
Alla fine degli anni '70, mentre in Italia si precipitava nel baratro degli anni di piombo, Toni Capuozzo sbarcava, seguendo i suoi sogni e i suoi ideali, in Centro America. In pochi anni, viaggiando di continuo tra il Nicaragua della rivoluzione vittoriosa dei sandinisti contro il tiranno Somoza, il Salvador che entrava nel delirio della guerra civile con l'assassinio del cardinale Romero, la Cuba di Castro, l'Argentina delle Falkland e di Borges, l'Amazzonia di Fitzcarraldo, un giovane approdato per caso al giornalismo diventò un reporter professionista e un uomo profondamente convinto della necessità di andare a vedere con i propri occhi ciò che succede. In una foresta di racconti, il famoso giornalista televisivo, inviato di guerra del TG5, rievoca gli anni del suo apprendistato.
Per capire quanti anni ha una sequoia bisogna tagliare il tronco e contare gli anelli. Se la sequoia avesse un collo non ce ne sarebbe bisogno. Odio la gente che sostiene - protesta Nora Ephron - che invecchiare è bello, che si diventa saggi e si capisce quali sono le cose importanti. Ci si ribella, ci si deve ribellare all'immagine contraffatta di sé che appare nello specchio. Anche perché dal collo all'anima il passo è breve. Invecchiare non è roba da rammolliti, diceva Bette Davis, e Nora Ephron lo dimostra con un senso dell'umorismo impagabile e con l'aggiunta: "tanto più se sei una donna". Una donna alle prese con i problemi della "manutenzione" (fitness-tinte-massaggi), angustiate dall'ombrosa adolescenza dei figli, che poi se ne vanno lasciando un nido vuoto in cui gioie e problemi finiscono, ma la preoccupazione è per sempre, atterrite dalla scomparsa delle amiche più care, duro memento mori, in un universo che continua a considerarla solo una vaga eventualità. Parlare dell'età incerta compresa fra la maturità e la senilità, e farlo con tanta caustica sincerità e allo stesso tempo con la leggerezza dell'umorismo, non è impresa da poco.
L'attuale "normalità" della presenza, in diversi contesti, del soggetto con disabilità e con problemi pone alla nostra attenzione un elemento di riflessione: occorre una più diffusa competenza professionale sulle tematiche educative speciali per preparare meglio alla vita. La pedagogia speciale può rispondere a questa esigenza e merita di essere assunta alla base di ogni percorso di formazione dei formatori. Di più: può contribuire a nutrire la cultura dell'attenzione alla persona più debole, la sola in grado di portare benefici duraturi per tutti coloro che, a causa di condizioni esogene ed endogene, non riescono a stare al passo con i ritmi cognitivi e le esigenze di un mondo sempre più complesso e difficile. Per preparare alla vita non basta l'amore, ma occorre, unita ad esso, la competenza.
Il libro è una autobiografia anomala, una sorta di mosaico, in cui Benjamin condensa le esperienze e la topografia della propria infanzia, ridando anima ai sogni facendo rivivere le ore e i luoghi di magia, e al contempo gli angosciosi presentimenti di un bambino ebreo nella Berlino dell'epoca. Ed è forse questa ambiguità il tratto più marcato dei trenta brani (più dodici frammenti proposti in appendice) che compongono il libro: "scavare" nell'infanzia, negli strati nascosti perduti della vita, per riattivare questa "promessa di felicità" che è patrimonio di ogni essere umano ("La fata, grazie alla quale si ha il diritto a un desiderio"), senza tuttavia dimenticare che questa possibile felicità è perennemente esposta ai venti della storia.
Il Mediterraneo può essere pensato come un "grande spazio", una risorsa strategica e un luogo di cooperazione privilegiato. Una condizione perché questo possa accadere è ripensare il rapporto tra il processo di unificazione dell'Europa, la sua appartenenza all'emisfero occidentale, le sue radici mediterranee e la sua relazione con il mondo islamico. Alcuni dei temi trattati: l'esportazione della democrazia, i media, l'associazionismo civile nel Mediterraneo arabo-islamico, la mobilità migratoria, l'assedio militare, la questione palestinese, i diritti delle donne e il femminismo islamico, la questione penitenziaria, Europa e mondo islamico, il costituzionalismo.
La biografia avvincente di un personaggio che ha dominato la scena africana e mondiale per tutta la prima metà del Novecento. Un ritratto completo, sorretto da una rigorosa ricerca documentaria, che ha il passo del romanzo. Angelo Del Boca, narratore, saggista e storico del colonialismo italiano, è stato per molti anni inviato speciale della "Gazzetta del Popolo" in Africa e in Medio Oriente, presidente dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Piacenza e direttore della rivista "Studi Piacentini". Attualmente dirige la rivista di storia contemporanea "I sentieri della ricerca".
"Si respira un'aria al cloroformio in giro per il paese. È come se la gente si alzasse tardi, crescesse di peso, indugiasse con il naso all'aria in vaghi pensieri. Molti cominciano a convincersi che sia inutile darsi da fare e guardare al futuro, molto meglio rimanere immobili e conservare il passato. Che cos'è che non funziona? Quale malattia ha colto i nostri connazionali? Perché le riforme trovano una sempre maggior schiera di accaniti oppositori? Si è messo in moto un meccanismo che può andare tranquillamente sotto il nome di 'economia della pigrizia'. Gli italiani hanno un alibi per chiamarsi fuori dall'interesse generale?"
Carl R. Rogers (1902-1987), fondatore della terapia centrata-sul-cliente e della pedagogia non direttiva, è stato definito "lo psicologo più influente d'America". Questo volume intende spiegare i motivi dell'attualità delle sue idee nei diversi campi applicativi della psicoterapia e del counseling, delle relazioni familiari e organizzative, della comunicazione interculturale e della facilitazione dell'apprendimento.
Chi è l'ultimo brigatista? E quale mistero nasconde? Il suo nome va scovato tra coloro che hanno partecipato al più eclatante e drammatico fatto di sangue a sfondo politico che la storia ricordi dal 1945 ad oggi: il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro. Raffaele Fiore, uno dei quattro compagni che sterminò la scorta; Alvaro Lojacono e Alessio Casimirri, che a bordo della Fiat 128 bianca dovevano chiudere via Fani; Rita Algranati, la ragazza che avvisò il commando dell'arrivo di Moro. Questo libro, attraverso le loro storie e la scoperta di alcuni documenti di estremo interesse, intende mettere la parola fine alle speculazioni sulle Br e la loro natura.
Fa scandalo una donna vestita da uomo? Oggi forse no, almeno in Occidente, ma fino a quarant'anni fa era impensabile. Valeria Palumbo ripercorre la storia delle donne che in tutti i secoli, in tutte le culture, hanno assunto abiti maschili per conquistare un'indipendenza altrimenti irraggiungibile. Donne che si sono abbigliate da marinaio, da frate, da soldato, che si sono fatte passare per dottore, re, esploratore, bandito, semplicemente per navigare, viaggiare, combattere, studiare, scoprire. E ancora oggi molte ragazze in Arabia Saudita, Iran e Afghanistan si travestono per poter andare a lavorare. Il libro si propone come un saggio sulla libertà, o sull'aspirazione alla libertà.
Dopo i feroci ed esilaranti reportage antropologici sulle tribù dei nuovi ricchi, del Nordest e degli accoliti del Cavaliere, Gian Antonio Stella usa la sua penna acuminata per raccontare l'altra metà dell'Italia, quella che (per un pelo) ha vinto le ultime elezioni. Un ritratto collettivo attraverso decine di ritratti singoli, in ordine alfabetico, dalla A di Agnoletto alla Z di Zanone. Un campionario di tic, idee fisse, scivolate, manie di protagonismo e, qua e là, nobili ostinazioni di leader, leaderini e comprimari del centrosinistra.
La mente degli italiani è l'ultima regione inesplorata del paese, e vale un viaggio. Ma è un viaggio insidioso, e non tutti hanno il coraggio d'intraprenderlo per il timore di scoprire verità scomode. Beppe Severgnini, dopo aver indagato su inglesi e americani, non ha paura di giocare in casa e affrontare la sfida. E così percorre sistematicamente l'Italia: trenta luoghi in dieci giorni, dall'aeroporto alla spiaggia, dal condominio allo stadio, da nord a sud, dall'alimentazione alla politica, dai recinti della morale allo zoo della televisione. Un'esplorazione metodica, ironica e sentimentale per aiutare il lettore straniero a mettere da parte le sue convinzioni e a capire davvero "un paese che ci manda in bestia e in estasi nel raggio di cento metri e nel giro di dieci minuti".

