
La summa delle teorie sulla fede e sulla religione di uno
dei più importanti filosofi viventi.
Qual è la distanza tra Cristo che spronava il giovane ricco a dare tutti i suoi averi ai poveri, e la Chiesa che oggi raccomanda mondanamente di donare il più possibile? Come si uniscono la lotta dichiarata contro ogni forma di totalitarismo e l’aspirazione a una “società cristiana”, che totalitaria sarebbe per definizione? Quanto sono inconciliabili la fiducia nella “ragione naturale” e la necessità della Rivelazione? Emanuele Severino si addentra nella massa di contraddizioni che avvolge tanto la religione quanto la sua critica, e riflette sulla dottrina sociale della Chiesa, sulla possibilità della fede, sulle tante fedi che segnano il percorso dell’Occidente. Un libro che confronta le tesi dei maggiori pensatori della nostra storia – Socrate, Paolo, Agostino, Aristotele, Kant, Leopardi, Kierkegaard, Tommaso d’Aquino, Dostoevskij, senza dimenticare i documenti conciliari e papali – portando l’autore al paradosso di affermare che “l’ateo e Dio concordano sul senso delle cose”.
Il giovane Lucio, curioso e imprudente, si ritrova trasformato in asino dopo un esperimento di magia finito male. Iniziano così le sue mille peripezie nel tentativo di tornare umano: l'animale passa di proprietario in proprietario, in una girandola di avventure e disavventure che si concludono solo con il provvidenziale intervento della dea Iside. Lo spassoso e rocambolesco percorso iniziatico di Lucio è intessuto di racconti nel racconto, tra cui la celeberrima favola di Amore e Psiche, in una struttura a cornice che imprimerà tracce profonde nella letteratura europea. Da Boccaccio a Cervantes, da Shakespeare a Keats a Collodi, generazioni di scrittori hanno tratto ispirazione da uno dei più accessibili - e divertenti - lasciti dell'antichità classica.

