavoro con l'utenza, con casi pratici legati a minori, disabilità, dipendenze patologiche, ospedale e disagio adulto. In coda al testo è inoltre riportato il codice deontologico dell'assistente sociale.
Lavorare con utenti stranieri, o con famiglie di stranieri, è un'esperienza sempre più frequente tra gli assistenti sociali e gli operatori sociali, anche in Italia. Anzi, anche nel nostro paese non è più nemmeno un'esperienza nuova: dopo più di trent'anni di flussi migratori, non possiamo più considerare l'Italia una nuova destinazione. Eppure la centralità della protezione sociale per persone vulnerabili o a rischio di marginalità sociale, come molti immigrati, si accompagna alla marginale attenzione verso la diversità etno-culturale nei percorsi formativi di servizio sociale, e in qualche modo anche nel dibattito interno alla professione. Questo scollamento tra il livello delle pratiche e quello della didattica e delle teorie è uno dei motivi che ci hanno spinti a scrivere questo libro: una guida mirata anzitutto ad accompagnare gli studenti di Servizio sociale dentro la diversità culturale con cui si confronteranno nelle loro traiettorie professionali, oltre che biografiche. Nostro obiettivo è contribuire a potenziare le conoscenze, le competenze e soprattutto la riflessività nel lavoro sociale con popolazioni diverse da quelle autoctone. Un'esigenza cruciale, a nostro avviso, non per ragioni di "buonismo" o per esigenze di "integrazione" o "coesione sociale" non meglio specificate, ma perché il lavoro sociale con gli immigrati stranieri rappresenta un fondamentale banco di prova - sul piano metodologico, organizzativo e deontologico - per le prospettive stesse del servizio sociale professionale.

